giovedì 29 gennaio 2009

Un menù dalla cucina di mia madre

DAL LIBRO " I TORTELLI DELLA MI' MAMMA...ED ALTRE RICETTE ( anno 2005 ) 2° puntata

L'ANTIPASTO: Crostini di fegatini

4 etti di fegatini; cipolla, prezzemolo; un cucchiaio di capperi tritati; 2 acciughe; olio; pane casereccio.

Si prendono 4 etti di fegatini di pollo puliti e ben lavati e si fanno "scottare" con acqua per alcuni minuti. Si battono poi finemente mentre, a parte, si prepara un soffritto con olio, cipolle e prezzemolo. Si mettono i fegatini nel soffritto; si aggiunge un pò di vino bianco e, a seguire, un cucchiaio di capperi tritati e 2 acciughe pulite dal sale e diliscate. Si mette il tutto di nuovo sul fuoco basso. Dopo circa 15 minuti il composto è pronto per essere spalmato su fettine di pane casareccio affettato e abbrustolito che, preferibilmente, possono essere bagnate con brodo di carne.

Il primo piatto: Zuppa contadina

1 cipolla rossa, 1 mazzetto di prezzemolo, 2 foglie di sedano, 1 mazzo di bietole, mezzo cavolo "rasagnino", 2 etti di carote, 3 etti di patate, fagiolini. zucchini pomodoro (concentrato di pomodoro ) 3 etti di fagioli lessi, circa 400 g. di pane casereccio, raffermo. Si possono aggiungere alcune cotenne.

Si mettono i fagioli al fuoco, unendovi, se si vuole, le cotenne. Mentre bollono, occorre fare un battuto con gli odori ( cipolla rossa, due pezzi di sedano e un buon pizzo di prezzemolo), da "imbiondire" nell'olio extravergine. Si mettono nella pentola tutte le verdure tagliate a pezzi e si fanno cuocere. Si mette il concentrato di pomodoro e si fa insaporire ancora un poco. Si aggiunge la giusta quantità di acqua e si fa bollire almeno 2 ore. Si mettono i fagioli lessi, mezzi passati e mezzi interi. Intanto si taglia il pane a fette sottili che, a strati, si aggiungeranno al brodo della zuppa. E' importante non verasre la zuppa. E' importante non versare la zuppa bollente sul pane affettato; aspettare almeno un quarto d'ora.

Il secondo: lo stoccafisso

Circa 700 g. di stoccafisso già ammollato, 2 cipolle, olio, peperoncino, sale, pepe e 250 g. di passata di pomodoro.


Si cucina lo stoccafisso, sbriciolato con le mani, in un soffritto di olio e cipolle; si gira con il mestolo, si aggiunge sale e pepe, un poco di vino bianco. Quando il vino è ritirato, segue la passata di pomodoro e un pò di peperoncino. Si gira, si lascia cuocere per almeno un'ora, facendo attenzione che non si prosciughi. In tal caso irrorare con acqua.

Il dolce: La schiaccia campigliese


3 etti di strutto di maiale, 3 etti di zucchero, 3 uova, mezzo kg. di farina, 1 limone grattugiato, mezzo etto di pinoli, una presa.

Occorre "sbattere" le uova, mettere lo strutto e impastare il tutto con la farina, il lievito e la scorza di limone grattugiata. Nell'impasto sipossono aggiungere i pinoli. Si "imburra" ed infarina una teglia nella quale si stende l'impasto che è cosparso di zucchero, prima di essere messo in forno. Cuocere per circ a 30 minuti. A cottura ultimata si taglia la schiaccia a quadretti e si rimette in forno per un minuto.

