sabato 30 ottobre 2010

Cos'è l'amore ......




COS'E' L'AMORE
Alan Douar

Quando ti chiedi cos'è l'amore,
immagina due mani ardenti
che si incontrano,
due sguardi perduti l'uno nell'altro,
due cuori che tremano
di fronte all'immensità di un sentimento,
e poche parole
per rendere eterno un istante

giovedì 21 ottobre 2010

Bella, una poesia di Pablo Neruda


bella
Bella,
come nella pietra fresca
della sorgente, l’acqua
apre un ampio lampo di spuma,
così è il sorriso del tuo volto,
bella.

Bella,
dalle fini mani e dagli esili piedi
come un cavallino d’argento,
che cammina, fiore del mondo,
così ti vedo,
bella.

Bella,
con un nido di rame intricato
sulla testa, un nido
color di miele cupo
dove il mio cuore arde e riposa,
bella.

Bella,
gli occhi non ti stanno nel volto,
non ti stanno nella terra.
Vi son paesi, vi son fiumi
nei tuoi occhi,
la mia patria sta nei tuoi occhi,
io cammino in mezzo ad essi,
essi danno luce al mondo
dove io cammino,
bella.

Bella,
i tuoi seni sono come due pani fatti
di terra cereale e luna d’oro,
bella.

Bella,
la tua cintura
il mio braccio l’ha fatta come un fiume quando
è passato mill’anni per il tuo dolce corpo,
bella.

Bella,
non v’è nulla come i tuoi fianchi:
forse la terra possiede
in qualche luogo occulto
la curva e l’aroma del tuo corpo.
forse in qualche luogo,
bella.

Bella, mia bella,
la tua voce, la tua pelle, le tue unghie,
bella, mia bella,
il tuo essere, la tua luce, la tua ombra,
bella,
tutto è mio, bella,
tutto è mio, mia,
quando cammini o riposi,
quando canti o dormi,
quando soffri o sogni,
sempre,
quando sei vicina o lontana,
sempre,
sei mia, mia bella,
sempre.

Tag: bella, Pablo Neruda

mercoledì 13 ottobre 2010

Papaveri in ottobre



Papaveri in ottobre

Nemmeno le nubi assolate possono fare stamane
Gonne così. Né la donna in ambulanza,
Il cui rosso cuore sboccia prodigioso dal mantello -
Dono, dono d'amore
Del tutto non sollecitato
Da un cielo
Che in un pallore di fiamma accende i suoi
Ossidi di carbonio, da occhi
Sbigottiti e sbarrati sotto cappelli a bombetta.
O Dio, chi sono mai
Io da far spalancare in un grido queste tarde bocche
In una foresta di gelo, in un'alba di fiordalisi.

Sylvia Plath

lunedì 20 settembre 2010

Il sogno di Woodstock, ancora attuale ....



"Il sogno di Woodstock":

Il sogno di Woodstock l’ho fatto davvero, quando ero un bambino, io già ci credevo/
E' un sogno comune, universale che se ci credi tutto può cambiare/
Cambiano le cose, cambiano i colori, cambiano le storie con i narratori/
cambiano le stelle insieme alle stagioni/
cambia la maglietta con i pantaloni/
Cambio direzione, cambio di opinione/
cambio di lenzuola e cambierà la scuola/
cambieranno un giorno tutte le persone/
ma resterà di noi soltanto una canzone/
My redemption song is blowin’ in the wind/
Il suono di Woodstock è il suono ideale/
una chitarra che non devi accordare/
è il suono di tutti, è quasi ancestrale/
e quando arriva non ti puoi scansare/Perché cambiano le cose, cambiano i colori .../
My redemption song is blowin’ in the wind/
Il sogno di Woodstock l’ho fatto davvero: quando ero un bambino io già ci credevo!
Francesco Baccini

sabato 18 settembre 2010

Il vento è un cavallo - Pablo Neruda



Il vento è un cavallo:

senti come corre

per il mare, per il cielo.



Vuol portarmi via: senti

come percorre il mondo

per portarmi lontano.



Nascondimi tra le tue braccia

per questa notte sola,

mentre la pioggia rompe

contro il mare e la terra

la sua bocca innumerevole.



Senti come il vento

mi chiama galoppando

per portarmi lontano.



Con la tua fronte sulla mia fronte,

con la tua bocca sulla mia bocca,

legati i nostri corpi,

all’amore che che brucia,

lascia che il vento passi

senza che possa portarmi via.



Lascia che il vento corra

coronato di spuma,

che mi chiami e mi cerchi

galoppando nell’ombra,

mentre, sommerso,

sotto i tuoi grandi occhi,

per questa notte sola

riposerò, amor mio.



-- Pablo Neruda

lunedì 16 agosto 2010

Grazie Fany.....

Il tuo cuore lo porto con me ....


Il tuo cuore lo porto con me
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me,
la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato
perchè il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perchè il mio,
il più bello, il più vero sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l'anima spera,
e la mente nasconde.
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.

Edward Estlin Cummings

mercoledì 4 agosto 2010

buonanotte poetica ....



VORREI SEDERMI VICINO A TE...

Garcia Lorca

Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,
ma non ne ho il coraggio: temo che
il mio cuore mi salga alle labbra.

Ecco perché parlo stupidamente e nascondo
il mio cuore dietro le parole.
Tratto crudelmente il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso.

Il mio cuscino mi guarda di notte
con durezza come una pietra tombale;
non avevo mai immaginato
che tanto amaro fosse
essere solo
e non essere adagiato nei tuoi capelli

giovedì 29 luglio 2010

La mia fede.....



La mia fede
è un carico enorme
appeso a un filo sottile,
proprio come un ragno
appende i suoi piccoli a una tela fine,
proprio come dalla vite,
esile e rigida,
pendono grappoli
come occhi,
come molti angeli
danzano su una capocchia di spillo.

Dio non chiede troppo filo
per restare qui;
solo una venuzza
e sangue che vi scorra
e un po' d'amore.
Come qualcuno ha detto:
l'amore e la tosse
non si possono nascondere.
Neppure un colpetto di tosse
neppure un amore minimo.
Perciò se hai solo un filo sottile
a Dio non importa:
Lui te lo troverai tra le mani facilmente
proprio come una volta con dieci centesimi
ti potevi prendere una Coca.

- Anne Sexton

martedì 20 luglio 2010

Buon compleanno Patty .....



La mia anima
come una rosa
sboccia di poesia.

La poesia è
come un battito d'ali
che sfiora la mente.

Voglio la libertà
di volare
con le mie ali.


Patrizia Portoghese
alias
Pattyrose

martedì 13 luglio 2010

Due amanti felici - Pablo Neruda



DUE AMANTI FELICI - Pablo Neruda

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'uniscono,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
È la felicità una torre trasparente.
L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.

martedì 6 luglio 2010

Cingi di grandi muri chi ti sogni ......



