martedì 31 marzo 2009

Lezione sulle regole di Gherardo Colombo




Avviandomi alla notte, con addosso una certa inquietudine, che spesso mi prende, mi rassereno ascoltando l'ex magistrato Gherardo Colombo, nella trasmissione "Parla con me" della Dandini. Racconta della Costituzione che va a spiegare agli studenti, anche giovanissimi, dopo aver lasciato la Magistratura.
Gherardo Colombo è una delle persone eccezionali che abbiamo voluto - come associazioni - a Venturina, in una affollata ed indimenticabile assemblea a aperlare dei valori dei quali la nostra società deve riappropriarsi.
Sono andato alla ricerca dei suoi ultimi libri sull'argomento e vi propongo - prima di coricarmi, finalmente rasserenato, per aver fatto un'ultima cosa buona, in questa giornata intensa - una breve recensione di uno, invitandovi alla lettura ( come anche io farò). Buonanotte!


Recensione - dalla rete, come le foto - del libro " Sei stato tu?"

La Costituzione spiegata ai ragazzi. La Costituzione ha compiuto 60 anni e Salani Editore la festeggia con "Sei stato tu?", la Costituzione raccontata attraverso le domande dei bambini. Anna Sarfatti autrice del libro, insieme all'ex magistrato Gherardo Colombo, ha chiesto ai suoi studenti di quinta elementare di riflettere sulla Costituzione e di porre domande all'ex- magistrato. " La Costituzione è sentita dai bambini come qualcosa che ti protegge - dice la Sarfatti. Ho molto apprezzato lo sforzo di Gherardo Colombo di essere il più semplice possibile, di usare esempi della vita vera usando parole che i bambini possono capire". - continua l'autrice - " Si rivolge con estremo rispetto ai bambini. Ha risposto a tutte le domande anche se a volte erano un pò ripetitive, in certi momenti però ha saputo essere duro, soprattutto quando si parla dei nostri doveri. Per questo, leggendo le sue risposte, ho pensato: questo è un grande educatore".
Gherardo Colombo aggiunge: " I bambini ti mettono alla prova, ti fanno pensare a cose che tu ti eri dimenticato. Mi sono dimesso dalla Magistratura perchè ritengo ci debba essere giustizia, che si debbano conoscere le regole e perchè ci sono. Il lavoro fatto assieme a questi bambini è importante anche per questo. Se non comprendiamo le regole le rispettiamo perchè siamo costretti da un controllore, se le comprendiamo perchè le abbiamo interiorizzate".

domenica 29 marzo 2009

VERSO LA NOTTE ...con una poesia di Bruna Coscini


fioritura di narcisi bianchi ( Url immagine: www.percorsiverdi.org/comacchio_017 Jpg)

DA UN FIORE

Da un delicato fiore
può trasparire l'anima
di chi ha compiuto il gesto
per farne gradito dono.

Narcisi bianchi sono,
anch'essi così delicati
percepiscono gli insulti
del tempo che passa.
Perdendo il solare
splendore dal suo nascere,
come tutto ciò che vive,
appassisce e muore.

Ma non muore nè
il suo rifiorire,
nè il gesto di amore
che rimarrà inciso
nella memoria.
Bruna
27 febbraio 2008.

COMUNE DEI CITTADINI nasce una lista alternativa nel Comune di Campiglia M.ma



Per ora è stato deciso solo il nome: COMUNE DEI CITTADINI.
Parte dall'esigenza di recuperare la partecipazione nelle scelte e la massima trasparenza. Domani sera, nel coordinamento, sarà avviato il percorso, per la formazione della lista, che sarà discusso in modo aperto, nell'assemblea già prevista per lunedì 6 aprile ore 21, presso la saletta di Venturina.
Nella stessa serata saranno presentati anche il capolista ed il logo che caratterizzerà il nome della lista.
E' ovvio, che a partire dalla prossima settimana, alternerò le mie emozioni, i miei approfondimenti, con notizie sul futuro della lista che si pone in modo alternativo all'attuale modo di governare la cosa pubblica. Ed è altrettanto evidente che mi aspetto dai residenti nel Comune di Campiglia M.ma ( ma non solo ) suggerimenti, idee, proposte, anche critiche. La lista si caratterizzerà per una larga apertura ai giovani che hanno rappresentato la grande novità ed il valore, di questa prima fase costituente.


La foto rilevata da Internet ha come Url immagine: www.enricoalletto.it/reti20.Jpg

Reagire uniti alla paura per uscire dall'isolamento - di Alex Zanotelli



Alex Zanotelli





<SENZA PAROLE...pubblico, quasi integralmente, l'intervento - sul Notiziario - di Alex Zanotelli, senza aggiungere niente. Leggendolo - cliccando sul testo, per ingrandire le parole - comprenderete perchè ed anche il mio ( e non solo) essere legatissimo a lui... cercate in rete Alex Zanotelli: la sua vita, i suoi libri, le sue battaglie. Prenderete forza per le battaglie che ci attendono...
La foto rilevata in Rete, per blog non a scopo di lucro.

sabato 28 marzo 2009

Ancora da "In dialogo". RIPARTIAMO DALLA VITA



Frei Betto

La pastorizzazione della sinistradi Frei Betto
prevale il marketing sui principi, ma il marketing vende illusioni...

