sabato 28 febbraio 2009

Cantando tra Bandabardò e Cisco...



Bandabardò.

Si chiama "Ottavio" la loro ultima creatura. Un intero album dedicato a un gentile essere umano buono come il pane, innamorato, non del tutto perdente. E con questo girano l'Italia, portasse fortuna anche a noi....

Tratto da un articolo di Jacopo Cosi
( sull'Unità, quando l'Unità era l'Unità...)

E' nato Ottavio il nuovo disco della Bandabardò, uscito il 5 settembre. descrive la vita di un personaggio talmente pieno di passioni da restare sospeso per aria. Ottavio, una maschera della commedia che rappresenta l'innamorato, forse demodè, ma protagonista assoluto di quattordici tracce che fanno centro. Un disco scritto come sempre da Erriquez e Finaz, molto ispirato anche nei testi, con canzoni come Senza parole, che ha un ritornello, pronto per diventare il loro il loro prossimo inno da concerto: " Basta un dito nel vento per risentimento/ due per punire chi non sa partire", e così via fino a " cinque spalancate per ballare con l'estate/cinque strette per ricevere gratitudine". Inno da affiancare a "se mi rilasso, collasso" che li ha resi famosi, e non solo ai live del Primo Maggio.
Più di mille sono, ad oggi, i concerti della Bandabardò, dalla loro fondazione nel 1993.
Erriquez, perchè un concept album?
" All'inizio non c'era questa idea. poi ci siamo resi conti che i testi e le canzoni messi in un certo ordine potevano rappresentare una parabola di vita".
Chi è Ottavio?
"Abbiamo deciso di chiamarlo così perchè è il nostro ottavo album ( sesto di inediti) e perchè è il nome della maschera che nella commedia dell'arte rappresenta l'innamorato. E' un passionale, un uomo che non transige e vuole vivere rapporti profondi."
Com'è stato lavorare con Tonino Carotone?
"Lo devi beccare quel quarto d'ora al giorno in cui è più o meno sobrio e ti incolla al disco un francobollo, con quella pasta da strada alla Buscaglione, fantastica. Per noi è un pezzo di cuore".
Che mondo deve affrontare Ottavio?
"Al primo passo nella società di oggi si trova subito davanti a sirene ammaliatrici. Ragazzine che sembrano donne fatte, gente che offre di tutto, che vende e istiga a una vita dove i rapporti personali fatti di passione che sono compresi".
Perchè avete scelto Marilyn, un'icona americana?
" Marilyn assomiglia a Ottavio. E' fragile come lui. E poi ci sembrava il caso, in questo momento, di spendere una buona parola per gli Stati Uniti. Sono pur sempre il Paese di Hemingway, Michael Moore... e non solo della paura e del disgusto. Ci hanno dato anche sogni, speranze e idee diverse".
Perchè una canzone di Brassens?
" La mauvaise reputation è uno dei miei pezzi preferiti. Brassens scrive di un anarchico che se vede un ladro di polli scappare fa lo sgambetto alla guardia, perchè sono ben altri i crimini".
Quali?
" Quello che sta facendo questo governo per esempio è innominabile. Credo che con questa destra si debba essere molto più consapevolmente cattivi, aggressivi, giustizialisti. E pretendere chi sbaglia paghi. Non puoi discutere con uno come Berlusconi che una cosa più o meno va bene. Sono persone orrende che devono essere allontanate dal potere".
Come giudica la politica in generale?
" Io continuo a sognare un mondo dove chi vuole fare politica prenda tre milioni al mese".
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"Con Berlusconi e questa destra bisogna essere più aggressivi.
E' gente orrenda che va allontanata al più presto dal potere."

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CISCO ha confezionato "Il mulo", ora in vendita. Secondo disco da solista, dopo i Modena, si avventura in un percorso più meditato e meno "combat" di un tempo. Dice perchè adesso ha quaranta anni.
Ma il mulo è un simbolo di resistenza...

tratto da un articolo di Diego Perugini, quando Padellaro era ancora Direttore dell'Unità e c'erano pagine come queste....Le foto sono rilevate da Internet e rimuovibili se coperte da copyright.

Per il nuovo CD "Cisco" ha scelto un titolo curioso, il mulo, che rappresenta il suo carattere cocciuto. " E' vero: sono testardo ed ostinato, chi mi sta intorno me lo dice sempre. Ma per me è un pregio - spiega - e, poi, il mulo mi ricorda" La fattoria degli animali" di Orwell, uno dei miei libri di formazione: in mezzo a oche giulive e pavoni vanitosi, ci vuole qualcuno, un pò concreto che tiri il carretto".
Testardo e ostinato ( o più semplicemente coerente) Cisco lo è anche negli ideali. Lo si capisce scorrendo i testi. Cisco mette bene in chiaro da che parte sta: " La politica di oggi non mi appartiene. Il mio credo e le mie idee risalgono al passato, ai racconti dei nonni e degli anziani del condominio. E m'è sembrato giusto dirlo esplicitamente: forse rimarrò da solo per la mia strada, un reduce che s'emoziona ancora per "Bandiera Rossa". Ma, come canto nel pezzo che dà il titolo al disco, io resisto perchè sono il Mulo".
Al CD è allegato un DVD che, precisa Cisco, " non è il solito riempitivo commerciale, ma un vero e proprio diario di vita, due ore buone di musica, immagini e racconti".
Senza DVD, ma con due brani in più, è invece la versione in vinile, dove spicca la ripresa di " O cara moglie", storica canzone di protesta di Ivan Della Mea. " L'avevo messa sul mio sito per il primo maggio, da scaricare gratis, come gesto simbolico. Temevo il giudizio di Ivan, che è uno difficile: infatti mi ha fatto notare un mio errore nel testo, ma alla fine s'è dichiarato entusiasta della mia versione".
Cisco, insomma, va per la sua via, testardo e un pò pazzoide come nella copertina del cd, dove indossa una divisa napoleonica e degli occhiali da saldatore, " che oggi sono indispensabili per non prendere abbagli".

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" Non mi riconosco nella politica di oggi. Sono rimasto fermo agli ideali
di mio nonno. Mi emoziono ancora con Bandiera Rossa".