Cingi di grandi muri chi ti sogni. Quindi, dove è visibile il giardino attraverso il portone dalla grata cortese, poni tutti i fiori più allegri, perchè ti conoscano soltanto così. Ove nessuno lo vede non porre più nulla. Traccia aiuole come quelle degli altri, dove gli ...sguardi possano intravedere il tuo giardino come glielo mostri. Ma dove è tuo, e mai nessuno lo vede, lascia crescere i fiori che spuntano da terra e lascia sorgere le erbe naturalmente. Fa di te un doppio essere custodito; e che nessuno, che veda e fissi, possa conoscere più di un giardino di quel che sei - un giardino ostensivo e riservato, dietro il quale il fiore spontaneo carezza l’erba così povera che neppure tu la vedi.
Pessoa

lunedì 5 luglio 2010

sei la mia consolazione più pura .....



SEI LA MIA CONSOLAZIONE PIU' PURA (Karin Boye)

Sei la mia consolazione più pura,
sei il mio più fermo rifugio,
tu sei il meglio che ho
perchè niente fa male come te.

No, niente fa male come te.
Bruci come ghiaccio e fuoco,
tagli come acciaio la mia anima-
tu sei il meglio che ho.

- Karin Boye

domenica 4 luglio 2010

Come realizzare una piazza a Venturina.....


Nel mio intervento di mercoledì, in piazza a Venturina, dopo aver sollevato la necessità di una svolta culturale in merito ai problemi urbanistici del nostro Comune, mi sono soffermato su un aspetto specifico:
” … Per la piazza nel centro di Venturina non c’è bisogno di ricorrere all’assurdo abbattimento della Banca Monte dei Paschi, con le relative compensazioni fatte di nuovo cemento, in via dell’Aereoporto. Come ARCI avanzai – tanti anni fa – una proposta formale all’Amministrazione Comunale, che non è mai stata presa in considerazione.
In allegato c’era anche il disegno descrittivo. Si chiedeva di far passare le auto dalla parte Nord, facendole scorrere verso il parcheggio e la strada che porta verso Follonica, a fianco della Fiera Mostra. Si chiedeva, altresì, che le auto entrassero anche dalla parte Sud, uscendo a destra dalla strada che costeggia la Banca Monte dei Paschi e conduce al parcheggio ed alla strada, sempre accanto alla Fiera Mostra, che va verso S. Vincenzo. A sinistra l’uscita ( cambiando gli attuali sensi di marcia ) dalla strada che costeggia i negozi ospitati nella vecchia ferramenta Bagni. Si viene a creare una larghissima piazza ( senza abbattere niente ) nella sua naturale e moderna collocazione, comprendente anche l’importante appendice di Largo Sbarretti. Con opportuni interventi – promossi da associazioni, categorie, comune – di intrattenimento culturale e di divertimento, la piazza sarà veramente dei cittadini, come da tempo auspicato. Nello stesso tempo i commercianti non subiranno danni dalle mancate soste. Anzi, la piazza rilancerà, per gli stessi, nuove opportunità. Sono disponibile a concretizzare, anche formalmente, con disegno ( che qualcuno dovrebbe aiutarmi a fare ) la proposta che, a suo tempo, avevo anche sottoposto a diversi interessati raccogliendo consensi.
Ado Grilli
Comune dei Cittadini

venerdì 2 luglio 2010

Ho imparato.....



HO IMPARATO

Ho imparato a comprendere...
Ho imparato ad ascoltare...
Ho imparato a rispettare...
Ho imparato a soffrire...
Ho imparato ad amare .
Ho imparato che:
l'Amicizia é un ramo
( del misterioso Albero della Vita )
dove Noi siamo foglia,
una accanto all'altra,
ad esaltare...
l'unità,
la condivisione,
l'amore per il prossimo.


( Antonio Vito Miola )


Diritti riservati legge 22.04.1941 e sue modificazioni.

domenica 27 giugno 2010

INSIEME .... di Samanta Fiore


ti dono il mio cuore.....

INSIEME Adesso che stiamo insieme impariamo ad amarci e a vivere l'uno per l'altro come due teneri bambini alle elementari che scoprono la gioia del primo amore, del primo bacio e sentono il cuore battere per mille emozioni. Teniamoci per mano mentre insieme scopriamo... quello che piano piano cresce dentro di noi quello che la vita ci ha voluto regalare quel meraviglioso giorno in cui tu volevi me ed io ho scelto te.. camminiamo insieme lungo questo sentiero che ci porterà verso la felicità, dammi la mano amor mio perchè tu ora ami me.. e io non vivo più senza di te..

(Samanta )

domenica 20 giugno 2010

proseguinento di giornata...poetico



Lana Zionale 20 giugno

Sosterei eterno
tra i risvolti
del tuo
sorriso,
solo per godermi
l'accento
che distrattamente
svendi,
con la luce diafana,
sorgente nei tuoi occhi
e insidia
della mente
appena astratta si diverte
giocandomi illusioni sparse
e
valicando difese
franate nel cuore,
quando tattile
percuote
nel petto,
strappandomi
i tessuti di raso
dei muri in silenzio
cuciti
tra noi;
solchi il mio cielo,
aquila di mare;
non ghermire
questa
mia speranza...
è la sola cosa
che salda mi resta.



* ripreso da facebook dove sono con quello che considero il mio blog allargato e dove vi aspetto per dialogare....

sabato 19 giugno 2010

I riflessi dell'anima .... del poeta Marco Nuzzo


I riflessi dell'anima

Cerchi d'onda vagante,
amplificati
di realtà provvisorie
vanificanti
l'essenza,
tra gli sprazzi ostentati
di ferali attese
in
clessidre bucate
laddove fuggono
le sabbie succhiate
dal
tempo in finale
cadente
dai nostri pugni socchiusi,
d'agonizzanti
passioni,
e ardite illusioni
che ci specchiavano
eterni
insieme,
decedute tuttavia
sul tuo pallido viso
e nel rumore
del silenzio
che ti porti addosso,
calando il sipario
sull'amore
che
provo a ricordare;
rigenera il pianto,
la pioggia di giugno
che
stanca
sposa l'asfalto bollente.
Tra le ortiche e il salice
profumi
ancora.


* presa su facebook, un'altra bella poesia di Marco Nuzzo, poeta dei sensi e degli elementi della natura

Addio Josè....autore - fra i tanti libri - di " Cecità ", uno dei più belli che ho letto....