...La pastorizzazione elettorale della sinistra corre il rischio di prolungarsi nell'esercizio del potere. Di preoccuparsi di apparire efficente più che esserlo. Governando con l'occhio più propenso ad ascoltare i sondaggi di opinione, abdicando spesso ai suoi impegni presi in campagna elettorale per seguire unicamente la sindrome dell'elettoralismo.
Conservarsi al potere diviene così la sua unica ossessione, tralasciando di amministrare per favorire la maggior parte della popolazione. Questa riduzione ideologica tende a ridurre la politica all'arte di ubbidire ai sondaggi, perchè prevale il senso che l'idea la gente se la fa attraverso i media e non la partecipazione. Delegando completamente il potere elettivo ai mass media. Mass-media, controllati da chi? Che rispondono agli interessi di chi?
E' così che a poco a poco termina la militanza a favore di professionisti della politica salariati. Tutta gente, molto spesso, priva di ideali e di entusiasmo. Qualità fondamentali per lo stare tra la gente.
La politica è sempre stata un fattore di educazione alla cittadinanza. Adesso, svuotata dal contenuto ideologico si sta trasformando in puro affare per accedere alla gestione del potere.
Si elegge chi ha più visibilità pubblica, anche se è sprovvisto di etica, principi e progetti. E' ancora la vittoria del mercato sui vaolri umanitari. Al posto di libertà, uguaglianza e fraternità, entrano con violenza la visibilità, il potere di seduzione e gli ampi mezzi economici a disposizione.
E' il prevalere del marketing sui principi, e come tutti sanno, il segreto del marketing non è vendere prodotti ma illusioni con le quali culla i compratori, nutrendo la loro mente di fantasie, nonostante non riempiano la pancia. Al contrario, alimentano la rivolta degli esclusi, che attratti dalla fantasia, esigono la realtà nella loro maniera.
L'ultima speranza è che ciò che resta della sinistra e altre forze, si impegnino a tuffarsi nel mondo degli esclusi per aiutare a dare consistenza politica alle loro richieste e aspirazioni.
Unica possibilità per un cambiamento.


Pio Campo

Ritrovo la speranza matura di amore
( tratto dall'articolo di Pio Campo: "L'importanza di ascoltarsi per incontrare)

Ritorno in Nepal per la quarta volta. Ascolto le mie scarpe calpestare leggere le stesse strade e scherzare con ogni piccolo ostacolo. Guardo i miei occhi salutare altri occhi e affogare nella delirante e allegra impazienza di essere di nuovo a casa...
Percepisco che i pensieri decidono che direzione prendere, li sento stanchi di abitare vecchie stanze sorde, popolate da mostri selvaggi. Li vedo seguire altre strade e scegliendo, si affollano su nuove possibilità dove si respira sempre qualcosa di vivo...
Mi fa bene sapere che posso creare nuovi mondi decidendo di stare dalla parte che suggerisce esistenza. Vedo lucidamente la terra gridare aiuto e l'urgenza di un tempo che non ha più se stesso ma avverto contemporaneamente un altro volto che assume fattezze di speranza e amore. Ascolto nella danza questa nuova possibilità e so che è valsa la pena non capire non vedere.
Imaro qualcosa.
Capisco adesso l'emozione improvvisa che mi si aggrappa alla pancia quando non sono quì se mi accarezza un vento di cumino, un colore o uno sguardo nepalese. esattamente nella terra dove che la speranza si fosse volatizzata, ritrovo la mia speranza, più solida e battagliera, matura di un amore che nasce dentro di me e che mi fa credere che possiamo veramente cambiare quando ci permettiamo di ascoltare la vita dentro di noi...
Nella danza alla quale dedico il mio cammino, il movimento nasce a partire dall'incontro degli opposti così come nella vita intuisco, danzando, che dietro al dolore esiste un'altra possibilità.
Oggi ho danzato col gruppo degli operatori di un ospedale di psichiatria col quale condividerò questo nuovo tempo nepalese.
Nei loro occhi non abituati culturalmente a posarsi su altri occhi ho scorto un nuovo colore e lo stupore di sentirsi nudi, senza barriere.
Ci muoviamo insieme contro la follia che non sta nella malattia ma nel perdere se stessi.
E nel ritrovare me bacio questa terra che mi riconosce e mi emoziona col suo canto d'amore.
Nonostante tutto.

***

Continuo nel mio desiderio di far conoscere, ai lettori interessati, la natura del nostro percorso. Lo faccio con due persone speciali che trattano due aspetti diversi ma connaturati con il mio impegno e quello del gruppo:
* con Frei Bretto, partendo dal Sud America, ho raccolto le difficoltà di una sinistra che si frammenta e spesso si perde, rispetto alle storiche finalità,come anche e soprattutto da noi. Ed ho trascritto quella parte finale della speranza che Frei Betto auspica per i popoli del Sud America, perchè rappresenta anche la nostra speranza.
* con Pio Campo, partendo dall'importanza di ascoltarsi per incontrare, sono rimasto colpito da un'altra speranza, essenziale per il nostro tempo: la speranza matura di amore. La sua danza curatrice si dispiega in Nepal, in un Ospedale psichiatrico. Ma Pio Campo trasmette il suo linguaggio particolare, attraverso la danza liberatice, anche da noi, attraverso incontri periodici legati alla Rete.

Così il Notiziario della Rete Radiè Resch, che invito ancora a leggere, dimostra ulteriormente la sua utilità, trasmettendo, attraverso persone eccezionali, messaggi d'amore e speranza.
ado
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Le foto tratte da Internet. Sono utilizzate per blog che non ha scopi di lucro.
Rimuovibili se richiesto.

RIPARTIAMO DALLA VITA da "in dialogo"...