Un'altra delle poesie contenute nel libro " I tortelli della mì mamma...ed altre ricette"

... Non era un sogno perchè s'udì
un muggito denso di vacca
e poi portarono il latte
ancora caldo di mammelle;
oltre a ciò mi circondava
uno spettacolo celeste:
la monelleria degli uccelli
tra le foglie e la nebbia.
( Pablo Neruda)

martedì 27 gennaio 2009

I tortelli della mì mamma ... ed altre ricette

( foto tortelli4.jpg - image - )

prima puntata
Il 16 maggio 2005 dedicai a mia madre
( ed al suo magnifico sorriso ) un libro divertente ed imbevuto di valori: " I TORTELLI DELLA MI' MAMMA ... ED ALTRE RICETTE ". Fu un vero successo, con ben tre ristampe e molte offerte volontarie destinate alla costruzione di un centro scolastico in Bolivia. Il libro è esaurito e non si trovano copie in giro in quanto coloro che se lo procurarono, lo custodiscono gelosamente. Forse in biblioteca comunale a Venturina. Ancora oggi, in ascensore, all'Ospedale di Villamarina - tanti miei colleghi - mi rammentano il libro e mi chiedono se ho ancora copie. Non ne ho; per questo ho deciso di mettere sul blog alcune parti che lo ripropongono a curiosi lettori.
Oggi inizio, pubblicando la ricetta fornita "dalla mì mamma":
I tortelli toscani
Ingredienti, per 6 persone: Mezzo kg. di farina e 5 uova, per preparare la sfoglia; mezzo Kg. di ricotta, 5 etti di spinaci o bietola, pepe, 2 uova, formaggio grattugiato, noce moscata, per preparare l'impasto. Per condire 500 g. di sugo di carne

La sfoglia preparata a mano rende ancora più buoni i tortelli toscani, come li cucina mia madre. Si fa con uova intere e con farina, ma s'impara solo con l'esperienza, non c'è ricetta che tenga. Ne sanno qualcosa le nipoti Martina e Camilla che mia madre ha cercato di addestrare fin da piccole e, con il tempo, hanno abbandonato la pratica e dimenticato i preziosi suggerimenti culinari.
L'impasto per la sfoglia deve essere lavorato prima a mano e poi il matterello, fino ad ottenere una sfoglia sottile.
Per il ripieno si battono finemente le bietole cotte o gli spinaci e si impastano con ricotta, 2 uova, formaggio grattugiato, aggiungendo sale, pepe e noce moscata.
Dalla sfoglia si ricavano delle rotelle di circa 8 cm. di diametro che, mia madre, ottiene con un bicchiere a bocca larga. Dentro ciascuna si mette un cucchiaio di impasto e si chiude premendo la sfoglia sui bordi per non fare uscire il ripieno. I tortelli devono essere cotti in acqua abbondante e mescolati con delicatezza perchè hanno tendenza a galleggiare. Per il condimento, mia madre, predilige un buonissimo ed abbondante sugo di carne.

UNA DELLE POESIE CHE ACCOMPAGNA LE RICETTE DEL LIBRO:

Voglio nutrirti dei fiori di ghiaccio
su questa finestra d'inverno,
gli aromi di molte zuppe,
il profumo di candele sacre
che in questa casa di cedro mi insegue.
Voglio nutrirti della lavanda
che si sprigiona da certe poesie,
e della cannella delle mele che si cuociono,
e della gioia semplice che vediamo
nel cielo quando ci innamoriamo.

( Frammento di James Tipton, 1995 )

sabato 24 gennaio 2009

IL LIBRO CHE VI CONSIGLIO...GENNAIO 2009


( illustrazione della copertina - ripresa da Internet - Paco Roca/Guy Delcourt Productions/Tunuè. Grafica Marco Marcucci)

RUGHE di PACO ROCA
Ed. TUNUE' Costo 12,50 Euro ( difficile trovarlo in libreria locale. Ordinare per contrassegno rilevando dati su Internet o, sempre contrassegno, a TUNUE' srl Via Bramante 32 LATINA 04100 al costo di 10 euro + spese postali )
Miglior fumetto e migliore sceneggiatura al salone internazionale del fumetto di Barcellona 2008. Premio Diaro de Avisos di Tenerife come miglior fumetto del 2007.
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La mente di alcuni uomini è simile a una biblioteca nella quale i libri si accatastano in montagne di carta ingiallita, popolata di sogni e fantasie. Il logorio di tutta una vita li ricopre di rughe, e alcuni vedono le lettere delle loro pagine dissolversi, foglio dopo foglio, finchè diventano completamente bianche. Malgrado questo, le più intense emozioni sopravvivono, preservate come un tesoro nascosto in un'isola lontana.
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Hanno detto:
"Rughe racconta con precisione la battaglia contro la vecchiaia. Una battaglia senza armi, non esente da lacrime e pene"
Ives-Marie Labbé, Le Monde
" Paco Roca tratta il morbo di Alzheimer con un misto di umorismo e commozione."
El Mundo
" Ti disarma dalle prime pagine, aggrappandoti a una spirale di oblìo, dalla quale è poi impossibile staccarsi"
Alvaro Pons, El Pais