Una morte «tranquilla e serena». Il sito di Josè Saramago ha annunciato così la scomparsa del premio Nobel per la letteratura, morto di leucemia cronica all’età di 87 anni nella sua casa di Tias, nelle isole Canarie. Al suo capezzale c’era la moglie Pilar del Rio. Saramago aveva passato una notte tranquilla, aveva fatto colazione, e poi si è sentito male.
«Se puoi vedere, guarda. E se puoi guardare, osserva», diceva. E in effetti nessuno come lui ha saputo studiare l’Uomo, in un quadro di grande respiro. Ha perso molto il mondo della cultura: premio Nobel per la letteratura nel 1998, José Saramago è considerato uno degli scrittori maggiormente dotati di talento dell’era contemporanea. Particolare il suo stile, a cominciare dalla punteggiatura - periodi lunghi anche più di una pagina - originali le sue storie che spesso come nel caso di «Cecità» o «Le intermittenze sulla morte» iniziano con un avvenimento inaspettato, surreale e assurdo senza cornici spaziali o temporali. E che diventano il pretesto per scandagliare l’animo umano umano nelle sue pieghe più nascoste con un sottile filo d’ironia. Non a caso, fece scalpore «Il vangelo secondo Gesù Cristo», uno dei capolavori più controversi (1991) che provocò forti reazioni da parte del clero cattolico. Con l’ultimo suo lavoro pubblicato l’anno scorso, «Caino», Saramago (che si è sempre dichiarato ateo) tornò poi a polemizzare con la chiesa cattolica, avendo non solo criticato la Bibbia ma definito il Dio del libro «vendicativo, rancoroso, cattivo, indegno di fiducia». Ernesto Franco, direttore editoriale dell’Einaudi, amico dello scrittore portoghese, racconta: «Eravamo amici da tempo immemorabile, da quando io recensivo sui quotidiani e sulle riviste i suoi capolavori, e riuscii a portarlo all’Einaudi negli anni ’90. Vivemmo insieme i momenti del Nobel e spesso spettava a me dialogare con lui in pubblico di temi diversi». Descrive poi la «ferita» di entrambi quando Saramago lasciò l’Einaudi a causa di un libro su Berlusconi (uscito da Boringhieri): «Ci capimmo, restammo amici», dice. E aggiunge: «Era un grande lettore di libri, e con Kafka aveva avuto un rapporto particolare, che lo aveva portato a creare mondi dal nulla, a immaginare».
Iscritto al Partito Comunista portoghese nel 1969, riuscì ad evitare di finire nelle mani della polizia politica del regime. Dal 1974 in poi si dedicò esclusivamente alla scrittura arrivando al successo nel 1982 con «Memoriale del convento», cui seguirono «Storia dell’assedio di Lisbona» e «Cecità».
Intellettuale attivo fino all’ultimo, interveniva spessissimo sul suo blog, e si era attirato polemiche anche in Italia: dalle pagine del blog, aveva infatti contestato Berlusconi per la sua politica in Italia, paragonandolo addirittura a Catilina. Di qui, la decisione di Einaudi (gruppo Mondadori) di non pubblicare una raccolta di scritti, il «Quaderno», che è stato poi edito da Bollati Boringhieri. E lui, anche in quell’occasione, non si scompose nemmeno un po’: «Tutti hanno il diritto di indignarsi, per quello che accade nelle sfere della politica e della religione o della società stessa, se a loro sembra che ci sia del male».
A ottobre arriverà «L’ultimo quaderno»: raccoglierà altri commenti dal blog. Non può mancare Berlusconi, che merita alcune pagine tutte per sé. Una questione affrontata come una vera deriva sociale e politica del nostro paese.
Il Portogallo - dove era nato - è in lutto. La camera ardente è stata aperta a Lanzarote, la salma sarà tumultata a Lisbona.

( Dal quotidiano IL TIRRENO di oggi )

giovedì 17 giugno 2010

E' per te .... Jovanotti


È per te che sono verdi gli alberi
e rosa i fiocchi in maternità
è per te che il sole brucia a luglio
è per te tutta questa città
è per te che sono bianchi i muri
e la colomba vola
è per te il 13 dicembre
è per te la campanella a scuola
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te che a volte piove a giugno
è per te il sorriso degli umani
è per te un'aranciata fresca
è per te lo scodinzolo dei cani
è per te il colore delle foglie
la forma strana della nuvole
è per te il succo delle mele
è per te il rosso delle fragole
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te il profumo delle stelle
è per te il miele e la farina
è per te il sabato nel centro
le otto di mattina
è per te la voce dei cantanti
la penna dei poeti
è per te una maglietta a righe
è per te la chiave dei segreti
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te il dubbio e la certezza
la forza e la dolcezza
è per te che il mare sa di sale
è per te la notte di natale
è per te ogni cosa che c'è
ninna na ninna e...

mercoledì 16 giugno 2010

Diversi per natura, stessi in amore ....


Diversi per natura
stessi in amore.
Quando il cuore urla
non si sente il rumore.
Voglia d'abbracci
di nuove carezze,
le vie si riaccostano
silenziosamente.
Tracce indelebili
ha lasciato il passato.
Pronti a riprendere
quel cammino mai finito.
Allarga le braccia
facendo un sorriso,
non c'è nulla da pagare,
tutto è stato già saldato.
Questi amori
ti lasciano senza fiato,
eterni per davvero
a chi vorrà conservare
senza indugio
con speranza. Finchè vita c'accompagna.


Pattyrose

martedì 15 giugno 2010

blog condiviso ......

Io vado a sinistra...il Paese va a destra.....

Un pò di satira...anche se amara

Chiamami poesia....


LA RISACCA NEL VENTO (Marco Nuzzo)

Chiamami poesia,
se è incontro
cesellato di parole
spente
da cicche di pioggia
macchiata
di lacrime e sabbia
a spronarti il battito,
stimolante
quel senso sottaciuto...
la risacca nel vento,
eletta
a cresta di mare
da sterili scogliere,
sedicenti mutevoli
e inflitte nella terra;
vagano,
le memorie,
saggiando sospiri perpetui
per celeri consegne
a letture di te,
che dentro me
ti ritrovi.

*----------------------------------
Ecco un'altra bella poesia di Marco Nuzzo, poeta dei sensi e degli elementi della natura. Vi aspetto per le vostre considerazioni, sensazioni, emozioni sulla pagina dedicata all'evento.
Sabrina

lunedì 14 giugno 2010

Poesia sulla bellezza....


E un poeta disse:
Parlaci della Bellezza.
E lui rispose:
Dove cercherete e come scoprirete la bellezza,
se essa stessa non vi è di sentiero e di guida?
E come potrete parlarne,
se non è la tessitrice del vostro discorso?
L'afflitto e l'offeso dicono:
"La bellezza è nobile e indulgente.
Cammina tra noi come una giovane madre confusa dalla sua stessa gloria".
E l'appassionato dice:
"No, la bellezza è temibile e possente.
Come la tempesta, scuote la terra sotto di noi e il cielo che ci sovrasta".