Arturo Paoli

da "L'importanza di ripensare l'essere"
l'uomo vince il suo egoismo quando va verso l'altro

...Pare che da Costantino in poi la sfida di Gesù alla società politica sia stata ritirata o perlomeno limitata a quelle dittature politiche che si oppongono ad un riconoscimento della libertà religiosa. La difesa delle vittime dell'ingiustizia non appare sempre come un dovere essenziale del seguace del Vangelo e come una eredità che hanno trasmesso i profeti dell'antico testamento. Eppure nel capitolo XXV di Matteo il Fondatore ci annunzia che saremo giudicati dal nostro comportamento verso i nostri fratelli carenti. Ci basterà avere aiutato con un'elemosina senza difenderli dagli abusi del potere causa diretta delle loro sofferenze? Sono aumentate le vittime dell'ingiustizia umana ed è su questa statistica che si deve giudicare il progresso o il regresso della religione cristiana.
...
Il "cogito" cartesiano ha insegnato alla ragione a volare; ma la ragione non è più tornata ed ha lasciato una terra sempre più desolata ed avvolta nel terrore. Secondo Lèvinas l'uomo vincerà il suo egoismo nel momento stesso in cui va verso l'altro.
...
***


Marcelo Barros

dall'articolo " Per aiutare l'alba a risorgere" di Marcelo Barros

...Quando la Teologia della Liberazione ha avuto inizio, i cristiani si sono inseriti nei movimenti sociali rivoluzionari che presentavano vari aspetti che la Chiesa e l'etica cristiana ritenevano negativi: l'opzione per la lotta di classe, la violenza rivoluzionaria e così via. Diversi di quei gruppi erano marxisti e professavano un ateismo dogmatico. Tuttavia, non per questo, i cristiani hanno rinunciato a parteciparvi. Nonostante i difetti e i limiti di questi gruppi, i teologi della liberazione non si sono rifiutati di pensare la propria Teologia a partire da questa pratica. Perchè rifiutare, oggi, di pensare ad un inserimento ecclesiale ed una conseguente teologia partendo dai processi in atto nei diversi paesi latinoamericani?

Non esiste alcun processo sociale e politico puro e privo di difetti. Accusano Hugo Chàvez di essere accentratore e autoritario, o anche un pò caudillo.
Evo Morales è accusato di pensare al paese più per gli indios che per l'insieme della società. Rafael Correa intende cambiare il paese, come Lula, mantenendo tutti i paradigmi di un'economia neoliberista. E via dicendo. Senza dubbio tutti questi governi, come anche gli altri, hanno dei difetti, e sicuramente non sono santi o immacolati. Intanto è nella realtà concreta di processi come questi che dobbiamo inserirci e collaborare con quanto ci porta verso la liberazione dei nostri popoli.E' certo innegabile che, con tutti i loro difetti, hanno prestato un servizio nuovo ed efficiente alla liberazione dei più poveri.
...

La mia posizione di pastore mi impone di essere solidale con chi soffre.

Il criterio di spiritualità socialista ci viene dato da Monsignor Oscar Romero che dichiarava: " La mia posizione di pastore mi impone di essere solidale con ogni persona che soffre, e di impegnare tutta la mia vita nella difesa della dignità di ogni essere umano".

Molti incuriositi ci chiedono la natura, gli argomenti, quali sono i punti di riferimento, nel cammino che facciamo da tempo, come associazioni Rete Radié Resch
( in particolare) e AttivArci. Ho deciso di mettere nel blog alcuni spunti interessanti dei nostri riferimenti, iniziando dal punto più difficile. Quello di una Chiesa diversa; di chi si batte per una Chiesa diversa; inoltre, della Teologia della Liberazione. Ho scelto, per iniziare, Arturo Paoli e Marcelo Barros, utilizzando il "cuore" di due interventi importanti che possono essere letti, per intero, nel Notiziario della Rete "in dialogo" n.83 marzo 2009 "RIPARTIAMO DALLA VITA".
A seguire, e nello stesso modo, fatto per incuriosire ma anche spiegare e invitare alla riflessione ed alla discussione, riporterò altri spunti, su tematiche diverse.
Attendo considerazioni ed approfondimenti...ado


Le foto sono tratte dalla rete: Paoli, Url www.toscanaoggi.it; Barros, Url www.roseto.com

venerdì 27 marzo 2009

AMA LA TERRA come te stesso di Christoph Baker



La nostra epoca è contradditoria. Grandi possibilità si mescolano a crisi complesse, di carattere culturale, politico, economico e perfino religioso, lasciando nel cuore di molti un senso di pesantezza che rende noioso il presente ed estremamente grigio il futuro. Non mancano i profeti di catastrofi, indubbiamente più numerosi di quelli che invece cercano di scacciare i fantasmi e aprire nuove strade di ottimismo e speranza. In questo libro l'Autore invita a cercare lidi più pacifici e tranquilli " dove le sensazioni e le emozioni riprendano il loro giusto posto nelle nostre esistenze. Quì non ci sono ricette preconfezionate nè teoremi micidiali nè evidenze scientifiche. Vi è solo un invito ad aprire gli occhi, le orecchie, il naso, le braccia, il cuore, le viscere e l'anima per entrare in comunione con tutta la vita che ci circonda... E' un invito romantico, ovvio. E' un appello alla dolcezza, alla contemplazione, alla rinuncia del controllo su tutto".
Un libro decisamente positivo che non tenta di nascondere la realtà ma che vuole combattere il pessimismo, magari invitando a rompere qualche schema troppo rigido per provare che sempre e comunque le risorse siamo noi e solo attingendo a noi stessi ritroveremo la strada della speranza.