martedì 20 gennaio 2009

I HAVE A DREAM

IO, COME MILIARDI DI PERSONE NEL MONDO,
HO UN SOGNO....

Oggi 20 gennaio 2009, con Obama Presidente degli Stati Uniti d'America...

IL PRIMATO DELLA SPERANZA SULLA PAURA...

" Sappiate che l'America è amica di ciascun uomo, donna, bambino, che cerchi un futuro di pace", in questa frase sta il senso del discorso di insediamento del 44mo presidente degli Stati Uniti, Barak Hussein Obama, davanti a due milioni di americani al National Mall di Washington e a una platea mondiale partecipe perchè non è la potenza a fare grande un paese - " la potenza da sola non dà sicurezza" - ma " l'uguaglianza e la libertà di ciascuno e di tutti". Diciotto minuti che segnano il passaggio all'"era della responsabilità", quella del rifiuto della guerra e dell'apertura al dialogo, a partire da un nuovo rapporto col mondo musulmano " basato sul rispetto". Le false promesse, ha detto, sono finite. " Il mondo è cambiato, dobbiamo cambiare anche noi". Obama ha parlato con le parole di Franklin Delano Roosevelt: " Dobbiamo rifare l'America" e il riferimento non è solo alla crisi economica, ma a una rivoluzione culturale che salvi il paese, non più desiderante, sprofondato nella depressione materiale e immateriale. Ed è la memoria dei padri fondatori, il ritorno agli ideali perduti, il leit-motiv del suo discorso, così come le parole "umiltà", "fiducia", "solidarietà" e il primato della speranza sulla paura.
Le energie da mettere in moto non sono solo quelle rinnovabili - contro il surriscaldamento del pianeta - ma quelle di una mobilitazione collettiva che guardi a chi ha perso il lavoro, la casa, la vita stessa, ancora echi rooseveltiani per indicare il " bene pubblico ", la scuola, la salute. Un altro sguardo non indifferente al sud del mondo, l'ospitalità verso gli immigrati e gli uomini di ogni religione ed etnia, " unire l'immaginazione per fare delle cose buone"...non è un "messia" che parla ma il catalizzatore di un'attesa comune, perchè non " dobbiamo chiederci se il nostro paese è grande o piccolo ma se la gente può vivere"....
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Ecco perchè, da sognatore, ho ripreso a sperare nel futuro di Bianca, dei suoi coetanei, di quelli che li seguiranno...

( IL BRANO " RIFARE L'AMERICA" E' STATO TRATTO DA UN ARTICOLO DI MARIUCCIA CIOTTA, SUL MANIFESTO DI MERCOLEDI' 21 GENNAIO 2009 )

domenica 18 gennaio 2009

L'AMORE una poesia di Bruna Coscini



Semplicemente amando
tutto può nascere
ed essere condiviso
senza parole.

E' un fatto immorale. Mi vergogno per loro...


Nella foto:Gigi Riva, un grande campione.