Lo stanco e l'annoiato dicono:
"La bellezza è un lieve bisbiglio.
Parla del nostro spirito.
La sua voce cede ai nostri silenzi
come una debole luce che trema spaurita dall'ombra".
Ma l'inquieto dice:
"Abbiamo udito il suo grido tra le montagne,
E con questo grido ci sono giunti strepito di zoccoli,
battiti d'ali e ruggiti di leoni".

Di notte le guardie della città dicono:
"La bellezza sorgerà con l'alba da oriente".
E al meriggio colui che lavora e il viandante dicono:
"L'abbiamo vista affacciarsi sulla terra dalle finestre del tramonto".
D'inverno, chi è isolato dalla neve dice:
"Verrà con la primavera balzando di colle in colle".
E nella calura estiva il mietitore dice:
"L'abbiamo vista danzare con le foglie dell'autunno
e con la folata di neve nei capelli".

Tutte queste cose avete detto della bellezza,
Tuttavia non avete parlato di lei,
ma di bisogni insoddisfatti.
E la bellezza non è un bisogno,
ma un'estasi.
Non è una bocca assetata,
né una mano vuota protesa,
ma piuttosto un cuore bruciante e un'anima incantata.
Non è un'immagine che vorreste vedere
né un canto che vorreste udire,
Ma piuttosto un'immagine che vedete con gli occhi chiusi,
e un canto che udite con le orecchie serrate.
Non è la linfa nel solco della corteccia,
né l'ala congiunta all'artiglio,
Ma piuttosto un giardino perennemente in fiore
e uno stormo d'angeli eternamente in volo.

Popolo di Orfalese,
la bellezza è la vita,
quando la vita disvela il suo volto sacro.
Ma voi siete la vita e siete il velo.
La bellezza è l'eternità che si contempla in uno specchio.
Ma voi siete l'eternità e siete lo
specchio.

Di Kahlil Gibran

martedì 8 giugno 2010

Ci sono giorni .....


Nicoletta Bossone

Ci sono giorni memorabili nelle nostre vite in cui incontriamo persone che ci fanno fremere come ci fa fremere una bella poesia, persone la cui stretta di mano è colma di tacita comprensione e il cui carattere dolce e generoso dona alle nostre anime desiderose e impazienti una pace meravigliosa. Forse non le abbiamo mai viste prima e ...magari non attraverseranno mai più il sentiero della nostra vita; ma l'influsso della loro tranquillità e umanità è una libagione versata sul nostro malcontento, e sentiamo il suo tocco salutare come l'oceano sente la corrente della montagna che rinfresca le sue acque salate.
Helen Keller]

venerdì 4 giugno 2010

Turbamento, arrivato nella notte...


TURBAMENTO
Kostantin Kavafis


L'anima mia nel mezzo della notte
è paralizzata e confusa. Fuori,
fuori di lei si compie la sua vita.
E attende la favolosa aurora.
E anch'io dentro di lei, con lei,
attendo, m'annoio, mi consumo.

mercoledì 2 giugno 2010

L'intenzione del seme....



Nel momento che sto per passare il testimone di consigliere comunale - del Comune di Cittadini - ad un giovane, mi è tornata in mente la poesia che presi dal Manifesto e che fu messa su una foto dei componenti la lista:

" Se non ci sono stati i frutti
è stata utile la bellezza dei fiori.
Se non ci sono stati i fiori
è stata utile l'ombra delle foglie.
Se non ci sono state le foglie
è stata utile l'intenzione del seme. "

Senza parole...

Ognuno ha le sue spine.....

Se fossi un pittore.....


Poesia di Totò Migliore

Dipingere i tuoi occhi e aggiungerci ………. Luce
E poi......
Dipingere il sole e aggiungerci ………. Te.
Per mischiare il colore dei Tuoi occhi con il Sole.

Dipingere le tue labbra e aggiungerci ……… Sorriso
E poi ......
Dipingere la gioia e aggiungerci ……...Te.
Per mischiare il sorriso delle Tue labbra con la gioia.

Dipingere il tuo corpo e aggiungerci ……….. Passione
E poi......
Dipingere l’Amore e aggiungerci ……… Te.
Per mischiare la tua passione con l’Amore

Vorrei farti un ritratto
Per mischiare il tuo corpo al mio Amore
E non cancellare mai più questo sogno
Affinché mi accompagni fino alla Morte.

AMORE MIO, VORREI TANTO DIPINGERE TE ………..

domenica 30 maggio 2010

Aria vuota, spazio infinito....


Aria vuota,
di parole taciute,
emozioni cadute
senza rete.

Spazio infinito
in cui mi muovo
schiacciata dalla gravità
del silenzio.

Tornare a casa
e trovare solo me
ad aspettarmi.

Mi sembra a volte
di non avermi.
******************************



Sanguina solitudine
questa Domenica
prigioniera
di nude verità.

Sommersa
dalle frustrazioni
aspetto che il tempo
mi passi attraverso
indolore
e mi porti fuori
da me.
( Marianna Onorato )

sabato 29 maggio 2010

Buonanotte poetica.....


TI AMO

Ti amo quando guardo il tuo sorriso
Ti amo quando mi perdo nel colore dei tuoi occhi
Ti amo quando nel silenzio della notte
ascolto i passi di un viandante leggeri e stanchi
...e nell'oscurità profonda la tua luce mi rapisce
Ti amo quando cade la pioggia e scvola sul mio corpo
e sento il tocco leggero delle tue mani
Ti amo quando ammiro un tramonto
Ti amo quando osservo la luna magica compagni di amanti
Ti amo quando guardo il mare
e mi perdo nel movimento delle onde
che incessanti si infrangono sugli scogli
all ricerca dell'antica gioia
Ti amo alle prime luci dell'alba
quando gli esili fili d'erba
la rugiada irrora
e i primi raggi del sole fa scivolar via
cosi i mie occhi si bagnano della tua luce
ogni stilla è talamo per il mio cuore
Brevi attimi che si fondono....
In mille parole nel caos dei pensieri
cerco la parola
e quando i nostri corpi nudi
bruciano al sole rovente delle caldi notte d'estate
finalmente un istante sarà un eternità
e basteranno come sempre
solo tre parole
IO TI AMO.

(N.B)

venerdì 28 maggio 2010

Attimi sazi di te.....