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venerdì 27 febbraio 2009

OBAMA: sanità per tutti...e non solo



Più tasse ai ricchi e a chi inquina, per poter investire in istruzione, sanità ed energia pulita, le tre priorità della Casa Bianca. E' questa la linea guida del presidente Barak Obama che, presentando il suo bilancio, ha spiegato di voler " tagliare quel di cui non abbiamo bisogno per finanziare ciò che ci serve".
Verranno tassate di più le famiglie che guadagnano una cifra superiore a 250.000 dollari l'anno. Il presidente, inoltre, ha detto che non ci saranno più sconti fiscali nemmeno per " quelle aziende che hanno deciso di usare il lavoro oltreoceano".
Tasse più onerose, inoltre, per chi inquina. Dal 2012 verrà introdotto un nuovo sistema, che sarà in vigore per diversi anni e che obbliga le aziende a comprare un " permesso a inquinare", che dovrebbe naturalmente incentivare i manager ad adottare tecnologie pulite.
Capitolo sanità, uno dei più importanti per Obama è previsto un piano decennale per la riforma da 634 miliardi. E' " un impegno storico per una riforma comprensiva dell'assistenza sanitaria", ha detto il presidente, sottolineando che l'assistenza medica deve essere per tutti.
Allo stesso modo, ci vorrà " un investimento storico anche nell'istruzione" e verranno adottati, ad esempio, incentivi per gli insegnanti migliori.
Il bilancio targato Obama prevede anche cinque miliardi di dollari da spalmare nei prossimi cinque anni progetti legati all'alta velocità ferroviaria. La Casa Bianca vuole spendere di più per i più poveri senza casa. Obama ha chiesto un aumento del 18,5% dei fondi al dipartimento per la casa e lo sviluppo urbano.Alla Nasa andranno gli stessi fondi ( più 6%), ma la novità riguarderà il finanziamento della ricerca sul surriscaldamento.

* sintesi di un articolo sul Manifesto del 27 febbraio 2009

La storia delle cose...idee per sviluppare un programma


VENERDI' 6 MARZO ALLE ORE 21,00 E' CONVOCATA LA SECONDA ASSEMBLEA PUBBLICA / PRESSO LA SALETTA COMUNALE DI VENTURINA / PER COSTRUIRE UN PROGRAMMA ED UNA LISTA, IN ALTERNATIVA A QUANTO PROPONE IL PD ED I SUOI ALLEATI, PER CAMPIGLIA M.ma.
I cittadini sono invitati a partecipare e a proporre idee per un programma con al centro i valori, la salvaguardia del territorio, la democrazia, la partecipazione, la trasparenza, la cultura.
Al centro deve esserci un nuovo modello di progettazione del nostro futuro. Per agevolare una riflessione sul tema invito a visitare su Internet alcuni videi dal titolo > La storia delle cose..
In modo semplice Annie Leonard illustra con semplicita' e chiarezza temi di grande attualita'> il consumismo, i rifiuti, l-ambiente. Guardiamoli insieme, commentiamoli / anche attraverso il blog * o per email> adogrillichiocciolaalice.it /
serviamocene per costruire il programma di una lista alternativa di sinistra, locale.

La canzone...la poesia, la cultura. Riflessione post Sanremo


Ho lasciato passare, un pò sconcertato, alcuni giorni prima di un commento sul festival di Sanremo... Poi ho deciso di non dire nulla in proposito. Ma non seguendo l'onda mediatica che ha esaltato il Festival, Bonolis, la De Filippi, la Zanicchi, Povia, invito soltanto a cercare su Internet Gianmaria Testa; ad ascoltare gli estratti musicali che potete trovarvi. Ascoltate, attentamente, le parole, la musica di questo stupendo cantautore. Sono sicuro che comprerete i suoi CD e vi appassionerete alla canzone intesa anche come poesia e cultura.

giovedì 26 febbraio 2009

L'angolo di Renzo Leoncini


Attingendo con una nuova puntata dal libro "I tortelli della mì mamma... ed altre ricette" vi propongo alcuni piatti proposti da Renzo Leoncini, protagonista del pranzo per gli 80 anni di mia madre.
Chiuderà una delle poesie intercalata tra ricette e racconti nel libro:

Crostini alla "campigliese"

Ingredienti: Una grossa cipolla, prezzemolo, olio, 3 etti di fegatini di pollo, 2 acciughe salate, 1 barattolino piccolo di capperi sottosale, vino bianco, pepe, sale, un pò di brodo vegetale, aglio, pane abbrustolito.

Preparazione: occorre fare un battuto di aglio, prezzemolo e cipolla, da mettere, con olio, in una pirofila e fare soffriggere. Si mettono i fegatini, nel frattempo finemente tritati, le acciughe ben lavate e, a gradimento, i capperi, anche essi ben sciacquati. Si continua la cottura, aggiungendo mezzo bicchiere di vino bianco; dopo circa 10 minuti di cottura, si aggiunge il pomodoro concentrato. Si "allunga", via,via con mezzo bicchiere di brodo vegetale ed ancora vino bianco, per l'amalazione, fino alla cottura completa, per la quale occorrono circa 30 minuti. Si spalma sul pane abbrustolito o bagnato nel brodo.

Le tagliatelle al cinghiale

Ingredienti: 3 etti di cinghiale macinato fine; 1 bicchiere di olio extravergine d'oliva; cipolla, aglio, prezzemolo, salvia, rosmarino, alloro, pepe, sale, vino rosso secco; naturalmente tagliatelle, per 4 persone.

Preparazione: si fa il battuto di cipolla, aglio, prezzemolo, salvia, rosmarino; si mette a soffriggere con olio extravergine. Dopo 7-8 minuti si aggiunge il macinato di cinghiale e si fa "rosolare" nel condimento; dopo 10 minuti si aggiunge un bicchiere di vino rosso secco e si fa cuocere per 15 minuti. Si mettono 4 etti di conserva e si "allunga" con acqua ( 1 bicchiere e mezzo ); dopo 15 minuti si aggiunge al sugo 3 foglie di alloro secco. Il tutto deve cuocere da 1 ora e mezza a 2ore.

Brasato al parolo

Ingredienti: 8 etti di cimale di manzo; un bicchiere di farina; un litro di barolo o vino rosso, delle nostre zone; sedano, cipolla, carota, aglio; mezzo litro di olio vergine; pomodorini.

Preparazione: s'infarina il cimale e si cuoce in una pirofila, con aglio,
rosmarino, salvia, alloro, sale, pepe e olio. Si deve far brasare tutte le parti con
fuoco alto; quando è ben brasato si spenge. In altra pirofila si mettono le verdure, con olio e si fa soffriggere. Si aggiunge il cimale brasato, si allunga con il vino rosso e piano, piano si colma fino al pari. La cottura è di 3 ore.