" Avvocato grazie, ma resto in Sardegna". Era il 1970, l'Italia tornava dai mondiali messicani con la medaglia d'argento in valigia e qualche rimpianto nell'anima. Gigi Riva era il fenomeno di quella squadra. Un bomber micidiale ( ancora in vetta alla classifica dei cannonieri azzurri) e, inevitabilmente al centro di tutte le voci di mercato. Rombodituono piaceva al Milan, all'Inter ma, soprattutto alla Juventus. Agnelli pensò di spuntarla mettendo sul piatto la cifra, a quei tempi spaventosa - di un miliardo di lire. La somma più alta mai pagata per il cartellino di un calciatore. Il Cagliari disse sì, ma quando la Juve chiamò il giocatore per firmare il contratto Gigi Riva puntò i piedi. " Cercarono di convincermi con i soldi - ricorda l'attaccante. Mi offrirono uno stipendio cinque volte più alto di quello che prendevo a Cagliari e mi lusingarono con promesse di tutti i tipi. Ma io dissi no. Pensai ai tifosi sardi, alla delusione che avrei dato loro e mi ribellai all'idea di essere trattato come un cagnolino: vai qua, vai là, fai tanti gol!".
Hombre vertical Gigi Riva.
Il suo rifiuto gli costò un patrimonio in termini economici ma gli ha regalato la stima di un'intera Regione. " I sentimenti non hanno prezzo - racconta oggi - e i miei non sono mai stati in vendita".
Rombodituono è un signore di 64 anni che alterna lavoro di dirigente della Federcalcio con la passione per il golf. Che si gode la famiglia e una città Cagliari, che sente sua.

Ho voluto inserire una parte dell'articolo di Antonio Ledà, tratto dal Tirreno del 18 gennaio, sul mio angolo del sognatore, perchè lo condivido in pieno. Come condivido quanto detto, sempre dal grande campione Gigi Riva, alla prima domanda del giornalista, riguardante il caso Kakà ( offerta al Milan di 150 milioni di euro ed al calciatore di 18 milioni di euro a stagione, da parte del Manchester City ):
" E' immorale - ha risposto Gigi Riva - parlare di 150 milioni di euro per un calciatore, in un paese che vive una crisi gravissima, dove c'è gente che deve arrangiarsi con mille euro al mese e migliaia di persone che rischiano di perdere il lavoro".
Bravo Gigi. Sono questi i veri valori che occorre indicare ai giovani, per sperare nel futuro...

L'AMORE SOTTO LE BOMBE

Gaza City -
Fare l'amore sotto le bombe. Ricordo un amico di Nablus che mi spiegava quanto fosse difficile riragliarsi un momento di intimità con la propria moglie durante l'occupazione. Una sera mentre se ne stavano abbracciati un proiettile si era conficcato sulla testiera del letto, ad un palmo dalle loro teste. Di amoreggiare sotto le bombe a Gaza in questi giorni non si parla proprio, e anche il futuro coniugale per le giovani coppie palestinesi si suppone alquanto difficile, essendo in moltissimi ad avere perso la casa e ora costretti a vivere ammassati nelle scuole dell'Unrwa o stipati con altre persone in un minuscolo appartamento. " Oggi è sabato, stasera a Tel Aviv le giovani coppie vanno a divertirsi nelle discoteche o in spiaggia mentre quì noi non riusciamo neanche a fare l'amore nei nostri letti", mi dice Wissam, sposato da novembre. " Le luci stroboscopiche però ce le abbiamo anche noi" e mi indica dei lampi a sud, bombardamenti in corso. Ragazzi come Wissam, 19 anni, diventano padri molto presto e a mezza età sono già nonni, consci che questa è l'unica immortalità per la Palestina.
Tratto dall'articolo di vittorio Arrigoni sul Manifesto del 18 gennaio 2009.

sabato 17 gennaio 2009

SANTORO ANTIDOTO AL SONNO


Ogni giorno siamo qui a lamentarci della banalità della tv, delle sue due dimensioni che fanno diventare piatto anche il Monte Bianco. E figurarsi quello che è già piatto di suo, come gli encefalogrammi di alcuni che non possiamo nominare per via delle querele che non lo consentono. Perciò, anche se non sempre si può condividere quello che Santoro dice e fa, un merito non possiamo assolutamente negarglielo: qualsiasi tema tratti, non spinge mai lo spettatore all'assuefazione, alla pennichella mediatica. Santoro è, anzi, sempre più urticante, sgradevole perfino, mai però privo della capacità di coinvolgere. E mentre già rischiamo di abituarci all'orrore quotidiano di Gaza e dei bambini straziati, lui ci sveglia e ci fa sobbalzare, ci riporta al trauma e al rifiuto etico. E questa, per un autore televisivo, nell'epoca dei reality e dei programmi che usano solo i soldi o le tette per stimolare lo spettatore, è una qualità cui non possiamo permetterci di rinunciare.