Attimi sazi di te

Di fronte ad un foglio
di carta bianco
sorvolano sciolte le dita
disegnando segmenti
scanditi dal cuore

indugio assente

rammarico lontano

covo con gli occhi la pagina
dove i solchi tracciati
hanno sagomato l’effigie
dei tuoi lineamenti
cambio foglio
ma il confine
è lo stesso
tu
unicamente tu


PETTINEO Calogero

sabato 22 maggio 2010

Un foglio bianco per scrivere come è nata una storia d'amore....

FOGLIO BIANCO
Ti ho chiesto di regalarmi un foglio bianco
su cui io possa scrivere com'è nata
la nostra storia d'amore
e invece tu mi hai regalato il tuo cuore
e io ti ho donato il mio.
Mi hai regalato i tuoi pensieri più belli
i tuoi sguardi pieni d'amore
e le tue più dolci parole
che io conserverò nel profondo del mio cuore
pieno d'amore per te...
e scriverò su questo foglio bianco
di un amore che non avrà mai
la parola.....fine.

(Samanta Fiore)

mercoledì 19 maggio 2010

Le ali delle farfalle....



Non so se esistano le ali della farfalla
ma è la polvere che le fa volare,
ogni uomo ha le piccole polveri del passato
che deve sentirsi adosso
e che non deve perdere...
sono il suo cammino.


Alda Merini

lunedì 17 maggio 2010

Buonanotte poetica....


Ora puoi andare

Ora puoi andare
lo spettacolo è terminato
senza titolo né inedia
eternità da obliare

Ora puoi andare
lasciare la camera vuota
ritoccata di smeraldo
dall’ultima elegiaca luna

Ora puoi andare
non incide se giunge il buio
farò ardere il camino
e per l’attesa sarà la fine


PETTINEO Calogero

martedì 11 maggio 2010

Dalla parte degli indiani ......


dal blog di Domenico Finiguerra

TERRA, UN BENE COMUNE DA PRESERVARE

“Sappiamo che l’uomo bianco non comprende i nostri costumi.
Per lui una parte di terra è uguale ad un’altra, perché è come uno straniero che
irrompe furtivo nel cuore della notte e carpisce alla terra tutto quello che gli serve.
La terra non è suo fratello ma suo nemico e quando l’ha conquistata passa oltre.
Egli abbandona la tomba di suo padre dietro di sé e ciò non lo turba.
Rapina la terra ai suoi figli, e non si preoccupa.
La tomba di suo padre, il patrimonio dei suoi figli cadono nell’oblio.
Egli tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come cose da comprare,
sfruttare, vendere come si fa con le pecore o con le perline luccicanti.
La sua ingordigia divorerà la terra e lascerà dietro di sé solo deserto.”
Dal discorso di Capo Seattle all’Assemblea Tribale del 1854

domenica 9 maggio 2010

Il respiro della vita ...



Francesca Ghiribelli

In quella morbida e galleggiante sacca
ti culli sicuro come in un’amaca,
muovi il tuo ancora inconcepibile corpicino
che diventerà un fiore di bambino.
Se lei si emoziona a sentir scalpitare
i tuoi abbozzati piedini,
chissà cosa accadrà
quando emetterai
dei preziosi gridolini;
il suo cuore batterà
nei tuoi sorrisi,
la sua vita
sarà vita
solo al fianco dei passi
della tua felicità infinita.
Sarai il piccolo fagottino
dentro la sua pancia
a cui cantare una dolce ninna nanna,
poi diventerai
la preoccupazione della sua ansia,
da grande
fra un silenzio di sacrifici e urla di gioia
sarai una strada da percorrere in salita,
ma prima di tutto resterai per sempre
il respiro della vita.


Francesca Ghiribelli.

La sua vita sarà vita.....

Francesca Ghiribelli

In quella morbida e galleggiante sacca
ti culli sicuro come in un’amaca,
muovi il tuo ancora inconcepibile corpicino
che diventerà un fiore di bambino.
Se lei si emoziona a sentir scalpitare
i tuoi abbozzati piedini,
chissà cosa accadrà
quando emetterai
dei preziosi gridolini;
il suo cuore batterà
nei tuoi sorrisi,
la sua vita
sarà vita
solo al fianco dei passi
della tua felicità infinita.
Sarai il piccolo fagottino
dentro la sua pancia
a cui cantare una dolce ninna nanna,
poi diventerai
la preoccupazione della sua ansia,
da grande
fra un silenzio di sacrifici e urla di gioia
sarai una strada da percorrere in salita,
ma prima di tutto resterai per sempre
il respiro della vita.


Francesca Ghiribelli.

giovedì 6 maggio 2010


Domani alle 16,30 presso il Centro l'Ancora di Venturina presenterò il libro di poesie " La finestra della vita " .... Ne pubblico una, come anteprima:
" Una vuota bellezza
è come una goccia d'acqua
che si mischia nell'oceano.
Una rara intelligenza
è l'oceano stesso.
La bellezza la si nota subito.
L'intellingenza
quasi mai all'istante.

La prima invecchia
e appassisce.
La seconda vive dentro
di noi tutta la vita
e può darti
la bellezza dello spirito.
"

( Mauro Canduzzi )

Buonanotte....



Caterina Fiore

E' l'alba....
S'illumina il mondo


Sono una piccola ape furibonda.
Mi piace
cambiare di colore.
Mi piace cambiare di misura.


(Alda Merini)

lunedì 3 maggio 2010

Buonanotte.....



Angela Vitale

Possesso del tuo nome.

Possesso del tuo nome,
il solo che tu concedi,
felicità, anima senza corpo.
Dentro di me ti porto
perchè dico il tuo nome,
felicità, dentro il petto.
"Vieni": e tu piano giungi;
"va via": e tu rapida fuggi.
Di te presenza e assenza
ombra l'una dell'altra,
ombre mi danno e mi tolgono.
(E le mie braccia aperte...!)
Ma la tua carne è negata,
negate le tue labbra,
felicità, anima senza corpo, ombra pura
.

( Pedro Salinas )

martedì 27 aprile 2010

La Bandabardò, i giovani, gli ideali ed i valori sempre vivi.....