La poesia di Pablo Neruda

...Sono morto con tutti i morti
per questo ho potuto rivivere.
Uno in più, tra i mortali
profetizzo senza vacillare
che malgrado questa fine del mondo
sopravvive l'uomo infinito.

domenica 22 febbraio 2009

DISFATTA E FUGA un articolo sul Manifesto di Valentino Parlato



Era abbastanza naturale, e anche logico, attendersi che dopo la sconfitta in Sardegna e le dimissioni di Veltroni, l'assemblea nazionale del PD tenutasi ieri si sarebbe concentrata ( magari con il contributo di Veltroni che ha preferito assentarsi) sulle cause degli insuccessi e sui modi possibili per riprendere l'iniziativa. Questo un pò quel che chiedeva la minoranza che sollecitava primarie e dibattito. Invece niente di tutto questo.
In vista delle prossime elezioni europee la maggioranza e soprattutto i maggiorenti provenienti dal Pci hanno scelto di congelare Franceschini per scaricare su di lui il peso della prossima, quasi certa sconfitta. senza valutare che in questo modo si accompagnava un ulteriore spostamento a destra della situazione politica. Franceschini ha dichiarato che gli eletti del PD alle prossime europee non andranno nel gruppo socialista e Rutelli annuncia un avvicinamento al centro di Casini. Sembra quasi di essere alla vigilia di una rinascita della Democrazia cristiana, mentre quelli di origine Pci debbono ancora battersi il petto e scontare il loro peccato originale.
Se questa ipotesi è fondata si deve pensare che i leader di provenienza Pci, D'Alema in testa, si siano detti: lasciamo che il povero Franceschini si prenda la prossima inevitabile botta e poi torneremo in campo. Ma quel che questi astutissimi politicanti non calcolano è l'ulteriore sgretolamento delle loro basi elettorali e politiche. Riflettono sulle primarie di Firenze, dove ha vinto uno di impronta Dc. Non calcolano che l'acutizzarsi della crisi ( leggete il discorso del governatore della Banca d'Italia) indebolirà ulteriormente la loro base sociale e metterà in difficoltà la Cgil che è ancora in campo. Questi astutissimi signori non capiscono che l'indebolimento del mondo del lavoro prodotto dalla crisi darà ulteriore spazio al populismo autoritario di Berlusconi.
Bloccare tutto aspettando l'ottobre ( non quello rosso ) è preparare con le proprie mani la sconfitta. Non tanto e non solo loro ma dei cittadini italiani e della Costituzione con un Berlusconi che vorrà fare ( e se procede di questo passo ci riuscirà ) il Presidente della Repubblica alla Sarkozy o anche peggio, visto che la Francia ha una storia democratica più lumga e più seria dell'Italia.

P.S.: Url dell'immagine bpO.blogger.com/PD_leader3.Jpg

sabato 21 febbraio 2009

La vita continua nei ricordi... di Bruna Coscini




Riprendo gli scritti, le ricette, le poesie contenute nel libro "I tortelli della mì mamma...ed altre ricette". In questa "puntata" riporto:
uno scritto e una ricetta di Bruna Coscini;
una ricetta di Ersilia nonna di Daniele, che all'epoca, gestiva il ristorante "Il peccato" a Piombino;
una ricetta " Le peschine al cioccolato" di Naida Carducci;
una poesia del mio poeta preferito: Pablo Neruda
La vita continua nei ricordi...
dall'angolo riservato a Bruna Coscini
Scrivendo queste ricette torno indietro nel tempo. Ogni piatto ha in se, un particolare colore di un ricordo. Tornano persone care ormai scomparse con le quali ho trascorso delle gioiose ed indimenticabili giornate; a tavola dopo un buon pasto ed aver bevuto, si diffondeva una comunione di allegria, di festa.
La vita continua nei ricordi...
E' una ruota che gira all'infinito. Ora tramando questi attimi di vita a chi li vivrà, nel tempo.

Una ricetta di Bruna Coscini: Spaghetti alle vongole veraci
(Url dell'immagine, tratta da Internet: www.buttalapasta.it/spaghetti-vongole)

ingredienti: mezzo Kg. di vongole veraci.Poco pomodoro maturo, un pezzetto di cipolla, aglio, pementa, olio e sale. Spaghetti.

Preparazione: Si lavano bene le vongole togliendo la rena; si mettono in un tegame coperto a fuoco vivo, il tempo che si aprano. L'acqua che hanno fatto si lascia a parte. Una quantità di vongole si lasciano nella loro conchiglia; le altre si tritano. Intanto abbiamo preparato un trito di prezzemolo, che lasceremo un pò a parte. Dopo aver tritato la cipolla e l'aglio si mette tutto in una padella con l'olio. Si fa cuocere, lentamente, fino a fare imbrunire. Si aggiungono le vongole tritate, la pementa ed i pomodori tritati. Dopo alcuni minuti le vongole intere e un pò della loro acqua, con il prezzemolo che era stato messo da parte. Cotti gli spaghetti, si saltano in padella.
Si versano in un vassoio di portata.

Per secondo: una ricetta di nonna Ersilia:
Seppie e piselli

Prendete delle belle seppioline vive. Pulitele e lasciatele a pezzi grossi. Stufatele in casseruola con aglio, cipolla (poca), prezzemolo e peperoncino. Una "svinatina" di bianco, sale e pepe. Aggiungetevi i piselli freschi. Lasciate cuocere il tutto per 30 minuti, con un tocco di concentrato di pomodoro e un bel minestrone d'acqua.
Lasciatele non troppo asciutte.

Per dolce:
" Le peschine al cioccolato" dall'angolo di Naida Carducci
Url dell'immagine: peschine2.JPG (image) tratta da Internet

Ingredienti: 300 g. di zucchero, 1 Kg. di farina, una presa Pane degli Angeli, 3 uova, 1 bicchiere di latte, 1 limone,130 g. di burro, 20 g. di ammoniaca.

Preparazione: Montare le chiare a neve, aggiungere i tuorli, lo zucchero, il burro liquefatto ( freddo ), il latte, la presa, il limone grattugiato, la farina e l'ammoniaca. Impastare a lungo e fare tante "longherine" dello spessore di circa 15 mm.
Tagliarle a gnocchetti e dare loro forma sferica. Cuocere nel forno a 180 gradi.
Far raffreddare e svuotarle con un coltello. Riempirle con la Nutella, accoppiarle due a due, bagnarle nell'Alchermes e rotolarle nello zucchero.