Dello stesso autore: Ozio lentezza e nostalgia. Un decalogo mediterraneo per una vita più conviviale. Emi - Bologna


Cristoph Baker collabora da anni alla rivista "In dialogo", Notiziario della Rete Radié Resch.Al notiziario è possibile abbonarsi versando € 35 annuali al c.c.11468519intestato a: Notiziario Rete Radié Resh via delle Poggiole 225 51039 Quarrata (PT)

Il diritto alla tristezza


Cristoph Baker

Sono triste stasera. E ne ho tutte le ragioni. La tristezza è un sentimento che ciascuno di noi vorrebbe scacciare. Ma ci sono giorni nei quali devi conviverci.
La sensibilità è un dono particolare che ringrazio di aver ricevuto. La sensibilità, però, tocca corde particolari che provocano inquietudine e spesso, specie in presenza della morte; di morti assurde, inspiegabili, un velo di tristezza che ti avvolge.
Come una magia; una delle tante magie che attraversano le persone sensibili e le compensano, mi è capitato tra le mani uno scritto bellissimo di uno dei miei punti di riferimento: Cristoph Baker, con il titolo: "Il diritto alla tristezza".
Mi ha confermato quello che ho assimilato, da tempo, imparando a convivere con tratti di tristezza che si mescolano con la mia serenità e la mia gioia di vivere:
" la tristezza ci libera di arroganza, superbie e false certezze". La lettura mi ha fatto sentire subito meglio, accompagnandomi alla notte, allontanando paure ed ansie.
Ho deciso, così, di inserirlo, proprio stasera, condividendo con voi, come sempre, emozioni e riflessioni. Ed ho voluto precederlo con la recensione di uno dei suoi libri "Ama la terra"...buonanotte! Ado


Il diritto alla tristezza di Cristoph Baker

Le spiagge del Gujarat non ospitano villaggi turistici nè stabilimenti balneari. Ad Alang, non vedrai donne in bikini o bambini abbronzati con il secchiello e le palette. Non ci sono ristoranti tipici o bar all'aperto. La sabbia è bianca, ci sono palme, il mare è caldo. Da anni su queste spiagge si smantellano le grandi navi cargo, petroliere, porta container, traghetti, stanche navi da crociera. Ogni mattina, uomini disperati si arrampicano sulle carcasse per tagliare, strappare e rompere tutto quello che può servire per vendere come metallo o ferro all'industria metallurgica dell'India. Sono come formiche questi schiavi senza diritti, senza protezione, senza futuro, che li vedi a volte cadere dalle impalcature rozze che pendono lungo le stive di questi mastodonti del mare venuti a morire quì come pachidermi al cimitero degli elefanti. Cadono, a volte muoiono, ma nessuno ci fa caso, non c'è tempo e non conviene fermarsi. I caporali fanno scavare una buca nella sabbia e ci buttano dentro il corpo senza nome di un disperato in meno.
Un disperato che nessuno rimpiangerà.
...
Questa è solo una piccola storia intima senza pretese di universalità. Ma mi permette di riflettere sul senso della tristezza, questa emozione primordiale che troppo spesso soffochiamo per errata educazione e conformismo alla legge del più forte. Come se reprimere la tristezza fosse un atto di coraggio. Come se non piangere fosse un segno di maturità. " Dai, non piangere!" è il ritornello di premurosi genitori o cosiddetti amici, quando invece ci è crollato un pezzo del mondo e che la disperazione ci chiama perentoria. Quando si misura in un attimo l'abisso fra quello che volevamo e quello che invece siamo riuscito ad afferrare.
E dentro di noi, come un torrente grondante, risale l'assurdo della vita che tutto travolge sul passaggio.

Si tratti di un amore andato alla deriva, di una parola sbagliata detta da una persona cara, di un vuoto all'improvviso che si presenta laddove prima c'era calore. Oppure, che ci si imbatti una volta di troppo nella stupidità umana, nelle atrocità che l'uomo può compiere e non sembra ci siano le condizioni per invertire la rotta. Quando un paesaggio mozzafiato viene stuprato dall'ennesimo obbrobrio costruito in nome del progresso e della modernità e degli affari. Quando un figlio non risponde più agli appelli paterni. Quando l'indifferenza intorno a sè diventa assordante, e uno impazzisce per la mancanza di condivisione.

Ci sono tante buone ragioni di essere tristi. Tanti motivi di sentire il peso della condizione umana. Allora questo sentimento profondo e allo stesso tempo così immediato ci avvolge e ci invita a sgomberare il campo di tutte le - troppe - preoccupazioni futili che riempiono la nostra esistenza, a lasciare perdere la smania di controllare le proprie emozioni. L'uomo o la donna triste è un essere che si ferma un pò, che lascia perdere la corsa sfrenata verso chissà quale traguardo, è una persona che si guarda intorno e dentro, che permette alla tempesta di travolgerla, che accetta la propria dannata fragilità e per un lungo momento lascia che sia la vita a dettare l'agenda. E così facendo, si pulisce dentro. La tristezza apre le porte alla purezza.

Se accettiamo la tristezza, se non la reprimiamo, diventiamo anche più ricchi. Comprendiamo meglio il sorriso goffo di un clown, la dolcezza di una sonata per violoncello di Rachmaninov, la bellezza di un Cristo di Rouault, lo struggente Don Quijote di Giacometti, le eteree poesie di Robert Frost, le pagine malinconiche di Sandor Marai...Siamo più vicini alle cose andate storte, alle vite alla deriva, agli amori incompresi, ai pesi che deve portare l'incolpevole, all'uccellino caduto dal nido, al cane randagio che ulula nella notte buia, al grande pino che il vento questa notte ha divelto. Alla montagna che è franata e al ghiacciaio che si sta lentamente sciogliendo.

Quando si è tristi, poi, si è un attimo lontani dalla stupidità umana, dalla ferocia, dalla violenza, dalla sopraffazione, dall'indifferenza. Si può lanciare uno sguardo distaccato su tutte le meschinità e cattiverie che gli uomini si infliggono l'un l'altro. Si riesce a vedere per quel che sono tutte le miserie e angherie che si fanno gli esseri umani. E capire che da quello non c'è niente di buono da trarre. La tristezza ci libera di arroganze e superbie, di false certezze e ridicole sicurezze, di smanie di dominio e di controllo. La tristezza apre le porte alla libertà.