Tanti,tantissimi giovani e giovanissimi.Questa la cifra di questo 25 Aprile 2010 a Piombino.Sin dal primo pomeriggio, in molti si sono “accampati” sotto il grande palco,seduti sull’asfalto.L’età media non supera i venticinque anni, i più sono giovanissimi, forse al loro primo venticinque Aprile,ma hanno tutti idee molto chiare sul significato di questa giornata.Lo sanno quelli del gazebo “Amici del manifesto”, letteralmente preso d’assalto per acquistare le coloratissime magliette con le vignette di Vauro e con la scritta “ stiamo con i partigiani” o “ antifascista sempre”.Sbancato anche il “banchetto” di Emergency,magliette e felpe con il famoso logo dell’associazione di Gino Strada sono andate a ruba.urlatissimo con generale alzata di braccia verso il cielo :” berlusconipezzodimerda” che ha fatto da intermezzo ai numerosi cori di “Bella ciao”.Proprio ieri sulla prima pagina del “manifesto”,Enzo Colletti rifletteva sulla necessità che i valori della Resistenza, con il venir meno delle generazioni che ne sono state direttamente protagoniste,trovino nuovi canali per trasmettere alle nuove generazioni il significato profondo della lotta partigiana dalla quale prende forma e sostanza la nostra Carta Costituzionale.La festosa radicalità di questi giovanissimi che fanno danzare al ritmo della loro musica preferita, il drappo rosso con il “CHE”,ci dicono che ,sia pure con difficoltà e contraddizioni, quei valori sono passati di mano, impugnati da una nuova generazione che non vuole dimenticare.Una bella piazza quella di questo 25 Aprile. Una sinistra finalmente gioiosa, stufa dei musi lunghi delle troppe sconfitte,una sinistra giovane che è orgogliosa della propria appartenenza e delle proprie radici.

sabato 24 aprile 2010

Resistere è indignarsi .....




Resistere
è indignarsi . Aprile, Marzabotto, esterno giorno.
Sono a Monte Sole, seduto su una pietra
di fronte al sagrato di quel che è rimasto
della chiesa di Casaglia.
Come si può parlare del 25 aprile oggi?
È la nostra memoria, la memoria di una
nazione, un patrimonio comune di riflessione.
L’anniversario della Liberazione dal
dominio nazifascista richiama il senso di
libert?nbsp;, la gioia della pace oltre il dolore di
quegli anni tragici e ci interroga credo, o
sarebbe bello se ci interrogasse almeno un
momento, al di la della passeggiata sulla
spiaggia con gli amici, della visita ai musei,
del fervore per la domenica di campionato,
del gelato in piazza o del pomeriggio sul
divano, immersi in centinaia di canali televisivi
che propongono migliaia di programmi.
La Liberazione, un percorso doloroso di
sacrificio umano, di persone come noi. Noi.
La Liberazione da cosa forse ci è chiaro,
ma “per cosa”, verso cosa? È più difficile
definirlo, sì, per quale Italia, per quale mondo,
quale progresso, quale bene per noi, per
le persone a noi più care.
Liberazione è un passaggio, un’identificazione
chiara del desiderio di superare una
condizione di oppressione per trovare la
realizzazione di sé, il compimento del bene
proprio e comune. Quel bene che sapore ha
oggi? Lo sentiamo compiuto?
Mi alzo e camminando sento un silenzio
diverso, sospeso tra il frusciare delle prime
foglie di quercia e i miei passi sulla ghiaia del
sentiero. Lo sguardo va alla lapide, le ultime
righe: «Così nel cimitero di Casaglia furono
massacrate 195 persone di 28 famiglie fra le
quali 50 bambini».
Poco più in la dell’Europa il mondo è ancora
intriso di sangue innocente.
Oggi di quale “resistenza” c’è bisogno? Di
cosa dobbiamo essere indignati, a cosa
dobbiamo reagire?
Alla manipolazione della verita? Abbiamo
bisogno della verita che ci offre il senso
critico, che ci dia la possibilità di comprendere.
Dobbiamo indignarci al plagio dell’informazione
e delle persone, al condizionamento
del consumo, dobbiamo reagire alla massificazione
che annulla l’identita. al razzismo
di chi ritiene che la vita di qualcuno abbia
più valore della vita di qualcun altro. Dobbiamo reagire
alla spettacolarizzazione del
dramma umano delle persone. Dobbiamo
resistere per conservare alla parola giustizia
il suo valore assoluto, perché non si trasformi
in un’opinione. Dobbiamo indignarci se la
droga è ritenuta un divertimento, una compensazione
normale delle frustrazioni della
quotidianità e se qualcuno dice che la mafia
non esiste. Dobbiamo riscoprire il silenzio e
la capacità di riflettere. Ma soprattutto non
dobbiamo assecondare la rassegnazione, la
sfiducia sulla possibilitàdi migliorare il mondo.
Dobbiamo ricordare che il desiderio di
ogni uomo è condividere la vita con i propri
cari, dignitosamente. Avendo la possibilità di
amare, di creare nuova vita e di sapere che
crescendo i figli potranno realizzare il loro
sogno, condividendo con qualcuno il bello
ed il dolore dell’avventura del vivere.G. Diritti
Una lapide a Marzabotto conclude: «Vogliamo
nel loro ricordo che tutti i paesi e
tutti i popoli possano vivere nella pace e
nella fratellanza».

martedì 20 aprile 2010

Con Alex e le sue coraggiose battaglie.....



Vittoria degli immigrati

Oggi alle ore 13.00 sei dei nove rifugiati della nave da carico “ Vera D”, sono stati rilasciati dal CIE (Centro di identificazione ed espulsione) di Brindisi , su istanza del giudice, perché presunti minori. Abbiamo accolto questa notizia con un urlo di gioia : giustizia fatta per gli immigrati, una vittoria per gli attivisti napoletani che hanno difeso passo passo i nove immigrati.

Il nostro impegno è iniziato quando il 7 aprile la nave da carico “Vera D”, che batte bandiera liberiana, aveva attraccato al molo 51 nel porto di Napoli, dichiarando di avere a bordo nove immigrati clandestini(erano saliti segretamente ad Abidjan, in Costa D’Avorio).Per motivi di sicurezza , la “Vera D” è stata bloccata dalle autorità portuali fino al 12 aprile, quando gli attivisti anti-razzisti ne sono venuti a conoscenza. Da quel momento gli attivisti hanno iniziato a presidiare la nave perché non salpasse, dato che il Ministero degli interni vuole che gli immigrati vengano respinti. La lunga trattativa fra la compagnia della nave e gli attivisti si è conclusa nel cuore della notte di quel 12 aprile. Alcuni attivisti , accompagnati da un legale, sono saliti a bordo per incontrare i nove immigrati. Tutti hanno chiesto l’asilo politico e sei di loro si sono dichiarati minorenni. Subito dopo è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica e all’autorità portuale, dove si richiedeva il diritto di asilo, nonché la tutela dei sei minori. Così i nove clandestini (cinque nigeriani e quattro ghaneani) sono sbarcati alle ore 12.00 del 13 aprile. Una bella vittoria questa, in un’Italia che ha votato il “Pacchetto Sicurezza” di Maroni, un’Italia che sta’respingendo’ i ‘disperati ‘della storia. E’ straordinario che il Comune di Napoli abbia dato la disponibilità ad accoglierli.