La poesia ( di Pablo Neruda)

... Tornai a cercare quell'aroma,
la rosa rossa del dolore
o quella gialla dell'oblio
la rosa bianca della tristezza
o l'insolita rosa azzurra;
è certo che è vano tornare
al paese della primavera,
era così tardi che le stelle
cadevano sulla strada
e mi trattenni a raccogliere
il fulgore del grano maturo

UN ALTRO FUTURO PER IL NOSTRO COMUNE


C'è bisogna di un'amministrazione diversa...
Per la tutela delle risorse di tutti; per una democrazia reale; per una politica etica; per il lavoro e la giustizia sociale; per la qualità della vita e la salute; contro la speculazione edilizia; contro l'arroganza del più forte; contro la subalternità ai "poteri forti"; contro clientilismi e ricatti; contro la monetizzazione della salute.
Costruiamola insieme...
I cittadini devono riappropriarsi degli strumenti della democrazia e della partecipazione.
Un'assemblea pubblica per avviare un percorso nuovo fatto dai cittadini che non ci stanno ad essere sudditi vessati da una politica vecchia e troppo distante dalle proprie necessità e prospettive.
LUNEDI' 23 FEBBRAIO ore 21,00
saletta comunale di Venturina

Il progetto è a disposizione della cittadinanza: programma, lista e candidato Sindaco li sceglie l'assemblea. Un percorso partecipato in un Comune che spesso neppure informa i cittadini è una scommessa per una nuova Campiglia.
Comutato promotore: Indipendenti; Sinistra Democratica; Rifondazione Comunista.

martedì 17 febbraio 2009

Senza parole, ricordando Enrico Berlinguer... in un giorno particolare


...la creazione più originale di Enrico Berlinguer è il compatto sistema di valori, di regole e di cultura...
tratto da "BERLINGUER L'eredità difficile" di Chiara Valentini

domenica 15 febbraio 2009

Il pesce mi riporta al mare di Bruna Coscini

La foto di Roberto De Martino, tratta da internet, con rilascio del pubblico dominio.
Ancora dal libro " I tortelli della mì mamma... ed altre ricette". Un racconto ed una ricetta di Bruna Coscini, rilevati dall'angolo a lei riservato nel libro. Una poesia, collegata alle storie, del mio poeta preferito, Pablo Neruda.

" Il modo di cucinare, con questa ricetta, il pesce, l'ho imparato da sola. Non avendo, allora, il forno, lo facevo così. Viene talmente buono ed è svelto da fare che, anche quando ho avuto la cucina con il forno, questo è rimasto il mio sistema. L'ho suggerito ed è andato bene a tutti. "
***
" Il pesce mi riporta al mare, così bello, ricco, azzurro, quando è disteso; come il sorriso di un bimbo. ma è pure insidioso quando s'infuria e travolge.
Dura e precaria è la vita del pescatore, anche se libera, nella grande immensità, tra cielo e mare!.."


LA RICETTA: Il pesce arrosto con patate

Ingredienti e oggetti di cucina necessari: Il pesce può essere una spigola, ragno o altro simile. Rosmarino, aglio, sale e pepe, patate. Una padella grande antiaderente.

Si pulisce il pesce; dopo averlo lavato si asciuga con la carta, bene. Nell'apertura s'infila ( dopo aver messo pepe e sale) uno spicchio d'aglio diviso a metà e un rametto di rosmarino. Dopo aver salato e pepato anche fuori, si mette nella teglia, con l'olio; non tanto. Si tagliano le patate a fettine e si mettono intorno al pesce. Uno spicchio d'aglio con la buccia, schiacciato e rosmarino a rametti. Si salano le patate. Si copre la teglia con un coperchio che la comprenda tutta. Si lascia cuocere a fuoco moderato per 10 minuti, circa, per parte. Anche le patate si devono girare. Si leva il pesce, si pulisce dalle lische più grosse. Si mette in un vassoio e si condisce con l'olio di cottura, intorno le patate.

La poesia:

Se non mi insegnarono la terra,
altro che per percorrerla,
se mai entrai con l'aratro,
se non vissi le zolle,
nè dormii sopra la biada,
non posso parlare coi violini,
perchè la musica è terrestre.
Ma è terrestre la cintura
della mia migliore innamorata
ed ha la terra l'avvenire,
tutte le cose son di terra.
E' di terra il pane, il silenzio,
il fuoco è la polvere che arde,
l'acqua è la terra che corre
e tutti i sogni notturni
vengono dal fondo della terra.
( Pablo Neruda)

Salviamo la Costituzione

Url dell'immagine:
www.dsisolotto.it
SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE

dal Manifesto del 15 febbraio 2009. Articolo di Alessandro Robecchi

Ho assistito con commozione infinita alla difesa della nostra Costituzione attuata in questi giorni da uomini e donne di buona volontà. Manifestazioni, dichiarazioni, persino cortei inneggianti.
Mi è persino venuto voglia di leggerla, partendo dai principi fondamentali, insomma dai primi articoli. Ha ragione il Presidente ( della Repubblica, non quello del Milan): teniamocela ben stretta. E magari, guarda un pò che pretesa, cominciamo pure ad applicarla!
Articolo 1. L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, ecc. ecc. Dico, ma è davvero fantastico! Questo articolo viene rinnovato ogni tre mesi.
Articolo 2.Garantisce i diritti individuali dell'uomo, a meno che non sei un uomo sbarcato a Lampedusa.
Articolo 3. Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza ecc. ecc. , a meno che non puoi giovarti del lodo Alfano.
Articolo 4. Garantisce il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Vedi articolo 1.
Articolo 7. Stato e Chiesa Cattolica sono indipendenti e sovrani. Davvero molto divertente.
Articolo 8. Sviluppo della ricerca scientifica. Garantito soltanto nel ramo " trapianto dei capelli".
Articolo 10.Asilo per gli stranieri che non abbiano in patria gli stessi diritti garantiti da questa Costituzione. Vedi l'articolo 2. L'articolo 10 potrebbe essere rimpatriato da un momento all'altro.
Articolo 11. L'Italia ripudia la guerra. dipende da dove, da come, da chi ci arruola e perchè.
Articolo 32. La salute come fondamentale diritto dell'individuo e tutela della collettività. A meno che non intervengano le leggi razziali del ministro Maroni e il medico non ti denunci come clandestino.
Bella, eh! Davvero avanzata la nostra Costituzione!
Difendiamola! Chissà se l'approvano, un giorno o l'altro!

sabato 14 febbraio 2009

Per il decennale della morte di Giorgio Leoncini

Valeria Parrini Toffolutti, presidente dell'associazione Ruggero Toffolutti, ha scritto:"
Nel desiderio di ricordare il decennale della scomparsa di Giorgio Leoncini, i suoi familiari hanno proposto all'associazione Ruggero Toffolutti per la sicurezza dei luoghi di lavoro, nell'arco del 2009, alcune manifestazioni.
Abbiamo accettato convinti della validità di azioni che facciano memoria di un personaggio che tanto ha dato alla concezione di una politica che avesse come punto di riferimento le persone e i loro diritti.
Per questo abbiamo tracciato insieme un progetto che, stante la natura della nostra associazione, non poteva che concentrarsi sul lavoro.
Filo conduttore è il seguente:
" Il lavoro è per le donne e gli uomini vivi" - I valori della sicurezza e della dignità.
Le azioni:
Concorso letterario nazionale riservato agli studenti del triennio degli istituti superiori ( poesia inedita, racconto inedito, sceneggiatura inedita) con pubblicazione degli elaborati e premiazione il 22 settembre al Castello di Piombino.
Rilevanza mediatica, anche nazionale, grazie al coinvolgimento di soggetti qualificati.