Tratto dall'UNITA' del 17 gennaio 2009 " Fronte del video" di Maria Novella Oppo

giovedì 15 gennaio 2009

Senza parole...

Quegli ultimi momenti


Eravamo in un altro paese e parlavamo della guerra,
che pensavamo non sarebbe mai finita,
e dei nostri leader
che non facevano nulla, quando percepimmo
il lento incombere
del farsi tardi, e immaginammo gente
lungo tutta la costa
che cominciava ad assopirsi,
a scivolare nel sonno, poi il vento
rinforzò e la pioggia percosse il tetto
di lavagna e le finestre
verso il mare, e schiacciò a terra
l'erba selvatica e i cardi.
D'improvviso la pioggia cessò
e per un pò l'unico rumore
fu quello dei colpi smorzati
delle onde sulla riva.
Io stavo al tavolo,
finivo il mio bicchiere - e mi voltai
e ti vidi in piedi
allo specchio del corridoio
come se cercassi qualcuno
che non c'era più.
Abbassasti una spalla,
poi l'altra,
e lasciasti che l'abito di cotone
azzurro e violetto scivolasse a terra.
Io contemplavo l'ombra della notte
avvolgere le pieghe pallide
della tua carne.
E quello che restava del giorno
- una striscia sottile di luce a ponente -
scivolò silenzioso nel mare,
e il mondo del quale avevamo parlato,
ancora pericoloso,
parve davvero distante.
di Mark Strand
( traduzione di Damiano Abeni )

Tratta dal Manifesto del 15 gennaio 2009:
MARK STRAND, un poeta narrante.

mercoledì 14 gennaio 2009

SOBRIE NOTE DA FAZIO per il decennale della morte di Fabrizio De André

Domenica sera è andato in onda un programma fuori dal comune: " Fabrizio 2009 ". In 5 milioni, grazie a Fabio Fazio e Dori Ghezzi e ai protagonisti che vi hanno preso parte, siamo rimasti incollati al televisore a ricordare Fabrizio De André nel giorno del decennale della sua scomparsa. Lo abbiamo fatto come fosse, per citare le parole di ieri di Ermanno Olmi " una festa di compleanno". Tenuta a bada la retorica, le emozioni hanno camminato sulle canzoni di De André, interpretate da un'orchestra di voci. Uno dopo l'altro, senza troppe chiacchiere in mezzo, i cantanti hanno preso il microfono e dato fiato alle note, caricandole di personali accenti. Eccezionale l'interpretazione di Bocelli " Perduto amore". Ma anche Dalla e la Nannini. "Le passanti" forse tra le più belle canzoni del poeta genovese, sembrava scritta nel dna del giovane Tiziano Ferro, come anche "Ave Maria" affidata a Antonella Ruggero, o "Inverno" esaltata da Franco Battiato. Alta la qualità di tutte le esibizioni ( da Samuele Bersani con "il bombarolo", a Ivano Fossati con " Smisurata preghiera"), fino alla simultanea con trecento radio che nello stesso istante mandavano in onda la stessa canzone.
La forza della lingua genovese, corpo e anima dell'ultima canzone " Crueza de mà", cantata dal figlio Cristiano insieme a Mauro Pagani, in diretta dal porto vecchio ( due microfoni e un freddo cane: meno due gradi), mentre un rimorchiatore manda il saluto finale del marinaio, con il suono della sirena ed altissimi spruzzi di due idranti. Un saluto affidato all'acqua, dove finiscono tutte le strade strette di Genova. Senza soluzione di continuità tra la città e i genovesi, perchè come diceva l'architetto Renzo Piano nell'intervista che ha aperto la serata, impossibile sapere se è stata la città a fare i genovesi o il contrario.