I nove immigrati sono stati poi trasportati all’Ufficio dell’Immigrazione della Questura di Napoli. Abbiamo presidiato l’Ufficio per tutto il pomeriggio, proprio perché temevamo un colpo di mano. Le trattative tra gli attivisti, i sindacalisti e i rappresentanti del Comune di Napoli con la Questura di Napoli, hanno continuato senza sosta. I nove immigrati sono stati esaminati all’ospedale e trovati tutti maggiorenni:18 anni di età. Questa notizia ci aveva fatto infuriare perché ci sembrava ovvio che almeno tre erano minorenni. A posteriori, posso dire che la trattativa è stata una farsa ben recitata , perché la decisione era già stata presa dal ministro Maroni a Roma, e alla Questura toccava solo ubbidire. Alle ore 20.00 tentiamo l’ultimo incontro con il dirigente dell’Ufficio. Fu un momento durissimo. Ci disse che i nove dovevano essere trasportati al CIE di Brindisi. Insistemmo sul fatto che c’erano dei minorenni.” Se ci sono dei minorenni- replicò il dirigente- me ne dispiace.” A quel punto persi le staffe. “ Come può un pubblico ufficiale –urlai -dire se ci sono…. Ma in che paese viviamo?” “ Devo ubbidire”, mi rispose. Uscimmo con tanta rabbia in corpo. E ci disponemmo davanti al portone dell’Ufficio, da dove dovevano uscire i nove per essere trasportati a Brindisi. La Questura inviò un primo scaglione della Celere , guidato da una donna tutta sorrisi. Nel frattempo, altri attivisti arrivavano:eravamo circa un centinaio. Allora inviarono un secondo squadrone della Celere, armato di tutto punto. Ci confrontammo così , faccia a faccia, per mezz’ora. Poi l’ordine di caricarci. Tentammo di resistere, ma fummo travolti. Alcuni di noi riuscimmo a svincolarci e a ritornare davanti al portone. “Dovrete passare sul mio corpo-urlai- Voi non potete portare dei minorenni in un lager.”Uno spintone mi fece barcollare e cadere. “Vergognatevi!- dissi al Dirigente dell’Ufficio Immigrati. “Vai via, sobillatore!”- mi gridò, mentre le gazzelle della polizia sfrecciavano via portando gli immigrati.

Ero talmente scosso che mi misi a piangere. Quello che avevamo subito era poca cosa in confronto al grido di dolore dei nostri fratelli, anzi figli, africani.

La notizia , oggi,che la Questura di Brindisi ha riconosciuto che ben sei di loro erano minorenni e che sono stati liberati, ci conforta e ci fa sentire che non abbiamo lavorato invano .



Alex Zanotelli

La forza della parola .....


( vignetta tratta da Fanyblog....grazie )

Perché Belusconi vuole azzittire Saviano?
di Loris MAZZETTI (Fatto Quotidiano )
Lo scrittore spiega la forza della parola


Gomorra, il libro di Roberto Saviano, è stato accusato da Silvio Berlusconi di essere "supporto promozionale alle cosche". Non c’è mai limite all’indecenza, soprattutto quando certe parole escono dalla bocca di una delle massime istituzioni del nostro Paese. Non è la prima volta che il presidente del Consiglio si esprime contro chi scrive di criminalità organizzata. La volta scorsa fu a novembre, sempre in occasione del processo del suo amico Marcello Dell’Utri: allora disse che dovevano essere "strozzati" tutti quelli che hanno fatto la "Piovra" e che scrivono libri su Cosa Nostra perché "ci hanno fatto conoscere nel mondo per la mafia". Il giorno in cui il pm chiede per Dell’Utri una condanna a undici anni per concorso esterno in associazione mafiosa, il premier se la prende con un grande scrittore che da quattro anni vive sotto scorta.

Roberto Saviano ha un’unica responsabilità: quello di aver illuminato i fatti, di aver fatto conoscere all’Italia e al mondo i casalesi, di aver acceso la luce sulla camorra. Sono convinto che tanti magistrati, soprattutto quelli che stanno in prima linea, la pensano diversamente da Berlusconi, perché quella luce serve anche a loro. Ha scritto Giuseppe Fava: "Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo". Conosco Saviano da anni. E’ forte. Ha la capacità di usare la parola come un’arma in grado di combattere la criminalità organizzata, non credo di averla riscontrata in nessun altro scrittore o giornalista. Questo ha portato Roberto Saviano ad essere considerato un uomo a rischio della propria vita, condannato dai Casalesi, dai camorristi dello stesso paese dove lui è nato e vissuto fino agli anni del liceo, è anche la sua forza e la sua grande difesa.

Per la stragrande maggioranza delle persone lui è il nuovo eroe, è il moderno Lancillotto, il cavaliere della Tavola Rotonda della giustizia e dell’onore che combatte contro gli usurpatori e i tiranni a difesa del popolo oppresso dalla camorra; per altri invece è quello che ha infangato la sua terra e che non doveva raccontare quella criminalità. L’accusa di fare cattiva pubblicità all’Italia è infamante non solo per Saviano ma per tutti quei giovani che continuano a vivere nei luoghi della camorra e a lottare quotidianamente nella terra con più morti ammazzati d’Europa e come ha scritto Saviano: "Nel territorio dove la ferocia è annodata agli affari, dove niente ha valore se non genera potere. Dove tutto ha il sapore di una battaglia finale".


L’intervista che segue è tratta dal nostro incontro in occasione della scrittura de La macchina delle bugie.

Roberto ho la sensazione che la tua sia diventata una missione.

Forse sì. Io ritengo la responsabilità della parola quasi sacra. So bene che uno scrittore non dovrebbe prendersi troppo sul serio, ma a me sono accadute cose che non mi permettono questo distacco. Mi sono reso conto che la parola che sono riuscito a usare, una volta superata una certa linea d’ombra, una volta uscita dagli ambiti soliti degli addetti ai lavori, ha ottenuto un effetto impensabile, quasi miracoloso: è diventata strumento per altre persone per conoscere la realtà della camorra o per farla conoscere. La mia parola ha consentito ad altri di tirare fuori la voce.

Lo hai detto anche nell’intervista che ti fece Enzo Biagi che è stata la rabbia che ti ha spinto a scrivere Gomorra, cito testualmente: "Era tanta la rabbia da far stringere i pugni persino quando scrivevi...".