Primo maggio: musica, installazioni artistiche alle porte del parco archeologico di San Silvestro con la collaborazione dei soggetti privati che gestiscono il ristorante. L'obiettivo, in qualche modo, è quello di recuperare una giornata simbolo del lavoro.

Mostra fotografica " Non numeri ma persone" in cui si propongono le immagini di vita di una trentina di lavoratori morti sul lavoro in diverse realtà italiane insieme a didascalie che informano il visitatore circa il loro vissuto soprattutto extralavorativo.
La mostra potrebbe essere allestita in occasione del concorso letterario e successivamente in manifestazioni decentrate nei comuni della Val di Cornia. Magari in occasione della presentazione del libro che raccoglie gli elaborati dei ragazzi.

Questo è, a grandi linee, il progetto su cui siamo indirizzati e su cui chiediamo la vostra collaborazione e il vostro sostegno in termini economici ( cc postale con IBAN IT 50 H 07601 13900 000017 037532 intestato a Valeria Parrini e Roberto Toffolutti specificando nella causale " Progetto Giorgio Leoncini" )"

Riflettendo sulla morte di Eluana...

Ho aspettato alcuni giorni, scosso dall'emozione, ad uscire sul blog, con una riflessione sulla morte di Eluana. Ho deciso di farlo con un articolo che condivido in pieno di Mariuccia Ciotta sul Manifesto del 10 febbraio 2009 ed un intervento di un giovane studente ( Marco ) della classe IV del liceo " Righi" di Roma
( sull'Unità del 14 febbraio 2009 ).

SONO SCIACALLI di Mariuccia Ciotta

Il silenzio di Eluana ha messo a tacere d'improvviso, alle 20,10, il feroce accanimento del governo sul suo corpo inerme. E' stata Eluana a porre fine alla scomposta arroganza del " padrone della vita" pronto ad edificare su di lei un potere senza più limiti. Eluana ha sottratto se stessa, la sua presenza fantasmatica, all'aula del senato che ieri inscenava lo spettacolo della " corsa contro la morte", come se si dovesse fermare il boia. Mentre in gioco era la sua dignità di persona.
Il suo esodo ne avrebbe richiesto un altro, la rinuncia a continuare una partita cinica fatta in suo nome. E invece il silenzio è durato un solo minuto, poi la rissa, le urla della maggioranza, il grido " assassini, assassini". Il governo passa all'incasso, attacca il capo dello stato, l'opposizione, la magistratura. Berlusconi fa sapere " con profondo dolore" che gli hanno impedito di " salvare una vita". La macchina tritacarne non si ferma e il disegno di legge, che esproprierà ognuno dal diritto di difesa contro l'invasività della politica nella sua sfera più intima, andrà avanti.
L'opposizione che si apprestava ad andare divisa al voto, adesso è travolta da un'esecutivo che pretende "nella memoria di Eluana", "perchè il suo sacrificio non non sia vano", di finire il lavoro. Neanche il Vaticano tace, " Che il Signore li perdoni", dopo aver alimentato il tifo tra chi ama e non ama, sostenuto l'operazione più strumentale di questo governo, esercitato una pressione sfrontata sulle istituzioni. Il duetto del Pdl, " Non è morta, è stata ammazzata", e del apapa, " E' stato un delitto", risuona come un coro stonato, colonna sonora indecente sulle lacrime di beppino Englaro, il padre che dice soltanto " Ho fatto tutto da solo, voglio finire da solo". E in questa solitudine vorremmo trovare un posto, essere lì con chi ancora considera l'umanità qualcosa da preservare, e che è fatta di affetti e di relazioni.
Preferiamo stare con lui, senza parole, e lasciare che gli sciacalli si accaniscano su un corpo di ragazza che non c'è più, inutilmente ancora crudeli, vittime di se stessi, mentre lei ci consegna un'eredità che nessuno potrà dissipare, l'idea della vita degna di essere vissuta.

CONTRADDIZIONI E AZZECCAGARBUGLI di Marco classe IV Liceo "Righi"

Il caso Englaro rivela le contraddizioni interne di un paese le cui Istituzioni, al contrario dell'opinione pubblica, sono lacerate dal teoricamente inammissibile ma praticamente endemico conflitto tra moralità e convenienza.
Il popolo ha le idee chiare: la mossa del Presidente Napolitano "guadagna" secondo i sondaggi il 55% dei consensi, mentre il " salvataggio" obbligatorio si ferma al 32%. Il concreto fine per cui i monsignori si stracciano le vesti gridando all'omicidio e ministri minacciano le strutture sanitarie di ritorsioni, condendo il tutto con lo slogan: " Salviamo Eluana!" o " Assassino!" è sotto la luce del sole: " pescare" voti nell'elettorato cattolico.
Le domande che una vicenda del genere pone sono molte, e certamente è giocare sporco esprimere il nocciolo della questione come " lasciarla morire di fame e di sete"; ciò non rende giustizia, in primo luogo, a lei. Eluana è ormai vegetale; i danni alla sua corteccia cerebrale le impediscono di soffrire, pensare, muoversi. Il Papa afferma, in proposito: " La vita di che soffre va difesa"; ma Eluana non soffre, non vede, non sente da 17 lunghissimi anni. Che senso ha una vita così? Come è possibile che a Berlusconi venga in mente di dire : " Potrebbe paradossalmente ancora avere un bambino." ?
Si resta storditi dall'orgia di dichiarazioni affrettate che piovono da sinistra e da destra, ma ancora una volta spicca il nostro Presidente del Consiglio, il quale da Cagliari ha prima sostenuto la riduzione del Presidente della Repubblica a passacarte come cosa doverosa ( "Bisogna vedere se quì comando io o no"); poi che la Costituzione sia opera di "comunisti" cioè inadeguata. Ed infine, l'oltraggio: che Beppino Englaro voglia solo " togliersi di mezzo una scomodità". Un tal numero di vilipendi non può lasciare indifferenti (...). Il paventato scontro istituzionale è ormai realtà (...). Che dire a questo punto: è non solo riprovevole ma inammissibile che nel 2009 si sia costretti, per l'assenza di una legge su eutanasia e testamento biologico, ad un ripugnante teatrino di convenienze. Che un padre sia costretto a spendersi per 17 anni per soddisfare l'ultima volontà di sua figlia; che la solita e retrograda Italia segua la sua immutatta classe politica.