All'umiltà. Alla consapevoleza che siamo tutti vulnerabili, che ci vuole niente per sconfiggerci, per trafiggerci. Che sono tutte balle tutti quegli inviti alla conquista del mondo, all'affermazione del proprio credo, all'avere ragione. E' tutto un bluff. E' tutto una perdita di tempo, di energia e di vita. La vita è da un'altra parte, laddove si smette di pretendere di capire tutto, di controllare ogni cosa, di credere di essere il più forte. Laddove si sta attenti a non calpestare i fiori, laddove si ascolta il silenzio, perchè dal silenzio nasce la musica.
...
A volte basta anche un treno che si allontana lentamente dalla stazione e porta via per sempre un amore giunto alla fine.
Allora, la nostalgia e la malinconia ci dicono di conservare i ricordi della tristezza. Ci invitano a riflettere sulle nostre azioni, sul nostro fare, sul nostro vagare in questo mondo. Ci indicano una strada dove saranno la dolcezza, la pazienza, l'empatia, l'ascolto e la condivisione a ridarci forza. Dove non si dovrà più calpestare il prossimo per andare avanti. Nè ridurre l'altro ad una semplice comparsa del proprio arrogante destino.

E quando la tristezza si allontana per lasciare il posto alle altre emozioni che ci accompagnano sul sentiero della vita, rimane in noi un sentimento di tranquillità, di pace, di bello. Lentamente torna il gusto di ripartire, di spalancare di nuovo le finestre del cuore, per fare entrare tutti i colori, i profumi, i sapori e la meraviglia della vita che ci circonda. La tristezza ha fatto pulizia, ci ha ridato forza, e ora ci chiede solamente di non smarrire quel sentimento profondo che abbiamo vissuto nel nostro intimo, di tenerlo stretto a ricordarci sempre che siamo ben poca cosa, e che il vero miracolo è arrivare a domani senza tradirsi.
Bonjour tristesse...
Grazie, Cristoph ...

RESTIAMO UMANI di Vittorio Arrigoni



Credo che uno dei mali più gravi del nostro Paese sia l'informazione negata.O distorta. Prendiamo ad esempio Gaza e quello che, laggiù, così lontano, così vicino, è successo a cavallo tra il 2008 ed il 2009. Attraverso gli scritti sul Manifesto di Vittorio Arrigoni ho potuto seguire l'infermo scatenato dagli israeliani su quel disperato territorio. Ho confrontato con i servizi televisivi, così diversi, così incanalati. Beninteso non solo contro Israele ed il bisogno di pace di quel popolo. E non nego gli errori dei palestinesi che, pure, hanno non solo diritto alla pace ma anche a riappropriarsi dei territori sui quali vivere e costruire un proprio futuro. Dico che non è la guerra lo strumento per ottenere queste finalità sacrosante. Non è soprattutto la barbarie della guerra scatenata contro adulti e bambini, senza freni nell'uso di armi sempre più devastanti e spietate.
Torniamo all'informazione. Tutto ora è sparito su giornali e televisione. Niente informazione anche quella distorta e di parte. Sembra che niente sia successo. Che i palestinesi abbiano ritrovato un loro percorso e riescano a vivere, così come si vive noi.
Allora torno al mio blog, ai miei ridotti ( rispetto al mondo globalizzato) lettori, alla cerchia dei miei numerosi amici che so che mi seguono con attenzione, condividendo le mie emozioni. Trascrivo dal libro di Vittorio Arrigoni "RESTIAMO UMANI" un brano scitto il 30 dicembre 2008: " Le fabbriche degli angeli". Il libro che si trova nelle cartolerie al costo di 7 euro è veramente una testimonianza eccezionale, da leggere nella sua interezza.
ado


"Le fabbriche degli angeli"

