martedì 29 novembre 2011

lunedì 28 novembre 2011

In libreria il libro di Leido Petricci e Dolores Annis



L’ANGOLO DEL SOGNATORE
di Ado Grilli *


In libreria “ Il buio dell’innocenza “ di Leido Petricci

Ho conosciuto Leido Petricci, colpito dalla SLA dal lontano aprile 1989, quando uscì il suo primo libro: “ Leido ed i suoi racconti “. Mi avevano contattato perché lo aiutassi a pubblicarlo, sapendo che lo avevo fatto per altre occasioni, con i protagonisti delle storie o delle poesie concordi, con me, nel destinare il ricavato in azioni di solidarietà . Ma il Comune di Piombino, mi anticipò dando la propria disponibilità a stamparne 500 copie che furono distribuite, ricavando offerte volontarie molto generose, destinate all’ A.I.S.L.A. ( Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica ) . Io mi limitai ad aiutare questa diffusione e questa raccolta di fondi, in particolare nell’ambito dell’Ospedale di Piombino, dove allora lavoravo. Ma fu l’occasione per stabilire una profonda amicizia. Lo andai a trovare; conobbi lui e la sua eccezionale famiglia allargata. Da allora le mie visite si sono ripetute costantemente. Come fa, anche, il comune amico Aldo Agroppi. Leido dialoga attraverso il comunicatore audiovisivo; il computer Mytobii, quello che chiama una delle sue armi contro la terribile malattia che lo ha colpito. Che lo ha ricollegato al mondo; al suo mondo che ama così tanto. Passo con lui pomeriggi nei quali parliamo di tutto, con il tempo che vola. Leido è, veramente, una persona speciale. Attraverso il collegamento ad Internet è informatissimo. Conserva il gusto dell’ironia, altra sua arma, che accompagna con un sorriso dolce, splendido. E’ acuto, pungente, intelligente, nelle sue analisi. Mi erano piaciuti i suoi racconti brevi. Glielo dissi subito. “ I miei gialli campi di grano “, il racconto che apriva il libro, mi era entrato dentro in modo indelebile. Durante gli incontri, i racconti del libro, in particolare questo, mi tornavano in mente. Pensavo che a Leido sarebbe piaciuto scrivere ancora ed ero sicuro che ci avrebbe regalato nuove emozioni se riuscivo a convincerlo. Nel finale del racconto, aveva messo : “ Potrei scrivere ancora ma poi rischio di essere noioso, allora stacco e giunti alla fine, il bilancio è fatto di dolori, malinconie, felicità e sfortuna, ma in me rimane il bimbo che correva nei campi gialli di grano “. Ecco è su quel bimbo che correva nei campi gialli di grano che ho cercato di agire, sollecitandolo a sforzarsi per regalarci ancora un suo scritto. Non abbiamo parlato su cosa; ci siamo riferiti genericamente ad un racconto che avesse un contenuto sociale, un’attualità, un messaggio. Leido mi ha guardato con i suoi occhi dolci, capaci di muovere il suo mondo ma, anche di trasmettere un’infinita tenerezza. Ha accolto il mio invito e sono stato felice. Così, ad ogni incontro, mi aggiornava sugli sviluppi. Aveva dato il titolo: “ Il buio dell’innocenza “. La storia che è venuta fuori è un storia, indubbiamente, da contenuti forti. Parla di violenza sessuale . Che una donna subisce da bambina e che le viene ripetuta quando è più grande, quando ancora ha addosso il condizionamento che si porterà per tutta la vita. La storia di Aurora è, nel libro, una storia di fantasia. Non nella vita di tutti i giorni, nei quali tali episodi terribili ed inumani si ripetono con una frequenza impressionante. La storia l’ho vissuta intensamente, con lui, vedendola crescere, pezzo per pezzo, come una pianta o come un fiore. Sì, anche come un fiore, perché Leido racconta gli episodi drammatici con una tenerezza ed una dolcezza che è una capacità tutta sua. Quando, attraverso il computer, leggevamo lo snodarsi del racconto, sembrava di sentire la musicalità che hanno le onde del mare. E alla fine il racconto incontra l’amore; come appunto un fiore che riesce ad uscire ed ergersi , nella sua bellezza, dalla fessura del cemento di un marciapiede.
Mentre pensavo alla stesura della prefazione, che ho scritto, mettendoci il cuore, è pervenuta la notizia dell’affondamento di una imbarcazione di profughi, nel quale ha perso la vita anche un piccolissimo bambino di tre anni. “ E per la barca che è volata in cielo che i bimbi ancora stavano a giocare che gli avrei regalato il mare intero pur di vedermeli arrivare “ – dice la bellissima canzone di Vecchioni giustamente vincitrice del Festival di Sanremo. Io che l’avevo già in mente per il grande messaggio d’amore che contiene, di fronte ai gravissimi problemi del nostro tempo, ho chiesto, a Leido, di inserire all’inizio del libro anche questo testo.
Così, “ Chiamami ancora amore”, è diventata la vera introduzione al libro, che contiene anche un altro racconto “ Il ragazzo venuto da lontano “ di Dolores Annis. Il libro è un richiamo continuo alla forza dell’amore ed alla bellezza della vita; nonostante tutto. E’ di questa grande forza interiore che dobbiamo dotarci – come Leido ci insegna e certo non solo con il suo racconto, per affrontare quello che la vita – grande dono – ci riserva. Anche quando – come scrive Bella Achmadulina, una delle poetesse da me preferite: “ verrà un silenzio grande come sotto l’acqua dei mari. E si dovrà vivere. La vita ha un abitudine: vivere qualunque cosa ti succeda “.

• Ado Grilli è coordinatore del gruppo “ ARCI IL LAMPADIERE “ e fa parte di RETE RADIE’ RESCH Venturina.

domenica 27 novembre 2011

sabato 26 novembre 2011

venerdì 25 novembre 2011

martedì 22 novembre 2011

domenica 20 novembre 2011

La cura ...

sabato 19 novembre 2011

buonanotte particolare; poetica e dolce ....



Ti amo come se mangiassi il pane
spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l'acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il
crepuscolo scende poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.

Nazim Hikmet

giovedì 17 novembre 2011

buonanotte ....

venerdì 11 novembre 2011

lunedì 7 novembre 2011

domenica 6 novembre 2011