Salviamo la Costituzione

" Questa Costituzione è nata dalla guerra di Liberazione. Ed è stata nel dopoguerra una corazza che ha protetto l'Italia da cedimenti autoritari, da ipocrisie populiste e demagogiche, cioè dalle tentazioni in cui il nostro premier spesso cade."
( Giorgio Bocca, 13 febbraio 2009 )

mercoledì 11 febbraio 2009

"Eravamo sfollati ..." di Bruna Coscini

Continuo ad attingere dal libro " I tortelli della mì mamma... ed altre ricette" per soddisfare la curiosità dei lettori... anche dal lontano Giappone. Trascrivo un ricordo - riportato nel libro - di Bruna Coscini che accompagna una sua ricetta descritta con l'amore che mette nelle sue poesie:

Questo piatto mi ricorda un buon periodo trascorso, in tempo di guerra, a Volterra: Mi trovavo ospitata, con la mia bimba che aveva un anno, dalla zia Camilla, sorella della mamma. Ervamo sfollati. Siccome faceva la sarta, lavorava per le famiglie delle case coloniche vicine. Giacchè era anche una buona cuoca, la chiamavano per ogni ricorrenza speciale: comunioni, matrimoni, trebbiatura. I contadini avevano di tutto. La buona ricotta, le uova di giornata, gli spinaci, olio buono e tutto il ben di Dio, in quel tempo di vacche magre. Insieme al buon brodo di galline ruspanti, era usanza anche il piatto di gnocchetti verdi. Per me era festa grande. Sortivo dalla fame più nera. ero giovane, avevo 23 anni. Per il lavoro di sarta, la zia era pagata con i prodotti della terra. Pensavo a quanta fame c'era nel mondo. Mi sembrava di vivere in un sogno. La bimba rifiorì. Ma dai sogni ci svegliamo. Il destino mi portò via da lì. La guerra faceva il suo mestiere di distruttrice, cambiando e travolgendo persone e cose.

La ricetta degli "Gnocchetti verdi"

Ingredienti: 1 Kg. di spinaci, mezzo Kg di ricotta. 4 uova, farina quanto basta, sale, pepe, formaggio grattugiato. Ragù di carne.

Come si preparano: Si lavano e si cuociono gli spinaci, strizzandoli bene. Quando sono freddati si tritano. Si sbattono le uova con il sale, pepe e un pò di formaggio. Si aggiunge la ricotta e gli spinaci facendone un impasto. Sopra ad una tovaglia si mette la farina, che ci servirà anche per farne tanti gnocchetti grandi come grosse noci. Li stenderemo infarinati per la cottura che avverrà in una grossa pentola, acqua e sale. pochi minuti di cottura. Si scolano tirandoli su con una schiumarola o un piccolo colino. Saranno conditi nei vassoi, a strati, con il ragù ed il formaggio.

Una poesia di accompagnamento, con una delle poetesse preferite da Bruna Coscini:

...e leggere una lettera alla luce
ormai ingiallita dal tempo
e compitare le sillabe sbiadite
che come vino si esaltavano!
Forse, fra i suoi tesori ritrovare
qualche sgualcito petalo di un fiore,
che fu raccolto un lontano mattino
da un'intrepida mano, ormai consunta...
( Emily Dickinson )

domenica 8 febbraio 2009

Questo mese vi consiglio due letture: IL MISCREDENTE di Mario Lancisi e NUOVI NONNI PER NUOVI NIPOTI di Silvia Vegetti Finzi

Questo freddo mese di febbraio, che non invita ad uscire, che ci chiude nelle case, in attesa della desiderata Primavera, ho finito di leggere due libri veramente belli ed interessanti, che consiglio ai frequentatori del blog:
IL PRIMO, del mio amico giornalista Mario Lancisi, titolo: IL MISCREDENTE; sottotitolo: Adriano Sofri e la fede di un ateo. Costa 12,90 euro.
Nella prefazione di Marco Boato si legge: " Attraverso uno scandagliamento rigoroso e meticoloso della figura di Adriano Sofri emerge da questo volume un'affascinante e coinvolgente avventura intellettuale nel cuore delle vicende politiche, umane ed ecclesiali degli ultimi decenni di storia italiana ed europea.
Conoscendo da molti anni Adriano ( ormai da quasi quaranta anni..), so bene che mai avrebbe immaginato, e nemmeno voluto probabilmente, che tanta attenzione venisse rivolta alla sua persona, tanto più sotto il profilo di una questione così complessa e " riservata" quale quella dei suoi rapporti con Dio, con la fede e con la religione toscana.
Eppure sono convinto che anche Adriano, dopo una prima reazione di sorpresa e persino di "distacco", leggerà questo libro con grande interesse ( e "curiosità", direbbe forse lui stesso ) e lo accoglierà come un dono gratuito e inatteso".
www.edizpiemme.it
IL SECONDO: di Silvia Vegetti Finzi. Titolo: "NUOVI NONNI PER NUOVI NIPOTI"; sottotitolo: La gioia di un incontro. Costo 18 euro.
Di cosa parla : " Certo non ci sono più i nonni di una volta. Ne esistono però di nuovi, più giovani, aggiornati, curiosi, talvolta ancora professionalmente attivi, ben poco disposti a farsi da parte e sempre più capaci di misurarsi con relazioni sociali e familiari profondamente mutate.
Silvia Vegetti Finzi offre un interessante spaccato di questa realtà partendo dall'inedito rapporto tra l'ultima generazione di nonni e quella dei loro giovanissimi nipoti. I nonni di oggi, cresciuti per lo più negli anni del miracolo economico, hanno partecipato alla modernizzazione della società e fruito di un benessere diffuso, ma hanno anche assistito agli sconvolgimenti prodotti dagli anni della contestazione, al rovesciamento dei canoni e dei valori della tradizione.
Ora, in uno scenario caratterizzato dall'eclisse degli ideali politici, dalla precarietà del lavoro, dalla crisi della coppia e della scuola, nonne e nonni, seppure in modo diverso, sembrano costituire l'unica architrave della famiglia. Spesso garantiscono ai figli un aiuto economico e suppliscono alla generale carenza di servizi per l'infanzia prendendosi cura dei nipoti. Esentati da compiti educativi diretti, possono sperimentare il piacere di condividere con i bambini ambiti di libertà, di fantasia e di gioco, ricevendo in cambio affetto e complicità.
La "nonnità" svolge quindi una funzione importante, talora essenziale, ma proprio per questo è sottoposta più che in passato a un carico di aspettative, richieste, pressioni e ricatti affettivi difficili da governare.
Le numerose testimonianze raccolte, organizzate e analizzate per argomenti, fanno di queste pagine un racconto a più voci in cui caratteri e storie molto diverse si incontrano e si confrontano. Ascoltandole i lettori potranno rievocare esperienze indimenticabili, emozioni e trepidazioni, e condividere dubbi e inquietudini. In mancanza di identità precostituite, di ruoli prefissati, di mappe già tracciate è importante, per non smarrirsi, procedere insieme.
Nonni nuovi, dunque, anche nella rinnovata consapevolezza del proprio ruolo, della propria capacità di farsi tramite della memoria individuale e collettiva, e di aprire alle giovani generazioni futuri orizzonti di fiducia e di speranza."