Jabalia, Beit Hanun, Rafah, Gaza City, le tappe della mia personale mappa dell'inferno. checchè vadano ripetendo i comunicati dei vertici militari israeliani, trasmessi a grancassa dai mass media europei, in questi giorni sono stato testimone oculare di bombardamenti sopra moschee, scuole, univerità, ospedali, mercati, e decine di edifici civili.
Il direttore medico dell'ospedale Al Shifa mi ha confermato di aver ricevuto telefonate da esponenti dell'Idf ( l'esercito israeliano) che gli intimavano d evacuare immediatamente le corsie, pena una pioggia di missili. Non si sono lasciati intimorire. Il porto, dove dovrei dormire - ma a gaza non si chiude un occhio da quattro giorni - ma a gaza non si chiude un occhio da quattro giorni - è costantemente soggetto a bombardamenti notturni. Non si odono più sirene di ambulanze rincorrersi all'impazzata, semplicemente perchè al porto e nell'area circostante non c'è più anima viva, sono morti tutti, sembra di poggiare i piedi su un cimitero dopo un terremoto.
La situazione è davvero da "catastrofe innaturale", un cataclisma di odio e cinismo piombato sulla poplaione di Gaza come " Piombo fuso" che fa a pezzi corpi umani e, contrariamente a quanto si prefigge, compatta i palestinesi tutti: gente che prima nemmeno si salutava, perchè appartenenti a fazioni differenti, ora si è ritrovata unita, vittima di una immane tragedia. Quando le bombe cadono dal cielo da diecimila metri, state tranquilli, non fanno distinzioni fra le bandiere di Hamas e quelle di Fatah esposte sui davanzali. Non esistono operazioni militari chirurgiche: quando si mettono a bombardare l'aviazione e la marina, le uniche operazioni chirurgiche sono quelle dei medici che amputano arti maciullati alle vittime senza un attimo di ripensamento, anche se spesso braccia e gambe sarebbero salvabili. Non c'è tempo, bisogna correre, le cure necessarie per un arto seriamente ferito potrebbero rappresentare la condanna a morte per il ferito successivo in attesa di una trasfusione. All'Ospedale di Al Shifa ci sono 600 ricoverati gravi e solo 29 macchine respiratorie. Mancano di tutto, soprattutto di personale preparato.
Per questa ragione, esausti più che per le notti insonni per l'immobilismo e l'omertà dei governi occidentali complici di fatto dei crimini di Israele, abbiamo deciso di far partire ieri da Lamaca ( Cipro ) una delle nostre barche del Free Gaza Movement con a bordo 3 tonnellate di medicinali e personale medico. Li ho aspettati invano, avrebbero dovuto attraccare al porto alle 8 di questa mattina. Sono invece stati intercettati a 90 miglia da Gaza da undici navi da guerra israeliane, che in acque internazionali hanno ripetutamente cercato di affondarli. Li hanno sperati tre volte, causando unìavaria ai motori e una falla nello scafo. Per puro caso l'equipaggio e i passeggeri sono ancora vivi e sono riusciti ad attraccare nel porto di Tiro, nel sud del Libano.
Sempre più frustrati dall'assordante silenzio del mondo "civile". i miei amici ci riproveranno presto; hanno scaricato infatti i medicinali dalla nostra nave danneggiata, la Dignity, e li hanno caricati su un'altra imbarcazione, pronta a salpare alla volta di Gaza.
Molti giornalisti che mi intevistano mi chiedono conto della situazione umanitaria dei palestinesi di Gaza,come se il problema fosse la mancanza di cibo, acqua, elettricità, gasolio, e non chi causa questi problemi sigillando confini, bombardando impianti idrici e centrali elettriche. All'Ospedale Al Awda di Jabalia ho visto confluire cadaveri e feriti non su ambulanze, ma sopra carretti di legno trainati da animali.
Carri armati, caccia, droni, elicotteri apache, il più grande e potente esercito del mondo in feroce attacco contro una popolazione che si muove ancora sui somari come all'epoca di Gesù Cristo. Secondo "Al Mizan", un centro per i diritti umani, al momento in cui scrivo sono 55 i bambini coinvolti nei bombardamenti, 20 gli uccisi e 35 i gravemente feriti.Israele ha trasformato gli ospedali palestinesi in tante fabbriche di angeli, non rendendosi conto dell'odio che fomenta non solo in Palestina, ma in tutto il mondo. Le fabbriche degli angeli sono in produzione a ciclo continuo anche questa sera, lo avverto dai fragori delle esplosioni che sento fuori dalle mie finestre.
Quei corpicini smembrati, amputati e quelle vite potate ancora prima di fiorire saranno un incubo per tutto il resto della mia vita, e se ho ancora la forza di raccontare della loro fine è perchè voglio rendere giustizia a chi non ha più voce, forse a chi non ha mai avuto orecchie per ascoltare.
Restiamo umani.
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Frasi nel libro:
" Solo i morti hanno visto la fine della guerra"
Platone, apogrifo

" Dedico questo libro da ferito a morte non ai morti,
ma ai feriti di questa orrenda strage".

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La foto all'inizio: Url: gazachildabidkatebgetty_thumbmail
tratta dalla rete per blog non a scopo di lucro.
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Vittorio Arrigoni

giovedì 26 marzo 2009

MORIRAI con dolore...



La legge sul testamento biologico diventa una feroce truffa. Il Senato respinge l'emendamento che permetteva l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione forzata in base alla volontà del malato. Il centrodestra cancella ogni diritto di libertà...Ora avanti con il referendum.

Sono indignato e torno sul problema, già trattato nel blog, con il caso Eluana. Lo faccio riportando dei brani di un articolo di Luigi Ferrajoli, apparso sul Manifesto di oggi.

I SOVRANI DEL CORPO

Il disegno di legge sul testamento biologico approvato in Commissione e attualmente in votazione al Senato - che ieri ha confermato l'impossibilità di sospendere l'idratazione e l'alimentazione forzate a prescindere dalla volontà del paziente anche quando è espressamente nota - non introduce affatto nel nostro ordinamento il testamento biologico o, come preferisce chiamarlo, la "dichiarazione anticipata di trattamento". Al contrario lo esclude sotto più aspetti che equivalgono ad altrettante negazioni dei principi di libertà e dignità della persona stabiliti dalla nostra Costituzione. La sua norma più assurda concepita chiaramente per volontà di rivalsa sulla conclusione del dramma di Eluana Englaro, è l'articolo 3 comma 6:- "Alimentazione e idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento". E' con questo gioco di parole, chiamando "forme di sostegno vitale" e così escludendo dalla dichiarazione anticipata quelli che sono chiaramente trattamenti sanitari, che questa norma tenta di aggirare il divieto costituzionale che taluno sia ad essi sottoposto obbligatoriamente.
Ma la truffa non cambia la natura delle cose: a questi trattamenti o forme, se si preferisce, di sostegno vitale, dice l'articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato.
C'è in proposito una questione che è di solito svoltosi sull'idratazione e sull'alimentazione forzata l'opinione pubblica si è divisa tra chi considera queste pratiche dei trattamenti terapeutici e chi le ritiene equivalenti al dar da bere agli assetati e da mangiare agli affamati. Ma la Costituzione non parla di " trattamenti terapeutici ", bensì più genericamente, di " trattamenti sanitari", cioè di interventi che richiedono l'assistenza di personale sanitario, l'opposizione di sonde o sondini, la somministrazione di preparati farmacologici e simili.Ciò che insomma la Costituzione intende garantire, escludendo il carattere "obbligatorio" di tali interventi, è che non si possa essere "trattati" contro la propria volontà.
Dovremo domani pretendere sempre, se questo principio costituzionale sarà violato, di morire nel nostro letto per non rischiare, una volta ricoverati in ospedale, di essere catturati da una macchina e di essere sottoposti, senza il nostro consenso, a idratazione e ad alimentazione forzate?
Ma c'è un secondo aspetto, più grave, di incostituzionalità e prima ancora di immoralità dell'idratazione e dell'alimentazione forzata. Queste ptatiche, se non consentite dall'interessato, ledono non solo il diritto della persona di rifiutare trattamenti sanitari non graditi, ma anche l'habeas corpus e l'immunità da torture.