Sì. Può sembrare questa un’immagine romantica, ma in realtà è proprio così. Mi trovai con un mio vecchio amico e ci dicemmo che la rabbia era così tanta che bisognava scrivere sulla tastiera del computer con le nocche. Lo giuro, l’immagine mi era venuta in mente dopo aver seguito la faida di Scampia, ero stato sul luogo dell’omicidio di Attilio Romanò, era gennaio 2005, e questo ragazzo innocente era stato freddato nel negozio dove lavorava, il corpo crivellato di colpi e sangue dappertutto. Quanto tornai a casa cominciai a battere sulla tastiera solo con la mano destra, mentre la sinistra, senza accorgermene, era chiusa a pugno, sino quasi a farmi male. Questo mi colpì. Non solo ero disgustato dall’omicidio, ero anche terribilmente arrabbiato perché per i media nazionali quella vittima apparteneva ai soldati di camorra: morire in una certa terra significava essere colpevoli in partenza. La rabbia è vera, nasce dentro di me. È stato sicuramente il primo motore che mi ha portato a scrivere.

Sei considerato uno dei più grandi esperti di camorra, tieni conferenze anche agli addetti ai lavori, nel tuo intimo esiste una ricetta su cosa bisognerebbe fare?

Veramente non so dove iniziare. Sicuramente so che dal momento in cui blindi i subappalti, l’attenzione nazionale diventa costante, permetti ai giudici di lavorare in maniera concreta, smetti di dare strumenti soltanto per la repressione, quei poteri criminali cominciano a inciampare, a cadere, a sentirsi stretti, ad avere il fiato sul collo. Faccio un esempio: il voto di scambio è fondamentale. Il problema non è arrestare chi lo compra con 50 euro, quello non si farà prendere mai. Non si dovrebbe far sentire il voto così inutile perché, chi lo vende per 50 euro, lo considera una cosa priva di valore. Pensa che chiunque venga eletto, farà soltanto i propri affari o gli affari di chi lo vuole mettere lì, tanto vale guadagnare un cellulare, 50 euro, una bolletta pagata. Bisogna partire da questo, invece di reprimere o arrestare chi accetta i 50 euro. A questa persona bisognerebbe fargli capire con azioni concrete che tutto sta cambiando, e che non è solo retorica quando si diceva che "il principio primo della democrazia è la partecipazione". Oggi è esattamente il contrario: che governi la destra o la sinistra, secondo la percezione dominante tanto è la stessa cosa, tutti sono ladri, pensano solo al proprio tornaconto. In certe zone dell’Italia bisognerebbe mantenere i fari accesi, bisognerebbe illuminare quelle terre. La criminalità organizzata ha bisogno invece di silenzio per poter fare i propri affari. Credo che una grande responsabilità ce l’abbiano i mezzi d’informazione, in particolare la televisione, che per illuminare fa ben poco.

Non pensi che questo dipenda anche dal fatto che la mafia sta all’interno dell’economia e quindi riesce in qualche modo a controllare tutto?

Sì. Alla fine tutti i media si accorgono delle mafie esclusivamente quando ci sono gravi attentati, molti morti, due giorni in prima pagina poi il silenzio. È veramente assurdo. Le mafie in Italia hanno ucciso 10 mila persone, una cifra maggiore dei morti della striscia di Gaza. La guerra tra palestinesi e israeliani da vent’anni apre i telegiornali di tutto il mondo. Le mafie hanno ucciso più di qualsiasi organizzazione terroristica. Da noi il terrorismo, durante gli anni di piombo, ha fatto 600 morti, quanti in due anni a Napoli. Questi dati ci fanno capire la disattenzione, la miopia che c’è stata da parte dell’informazione televisiva su un fenomeno che già di per sé non è locale e che ha tutte le premesse per essere un problema e uno scandalo internazionale. Perché non si è parlato delle mafie per quello che sono? Io mi sono dato delle risposte. Non c’è assolutamente censura, c’è indifferenza, sono fatti considerati locali, per le persone che vivono al Nord sono avvenimenti lontani, mentre al Sud non si comprano i giornali nazionali. La televisione non racconta le vere storie di mafia e quando le racconta lo fa in maniera folkloristica.

C’è una frase di Dalla Chiesa che mi ha sempre colpito: "Lo Stato dia come diritto ciò che le mafie danno come favore".

È una frase fondamentale, perché è la prima cosa che le mafie fanno, oggi anche ad altissimo livello e non solo con i disperati dei quartieri disagiati. Il racket è una fornitura di servizi ineccepibile, pagarlo in molte realtà significa che i camion ti arrivano puntuali, che le banche ti aiutano. Le mafie diventano il garante per far avere prestiti alle imprese, che non ci siano furti nei cantieri. Pagare l’estorsione significa comprare un pacchetto di servizi. La frase del generale Dalla Chiesa oggi ha più valore di quando l’ha pronunciata, ed è fondamentale per capire che cosa sono le organizzazioni criminali, che spesso si sostituiscono all’inefficienza della burocrazia dello Stato, grazie ai contatti con i comuni, ai loro uomini nei municipi, tra i vigili urbani. Questa loro tecnica l’hanno portata anche nell’Est Europa, diventando il passepartout anche per le imprese sane, come è avvenuto in Macedonia, in Ungheria, in Albania.

Di cosa hanno bisogno i giovani delle tue terre, delle terre di camorra, mafia, ’ndrangheta?

Due cose: la prima, che sento molto mia, di non essere costretti ad emigrare. L’emigrazione deve essere una scelta, una possibilità per specializzarsi, per migliorarsi, non una necessità, una costrizione. Spesso in queste terre restano quelli che non hanno avuto le qualità per emigrare. O quelli che lo pensano di se stessi. Non deve più essere così. Dal Sud ogni anno emigra la quasi totalità di laureati. La seconda, di poter vivere in una realtà in cui il proprio talento sia spendibile, basta ascoltare qualsiasi ragazzo, che sia chimico o carpentiere, che lavori a Londra o ad Oxford o a Ferrara, che è stato scelto perché bravo, che ha avuto l’occasione di poter mostrare quello che vale. Nel Sud, invece, il talento non basta, deve sempre esserci la protezione, la mediazione, bisogna accontentarsi e poi implorare, il lavoro diventa un privilegio che ti è stato dato, e in cambio devi tacere e accettare quello che ti viene detto. Il lavoro deve essere un diritto e non un privilegio e se quel giovane decide di rimanere al Sud non deve sentirsi uno sconfitto, un fallito.

Hai mai pensato di andare via, di andare all’estero?

Sì. L’ho pensato tantissime volte. Non l’ho fatto finora perché mi sembrava un tradimento. Diceva Paolo Borsellino: "Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio. O si fanno la guerra o si mettono d’accordo".

buongiornopoetico.....



" È un grande dono
quest'armonia segreta
celata in frange di rugiada
e brividi di luce,
cristalli di luna rovesciati
nell'iride dei tuoi occhi
capaci di guardare
oltre la penombra.
Ed è presagio di luce
quest'amicizia
che a piene mani doni
senza ch'io abbia seminato niente.
Si affievolisce, così ,
la pena e il turbamento
se tu ci sei
a tendermi la mano. "


( dal sito di Tony Kospan )