Ed. Mondadori

Un libro veramente bello. Da leggere; non solo i nonni ma anche i figli dei nonni....

sabato 7 febbraio 2009

SAPPIATE una poesia di Pablo Neruda

In questo periodo triste, una riflessione, con una poesia del mio poeta preferito contenuta nel libro " I tortelli della mì mamma...ed altre ricette":


Ohi, la menzogna che vivemmo
fu il nostro pane quotidiano.
Signori del secolo nuovo
è necessario che si sappia
quello che noi sapemmo,
che si veda il contro e il pro,
perchè non lo vedemmo noi,
e che nessuno mangi più
l'alimento menzognero
che li nutriva nel nostro tempo.

Con il padre di Eluana

POLITICA E PIETAS
( di Brunetto Salvarani. IL MANIFESTO del 4 febbraio 2009 )

Ho riflettuto sul caso Eluana. Con fatica, da padre e da cristiano che cerca di vivere la radicalità del vangelo e la fedeltà alla terra, come mi ha insegnato un grande testimone del '900, il teologo Bonhoffer. Non ho raggiunto conclusioni, ma frammenti di pensiero, che dicono la complessità della situazione, insieme alla fragilità di questi giorni. Con delicatezza e senza che appaia come un indice puntato verso chi ha maturato idee diverse, ammetto che personalmente provo perplessità di fronte all'interruzione dell'alimentazione e che se mi trovassi in una condizione simile, vorrei rimanere al mio posto; senza accanimento terapeutico, ma intendendo sperimentare fino in fondo l'esistenza.
Il fatto è che non si tratta di me ma di lei, e quanto per me è un valore potrebbe non esserlo per lei ( e per i suoi). Anzi, come capita spesso, si può percepire come barbarie ciò che per altri è invece addirittura luogo di edificazione. Se distanti visioni della vita producono diverse etiche, non necessariamente esse sono destinate a scontrarsi, ma piuttosto a domandarsi: qual è il bene per te? E' a partire dalla capacità di rispondere a questa domanda, spiga Lèvinas, che si misura il nostro attuale grado di umanità.
Resta il dato non più eludibile, per cui lo Stato laico è convocato a produrre, prendendo spunto dalle etiche plurali dei suoi cittadini, un diritto unico, che riconosca secondo giustizia la possibilità di vivere e di morire alla luce della propria concezione del mondo. E custodendo ferma la distinzione fra etica e diritto. E' poco, è molto? In ogni caso è abbastanza per affermare che, com'è capitato spesso in questo Paese si sta giocando attorno al corpo di una donna una partita asperrima. C'è stato troppo rumore, troppo chiasso, certo, soprattutto in assenza di una legislazione appropriata che dicesse la sua, di fronte ad una situazione limite. Situazione limite che, però, è e sarà sempre più di ordinaria quotidianità, in questi anni di immensi passi avanti sul piano tecnologico e scientifico e, tuttavia, fortunatamente, ancora impossibilitati a pronunciare una parola definitiva in casi simili. Che invece richiederebbero più silenzio, più rispetto per un dramma che si è consumato eccessivamente sotto i riflettori delle telecamere. E se mi è concesso, richiederebbe più pietas. Per la tragedia che, comunque si voglia leggere è ancora in corso, e per le mille altre tragedie del genere che stanno attraversando, le giornate di tanti genitori, mariti, mogli e figli. I quali chiedono umanità insieme ad una legge adeguata che eviti gli arbitrii sempre possibili in sua assenza. Sapranno, la migliore cultura cattolica e la migliore cultura laica di questo Paese sempre più percepito come un'accozzaglia di branchi decerebrati venire incontro a tali esigenze altissime eppure semplicemente umane?
A questo interrogativo è consegnata l'ipotesi che vicende come quella di Eluana non si moltiplichino a dismisura nelle prossime settimane, lasciando alle spalle non solo il dolore di chi le vuole bene ma anche le ennesime macerie di reciproche scomuniche. Non sarà facile, ma è indispensabile augurarcelo. La politica, quella con la P maiuscola è chiamata finalmente a battere un colpo.

martedì 3 febbraio 2009

Una delle poesie che accompagnano i racconti e le ricette del libro " I tortelli della mì mamma... ed altre ricette"

...I sette petali del mare
s'uniscono a questa corolla
con il diadema dell'amore:
accadde tutto nel vaevieni
d'una rosa che cadde nell'acqua
quando il fiume giungeva al mare.
Così un gorgoglio scarlatto
saltò dal giorno innamorato
alle mille labbra dell'onda
e una rosa scivolò via
verso il sole e sopra il sole.

( Pablo Neruda )

La trebbiatura



Dal libro " I tortelli della mì mamma...ed altre ricette"
3° puntata


Dialogando con mia madre, spiegandole che il libro di ricette vuole essere un solo un pretesto per introdurre altri valori, ho ripercorso i ricordi della mia infanzia. Mi sono tuffato nelle immagini delle mie vacanze delle scuole elementari, quando trascorrevo parte dei miei giorni liberi dalla nonna e dai miei zii, in campagna. Il ricordo più vivido che conservo è quello della trebbiatura. Per me, ancora piccolo, era un momento di vera festa, nell'aia, con tutti intorno alla rumorosa macchina trebbiatrice, indaffarati. A me assegnavano il compito di preparare, con un'apposita attrezzatura, i fili di ferro per legare le presse di paglia facendomi sentire importante.
Poi il pranzo. Una tavolata dove c'era tutto, grazie all'autoproduzione contadina che consentiva di sopperire alla miseria di allora. nel mio immaginario c'erano perfino i crostini con i fegatini di pollo, vera specialità della cucina povera toscana. Mia madre ha riposizionato la realtà; i crostini non c'erano. Li ho trovati, senz'altro, nei grandi eventi come i matrimoni. Non mancava però l'abbondanza del cibo che ha alimentato, nel tempo, le mie fantasie imprimendomi nella memoria ricordi indelebili. I lavoratori addetti alla trebbiatura facevano colazione con stoccafisso, tonno con pomodoro e cipolla, prosciutto, arista di maiale e del buon vino rosso. Un buon sostegno per reggere alle fatiche ed al caldo! A pranzo c'era il brodo di gallina e poi una grande quantità di polli e conigli.
Anche sul mio ricordo della trebbiatura come momento di festa mia madre ha qualcosa da dire. Certo, lo era per noi bambini che avevamo compiti secondari e tali da apparire un gioco. E poi, a causa della polvere che la trebbiatrice produceva, gli uomini avevano dei fazzoletti che coprivano la bocca ed il naso - a noi piccoli - sembravano cow-boy.
E lo era in parte anche per le donne che, relegate sempre in casa, vivevano con gioia la trebbiatura per i momenti di incontro che consentiva di avere. Ma c'era anche tanta fatica. Il grano doveva essere falciato nei campi, legato per fare dei balzi e con i balzi delle piccole capanne. I balzi erano poi caricati su un carro e portati nell'aia per la trebbiatura. Alla fatica del lavoro si aggiungeva il caldo, la polvere e il rumore.

domenica 1 febbraio 2009

Senza parole...