Il brano ha larghi spunti tratti dall'articolo di Norma Rangeri sl giornale "IL MANIFESTO" del giorno 13 gennaio 2009.

domenica 11 gennaio 2009

Frase del giorno di Renzo Piano

Nella serata dedicata a De Andrè, l'architetto Renzo Piano, ricordandolo ha detto:
" Fabrizio credeva - ed anche io - che la musica, "la bellezza", la cultura possono cambiare il mondo"

10 anni senza...e con De André

Oggi ricorre l'anniversario della scomparsa del cantautore anarchico genovese, autore, dal 1961 al 1998, di 15 album fuori dagli schemi.
ANIME SALVE
L'album Anime salve fu l'ultimo del suo breve transito terrestre. Ma non termina però la sua esistenza poetica: questa no, grazie alle sue parole, e certamente grazie anche alla possibilità che abbiamo e che avremo sempre di ascoltare la sua voce davvero magnetica, dalla dizione teatrale della parola, dalla pronuncia da italiano colto...Qualcuno diceva che egli aveva un tratto distintivo incorporato, per così dire, nelle sue canzoni: vale a dire la risonanza del suo registro grave, legata all'estensione molto caratteristica della sua voce.
" Smisurata preghiera" è l'inevitabile conclusione e summa della direzione sia musicale che lessicale dell'intera raccolta: l'andamento costante, lo scandire secco il tempo della batteria sono tipiche delle strutture musicali che compomgono buona parte della produzione di Fossati, alla quale questa volta De André conferisce un'interpretazione assolutamente personale, contrariamente a quanto fatto nei due brani eseguiti in coppia. L'umanità dolente è raccontata dai tanti nomi sconosciuti di chi "viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi, per consegnare alla morte una goccia di splendore di umanità di verità", e la voce si fa tesa, vibrante, paladina di tutte le ingiustizie.

Tratto dall'articolo di Doriano Fasoli che ha scritto per le Edizioni Associate tre libri su De André, " Da Marinella a Crueza" ('89) "La cattiva strada" ('95) e "Passaggi di tempo" ('03)

COSA AVREBBE DETTO DELLA MATTANZA DI GAZA ....
A voler sentire, un ipotetico commento sulla mattanza di Gaza si può facilmente desumere da Sidùn. Era il 1982 e Sharon andava all'attacco del Libano. Sidone, dichiarò, "me la sono immaginata come un uomo arabo di mezz'età, sporco, disperato, sicuramente povero, che tiene in braccio il proprio figlio macinato dai cingoli di un carro armato. Un grumo di sangue, orecchie e denti di latte, ancora prima labbra grasse al sole, tumore dolce e benigno di sua madre, forse sua unica e insostituibile ricchezza". Anche stavolta aveva già detto tutto.

Tratto dall'articolo di Marco Boccitto.

AMORE CHE VIENE AMORE CHE VAI...

Gli articoli sono pubblicati sul MANIFESTO di oggi.
Il MANIFESTO, anche per questa sensibilità, deve essere sostenuto, perchè non chiuda e letto, come anche io ho deciso di fare, ogni giorno.
Mentre aggiorno il blog una indimenticabile puntata della trasmissione di Fabio Fazio scorre spargendo emozioni, come si fa con il sale sulle strade ghiacciate. Lucio Dalla, la Nannini, Battiato, la PFM e tanti altri, lo ricordano cantando le sue canzoni. E una splendita lezione di Vecchioni dalla scuola dedicata a De Andrè, ricorda il grande insegnamento di Fabrizio: l'Amore per gli altri. Confesso che mi sono commosso, fino al pianto...
E mentre in tutta Italia, nella serata , si è scelto di ricordarlo con centinaia di iniziative parallele ( per chi non segue la bellissima trasmissione)l'amministrazione comunale ha scelto questa data per premiare tutte le associazioni ( compresa quella della quale faccio parte )...Naturalmente io non ci sono.
Spero solo che la banda musicale, bravissima, che farà da contorno alla serata, rimedi, ricordando l'evento e suonando qualche brano delle sue bellissime canzoni... ( ado )

venerdì 9 gennaio 2009

Con "Le Nuvole" voglio ricordare Fabrizio De Andrè...