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mercoledì 25 marzo 2009

INTEGRAZIONE



Stasera sono molto triste. Avrei voluto raccontare tante cose. In particolare della scuola; di coloro che la frequentano; degli amici che incontrerà Bianca quando inizierà il suo percorso alle elementari; del loro colore, delle loro origini, delle loro condizioni fisiche. Dell'integrazione, insomma. Ma ho la morte nel cuore per un avvenimento molto triste, del quale non riesco e non voglio parlare. Non trovo la serenità necessaria. Rinvio l'argomento, che introduco soltanto con una poesia di Gianni Rodari che mi sono andato a ricercare in uno dei miei scritti nell'angolo del sognatore ospitato - anni fa - mensilmente su un giornale locale:
" Mi farebbe piacere fare il giro del mondo in aereoplano... Ogni tanto guarderei giù, vedrei passare i paesi, i mari, le città e la gente che ci sta. E quando i bambini mi saluteranno con un fazzoletto, io getterò un biglietto con scritto così:
Vogliatevi tutti bene, il bianco, il giallo, il moretto. Vi farò fare un giretto quando ripasso di quì".

martedì 24 marzo 2009

La parola, che mi fa sentire la presenza di una Forza Superiore


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Collego questo scritto, riportato nel libricino che ho dedicato ai cinque anni della mia nipotina Bianca, al brano di Claudia Pecoraro " Il linguaggio delle api". La parola, il linguaggio, la comunicazione hanno una complessità e , nello stesso tempo, una grandezza che riesco a spiegare solo attraverso una Forza Superiore...
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Cinque anni. Cresci e mentre cresci rafforzi in me la presenza di una Forza Superiore, che già avevo dentro e che ha assunto tutta la Sua grandezza con la nascita di mamma e con la tua; con il grande amore che, questi due splenditi regali che ho ricevuto, mi ha fatto avere nei confronti della Vita. Quando ti guardo spesso mi commuovo. Vorrei fissare ogni momento della tua crescita; così ho inventato le "fotografie da raccontare" . Ma è la parola; la tua straordinaria capacità di usarla, crescendo, che mi fa sentire la presenza di una Forza Superiore. Quella Forza che mi spiega l'inspiegabile, che mi dà gioia; che mi fa superare dolori ed amarezze; che mi consente di migliorare; di amare; di essere sereno; di guardare all'altro; di essere solidale; che mi fa Vivere. Non riesco a racchiudere nella sola spiegazione scientifica la complessità ed anche la perfezione del corpo umano, dei suoi sensi ma anche l'organizzazione ed il linguaggio delle api. Di ciò che ci fa comprendere ed agire; della vista del tramonto e delle sensazioni che ciò provoca; del concepimento della vita e del suo realizzarsi; dell'emozione di una carezza, di un bacio; dell'ascolto di una canzone; dell'intreccio incredibile con la Natura che ci circonda e ci dà vita ed emozioni. Ma ora mi emoziona il tuo uso della parola che misura il tuo crescere. Arricchisci il tuo linguaggio con la tua spiccata curiosità. Mentre andiamo in auto, accompagni il canto di Jovanotti che abbiamo ascoltato per tutta l'estate. Ad un tratto una sua canzone dice:"..ci manda in orbita, ci manda in orbita..". Tu mi chiedi: " Cosa vuol dire, nonno, in orbita? ". Io ti spiego il significato e sento che il tuo uso della parola si arricchisce.Così ti scatterò ancora decine di foto da raccontare mentre fingi di telefonare, imitando in bravura i famosi dialoghi di Gigi Proietti o mentre fingi di essere una negoziante o una cameriera. E mentre come un giocaliere prendi sempre più confidenza con la parola, mi scopro ad ossevarti, ad ascoltarti stupìto e esplode la grandezza della Forza Superiore che mi sento dentro. Della quale non so darti spiegazioni; so solo che per me esiste e Le dico grazie, così come dico grazie alla Vita...

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Il racconto è tratto dal libricino "Avrai..." che ho scritto a Bianca per i suoi cinque anni.
Declaimer: La foto all'inizio è stata tratta dalla rete ed è utilizzata nel blog, che non ha scopo di lucro, nella convinzione che non sia coperta da copyright.
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Il linguaggio delle api - di Claudia Pecoraro III° parte





Gli studi più recenti si sono tuttavia focalizzati sulla scoperta di sostanze odorose che funzionano da mediatori di informazioni. Queste nuove conoscenze hanno contribuito notevolmente a spiegare la complessità dei fenomeni dell'alveare, ad esempio, come fanno queste ultime a capire le differenze di età delle larve e di conseguenza quale tipo di cibo deve essere loro somministrato.
Questi tipi di comunicazione avvengono appunto tramite i feronomi: sostanze odorose che, prodotto da un soggetto, producono una reazione comportamentale in uno o più di uno dei suoi simili.
I feronomi dell'ape regina sono definiti "feronomi primari" ed esercitano un livello di controllo più profondo sulle attività della colonia. Essi possono essere stimolatori o inibitori a seconda della situazione. Anche la " casa" delle api, cioè il loro alveare, è contraddistinta da un particolare odore, che deriva da quello emesso dalle sue abitanti, il quale si fissa nella cera e diventa odore di riferimento a cui le guardiane paragonano le api che arrivano all'alveare, dividendole in api di casa che vengono accettate e api estranee che sono accettate solo se portano qualcosa.
...
Le api hanno, insomma, un linguaggio talmente sofisticato che, per spiegare come funziona, gli studiosi sono costretti a ricorrere a concetti tratti dall'ottica, dalla geometria e dalla dinamica. Conoscere il loro mondo non fa altro che aumentare il nostro senso di rispetto per queste creature, il cui sistema di comunicazione è solo parte della eccellente organizzazione della loro società.
Ancora una volta, dagli animali c'è solo da imparare.
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Ringrazio Claudia, per la straordinaria rappresentazione - riportata in Terranauta - del mondo delle api, della loro organizzazione e, soprattutto, del loro linguaggio. Come preannunciato tornerò sul tema del linguaggio con un pezzo che ho scritto per la mia dolcissima nipotina Bianca dove descrivo il mio sentire una "Forza Superiore", per la grandezza del suo appropriarsi del linguaggio, della comunicazione, crescendo.
Ringrazio, di nuovo Claudia ed il mio amico Sergio, per le foto all'inizio del racconto.
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domenica 22 marzo 2009