Perchè il libro " I tortelli della mì mamma...ed altre ricette"

Eravamo agli inizi degli anni '90 quando ebbi l'opportunità di partecipare, per il mio lavoro, ad un corso di specializzazione sulla formazione alla Scuola di Amministrazione "Bocconi" di Milano.
Durante i giorni di permanenza feci amicizia con colleghi che provenivano da ogni parte d'Italia. Io ero l'unico toscano, o " toscanaccio", come mi definivano al corso. La sera, per la cena, si sceglievano dei buoni ristoranti che ci venivano indicati dalla Scuola. I miei colleghi ne uscivano, sempre, pienamente soddisfatti: " Abbiamo mangiato bene, stasera!" Io annuivo e replicavo: "Sì... ma i tortelli della mì mamma...".
Loro ridevano e mi prendevano in giro.
Con la mia affermazione non volevo rimarcare la capacità di preparare buoni pasti da parte di mia madre, che è innegabile, ma prenderla come simbolo della cucina toscana, così sobria e con sapori semplici preparati con sapiente maestria. La semplicità dei piatti è, senz'altro, collegata ad una storia territoriale, fatta di miseria e povertà che ha imposto alla popolazione di preferire l'utilizzo di alimenti poveri. La sapiente maestria è, invece, legata all'innegabile dote di estro e fantasia di noi toscani.
Una sera, casulamente, c'imbattemmo, nel centro di Milano, in un ristorante gestito da toscani che, appunto, attingevano dalle ricette della cucina, cosiddetta povera, della nostra regione. Fu come un incontro d'amore. Non ci spostammo più, per le nostre cene, da quel ristorante. Il mio amico di Venezia, quello di Genova, l'altro di Ravenna, alcuni di Milano ( che non sapevano cosa avevano nella loro città ) compresero il significato della mia affermazione sui " Tortelli della mì mamma...".
Negli anni a seguire ho, spesso, richiamato questo anedotto nel gustare l'ottima cucina di mia madre durante le cene o i pranzi frequenti della nostra "famiglia allargata". Scherzando, in questi quindici anni, le ho di continuo promesso, facendole nello stesso tempo un complimento: " Un giorno farò un libro di ricette, intitolato: " I tortelli della mì mamma!". Nessuno mi ha mai preso sul serio ben sapendo che sono negato per cucinare ( anche se non per mangiare)e che,difficilmente,
mi sarei avventurato in questa, per me, complessa esperienza. Ma io sono uno al quale piace dare le gambe ai propri innumerevoli sogni anche quelli più strani e difficili da realizzare. E' così che, dopo anni di " incubazione" dietro lo stimolo di intenti solidali ai quali finalizzare le offerte volantarie per il libro, mi sono deciso a mantenere fede alla scherzosa promessa. Era l'anno 2005. Il libro, quindi, è stato dedicato ai difficili ma intensi ottanta anni di mia madre, durante i quali lei ha sempre avuto una grande attenzione per gli altri.
E' chiaro, inoltre, che " I tortelli della mì mamma...ed altre ricette" è un pretesto scherzoso per introdurre delle riflessioni sui valori che la società moderna rischia di cancellare. Quando le ho spiegato il senso del libro che intendevo fare, mia madre ha accolto con favore l'idea. Avendo dedicato una vita tra battaglie ed impegno sindacale, che prosegue tuttora, in difesa dei diritti e dei valori veri, non le sarebbe certo piaciuto essere inserita in un libro che parlasse solo di ricette. E' stata così al gioco prestandosi, con fatica ( non ricordando dosi e preparazione che le vengono per pratica), ad indicarmi alcune ricette oltre, naturalmente, a quella dei tortelli fatti in casa. Ma mi ha raccontato, in aggiunta, delle origini di questa cucina povera e buonissima che faceva la gioia di coloro che partecipavano alla trebbiatura mediante " lo scambio".
Ho voluto inoltre dare al libro un tocco di poesia nella convinzione che i versi poetici siano il sale della vita e che non potevano mancare in mezzo alle pietanze proposte.A questo progetto hanno partecipato attivamente, oltre a Renzo Leoncini, Naida Carducci con le sue buonissime "peschine al cioccolato"; Flavio Cavaliere con i suoi disegni; il mio amico fraterno amico Sergio Mori con le sue foto e l'impostazione grafica; la poetessa Bruna Coscini che nell'angolo a lei riservato ha fatto una vera e propria ricerca, in materia, con interessanti ricordi storici; gli ospiti del CSM con Daniela Ferrini e le altre educatrici del Centro; Grazia Viaggi educatrice alla RSA di Campiglia M.ma; Santa che, con il figlio Maso, conduce la storica pizzeria "Tonino" con una sua ricetta particolare; Soriana con la "consulenza" sulle ricette che scrivevo ed infine un amico, incontrato sul percorso della solidarietà: Daniele ( che allora gestiva il ristorante "Il peccato" che si trova nel centro storico di Piombino ) con i ricordi e le ricette di nonna Ersilia che gli ha insegnato a cucinare in modo veramente eccellente.
A tutti ha dato uno stimolo in più il fatto che il libro non fosse in vendita ma distribuito attraverso presentazioni ripetute, con offerte volontarie da destinare al progetto per la costruzione di un centro scolastico in Bolivia che Nicoletta Mastroleo ci ha indicato, dopo la sua esperienza di volontariato nelle zone povere di quel Paese...
Un grazie a tutti....

UNA DELLE POESIE INSERITE NEL LIBRO

...Stanotte mentre dormivo
ho sognato, felice illusione!
che avevo un alveare
dentro il mio cuore:
e le api dorate
fabbricavano in esso,
con le vecchie amarezze,
bianca cera e dolce miele.

( Antonio Machado )