Le Nuvole (1990) è il dodicesimo album registrato in studio da Fabrizio De Andrè, il quale nell'anno dell'uscita scrisse:
" Le nuvole, per l'aristocratico Aristofane, erano quei cattivi consiglieri, secondo lui, che insegnavano ai giovani a contestare; in particolare Aristofane ce l'aveva con i sofisti che indicavano alle nuove generazioni un nuovo tipo di atteggiamento mentale e comportamentale sicuramente innovativo e provocatorio nei confronti del del governo conservatore dell'Atene di quei tempi. La nuvola più pericolosa, sempre secondo Aristofane, era Socrate che lui ha la sfacciataggine di mettere in mezzo ai sofisti.
Ma a parte questo, e a parte il fatto che comunque Aristofane fu un grande artista e quindi inconsapevolmente un grande innovativo egli stesso, le mie Nuvole sono invece da intendersi come quei personaggi ingombranti e incombenti nella nostra vita sociale, politica ed economica; sono tutti coloro che hanno terrore del nuovo perchè il nuovo potrebbe sovvertire le loro posizioni di potere.
Nella seconda parte dell'album, si muove il popolo, che quelle Nuvole subisce senza dare peraltro nessun evidente segno di protesta".

Così mi piace ricordarlo, con la straordinaria attualità delle sue parole, a dieci anni dalla sua morte...Non aggiungo altro e resto in attesa della trasmissione di Fabio Fazio a lui dedicata, per fare vibrare le emozioni che Fabrizio - che mi è rimasto dentro, come tante persone care ed eccezionali - riesce ancora oggi a darmi.

Frase del giorno. Tratta da "Era ieri" di Enzo Biagi

" Abbiamo combattuto contro il nazismo e il fascismo, molti hanno dato la vita per la libertà, mai avrei pensato che un giorno nel nostro Paese si tornasse a parlare di epurazione, censura, regime, secessione e si mettesse in discussione la Carta dei Padri della Patria".

NUVOLE di Bruna Coscini

Nuvole, ombre nere
che offuscano il giorno;
che calano grigi veli,
togliendo lo splendido
colore anche alle rose.

Ma basta uno spicchio
di azzurro, dove il sole
ha tagliato le brume,
per ridare armonia e
colore ad ogni cosa.

Passerotti,merli e tortore a rischio per il freddo.Come aiutarli

Dove vanno a finire i passerotti, tortore e gli altri uccellini che, quando ci sono giornate di bufera con vento, freddo e pioggia scompaiono letteralmente e per un bel pò? " Cercano gli anfratti più remoti, spesso sfruttando le gronde e la cavità degli alberi, veri ed indiscussi loro amici" spiegano al Wwf Piombino Val di Cornia. Tra l'altro con le perturbazioni che stanno sconvolgendo il nord Italia ( di riflesso al Nord Europa ) scendono a frotte le specie svernanti. Ad Orti-Bottagone è stata "catturata" una passera scopaiola, " piccolo passeriforme - confermano al Wwf - di soli 15 grammi, inanellato in Finlandia! Gli uccelli hanno mille risorse a noi ancora sconosciute, è chiaro che freddo e pioggia limitano però la loro capacità di procurarsi il cibo e di conseguenza riducono la loro resistenza ". "I pertugi nei muri, gli anfratti delle gronde, sotto i tetti - proseguono gli amici del Wwf - un cestino con paglia o un maglione dimenticato nel garage lasciato aperto possono diventare luoghi di fortuna, ma strategici, per la sopravvivenza dei piccoli uccelli. Un consiglio? Dotare, nel caso si disponga di un giardino, l'area di una mangiatoia ben fornita di cibo, graniglia per i granivori, del lardo e/o biscotto tritato per gli onnivori; insomma una mensa in grado di apportare ai nostri "adorati" inquilini quel fabbisogno calorico così difficilmente reperibile. Altri " aiuti" sono la costruzione di piccoli ricoveri, al riparo dei venti, assemblati con cartone e cotone; magari un angolo del terrazzo o sospeso a un vertice del balcone.
Trascorso il duro inverno occorre pensare alle cassette nido, queste utilissime nei mesi primaverili ed estivi. Delle piccole scatole di legno con un foro di accesso sulla parete esterna ( di diametro dai 18 ai 25 mm. ) posizionabili ad un'altezza di 2,5-4 mt. con l'entrata esposta a sud. Queste "casette" - concludono al Wwf - possono essere collocate ai giardini di casa ma anche su terrazzi e balconi.

( tratto da un articolo di Cecilia Cecchi, sul giornale Il Tirreno del giorno 9 gennaio 2009 )


RIFLESSIONE di Ado

L'articolo non poteva non appassionare un sognatore come me. Qualcuno obietterà: "Pensare agli uccellini che muiono di freddo, con quello che succede in Palestina!". E' vero non ci sono nemmeno parole di fronte all'orrore di quello che succede ai civili, in particolare ai bambini in Palestina! Così come non ci sono parole per il silenzio che nasconde i gravissimi problemi della fame nel mondo; le numerose - tutte ingiuste - guerre dimenticate.
Eppure solo la poesia e l'amore può salvare questo mondo dal futuro pieno di incognite. Un amore totale che parte dal rispetto per l'altro; da un mondo più uguale e giusto; dal no a tutte le guerre senza se e senza ma...
Ma anche dall'amore per la Natura, per il territorio sul quale viviamo che va salvaguardato... anche per gli uccellini che muiono di freddo e le rondini che stanno scomparendo ( perchè in Africa vengono mangiate per i problemi della fame e perchè quando tornano da noi trovano un ambiente degradato).
Sì solo la poesia, l'amore e la cultura, possono salvarci!

mercoledì 7 gennaio 2009

DECLAIMER

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domenica 4 gennaio 2009

Ho sognato di essere una barca...

...Ho sognato di essere una barca sul mare
e non sapevo dove andare
ho sognato che il cielo si squarciava
o forse cercava di aprirsi su di me
ho sognato che c'era stata la guerra delle 11 e 15
e dopo questo
ho sognato che non ci sarebbe stato più...

( Rokes. "Finchè c'è musica mi tengo su" - 1966 )

Un sogno condiviso...

Con l'Arci-Arcobaleno e Rete Radiè Resch di Venturina stiamo portando avanti, con soddisfazione, una serie di progetti riguardanti la solidarietà, l'aiuto dei più deboli e sfortunati, assieme ad iniziative di arricchimento culturale. Ci riuniamo mensilmente; persone diverse ma con un fine comune: aiutare gli altri e cambiare i propri stili di vita. Sognatori? Forse. Ma persone in carne ed ossa, non di plastica come spesso capita di incontrare, in questo secolo affascinante ma anche convulso e tecnologico.
Persone con le quali si può ancora sognare. Persone con le quali - riprendendo una poesia di Gianni Rodari, scomparso quasi trenta anni fa, ma sempre attuale - " Mi farebbe piacere fare il giro del mondo in aereoplano...Ogni tanto guarderei giù, le città e la gente che ci sta. E quando i bambini mi saluteranno con un fazzoletto, io getterò un biglietto con scritto così: Vogliatevi tutti bene, il bianco, il giallo, il moretto. Vi farò fare un giretto quando ripasso di quì".

sabato 3 gennaio 2009

L'amore è il sale della vita...

ODE AL GIORNO FELICE


Questa volta lasciatemi

essere felice.

Non è successo nulla a nessuno,

non sono in alcuna parte,

accade solamente che son felice

in tutte le parti

del cuore, camminando,

dormendo o scrivendo.


Che ci posso fare? Sono felice,

son più innumerevole

dell'erba

nelle praterie,

sento la pelle come un albero rugoso

e sotto l'acqua,

sopra gli uccelli,

il mare come un anello

alla mia cintura,

fatta di pane e di pietra la terra,

l'aria canta come una chitarra.


Tu al mio fianco sulla sabbia

sei sabbia,

tu canti e sei canto,

il mondo

oggi è la mia anima:

canto e sabbia,

il mondo

è oggi la tua bocca:

lasciatemi

sulla tua bocca e nella sabbia

esser felice,

esser felice perchè sì, perchè respiro

e perchè tu respiri,

esser felice perchè tocco

il tuo ginocchio

ed è come se toccassi

la pelle azzurra del cielo

ela tua freschezza.


Oggi lasciate

me solo

esser felice, con tutti e senza tutti,

esser felice

con l'erba

e con la sabbia,

esser felice,

con l'aria e con la terra,

esser felice,

con te, con la tua bocca,

esser felice.


( Pablo Neruda)