RESTIAMO UMANI di Vittorio Arrigoni



IL LIBRO DEL MESE ( si può trovare in edicola insieme al Manifesto al costo di 7 euro ).

I giorni della sanguinosa offensiva israeliana "Piombo fuso" contro la Striscia di Gaza, andata avanti dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009, nel prezioso resoconto quotidiano di Arrigoni, spesso scritto in condizioni difficili, durante i bombardamenti, nei rari internet point dotati di un generatore autonomo di elettricità.
Senza la presenza nella Striscia del pacifista dell'International solidarity movement anche il Manifesto avrebbe potuto riferire della guerra a Gaza solo attraverso i lanci delle agenzie di stampa.
Questa piccola ma preziosa pubblicazione dunque, raccoglie l'unica testimonianza quotidiana diretta di quel bagno di sangue.

_______________Alcune frasi di accompagnamento:

" I civili di Gaza hanno a disposizione 3 ore al giorno per cercare di sopravvivere; i soldati israeliani le restanti 21 per cercare di sterminarli"

John Ging capo dell'Unrwa ( Agenzia Onu )

" Quando emergeranno le enormi distruzioni della Striscia di Gaza, non potrò più andare ad Amsterdam per turismo, ma solo per comparire davanti al tribunale Internazionale dell'Aja".

Ministro Israeliano ( anonimo )

RICORDANDO TONY ANDRES INNOCENTI...Con un suo libro " Violenza sessuale"



Ieri con una cerimonia commovente e la collocazione di due targhe che legano il nome di Tony Andrés Innocenti al Punto Nascita dell'Ospedale di Piombino, è stato ricordata una persona speciale deceduta in un tragico giorno di dicembre, a seguito di un incidente stradale. Tony era anche un mio grande amico. Aveva 49 anni ed una grande voglia di vivere. Anzi, per me, per tantissimi che gli hanno voluto bene e gli vogliono bene, per le sue qualità, Tony era la Vita. Se mi avessero chiesto di identificare in una persona la Vita, l'avrei identificata in Tony. Così con la sua morte mi è subentrato un tremendo sconcerto. Non riesco a togliermi di dosso le sue risate coinvolgenti, il suo travolgente modo di comunicare, la sua profonda umanità. Come ho fatto per le rarissime persone speciali che la morte mi ha sottratto l'ho assorbito dentro di me. Cercherò di farlo rivivere nelle mie azioni che avranno tutta la positività che mi ha trasmesso. In questo modo Tony cercherò di farlo vivere anche dentro di me come in migliaia di persone che lo hanno conosciuto e non lo dimenticheranno. Mi mancherà perchè non c'è più. Ma non accetto la sua morte. Sarà e vivrà dentro di me. Cercherò di migliorarmi, di non tradirlo. Così come ho fatto con mio padre, anche lui speciale; anche lui morto giovanissimo. Ho dovuto far passare un giorno per smaltire tutta l'emozione di ieri e ricordarlo, con parole in libertà, sul mio blog.
Ho condiviso l'idea di destinare i fondi raccolti in suo ricordo per un concorso nelle scuole medie superiori sui temi della sessualità; della violenza sessuale. Temi che trattava con grande bravura nei moltissimi libri che ha scritto e nelle lezioni con i ragazzi delle scuole medie.
Proprio per farlo rivivere, attraverso le sue idee, riporto la presentazione di un suo libro "Violenza sessuale", scritto in collaborazione con Noretta Lazzeri. Su altri tornerò...

VIOLENZA SESSUALE

" Inserire in questa collana la tematica della violenza sessuale ci è sembrato doveroso. La violenza sessuale è un fenomeno sommerso da sempre presente nella storia dell'umanità; ciò però non può giustificare l'assenza di una cultura contro questo atto vergognoso per il maschio, umiliante per la donna. L'abuso sul corpo ha una storia nella storia dell'umanità; passa attraverso le torture e arriva fino alla violenza sessuale.
Di violenza sulle donne si parla soltanto quando emergono fatti di cronaca, poi cade nel dimenticatoio. Esiste una lunga serie di resistenze culturali che hanno impedito per venti anni l'approvazione di una legge che tuteli la vittima.
Diversa è la problematica sulle molestie sessuali che rappresentano un tema contemporaneo, tipico della società moderna occidentale. Le molestie non rappresentano nei fatti la premessa per la violenza sessuale ma sono sicuramente la base culturale di una sessualità vissuta in modo errato e il tentativo di limitare la libertà delle persone. Speriamo di portare un contributo alla discussione ma soprattutto alla crescita nel rispetto di tutti noi indipendentemente dal sesso e dai gusti sessuali."
Tony Andrés Innocenti
__________Una frase tratta dal libro:
" Desiderare è vita.
Violentare è uccidere il desiderio.
Violentare è uccidere la vita interiore di ogni persona vittima
di uno stupro".
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La bellissima foto all'inizio dei brani è tratta dal blog "Indaffarato" che ringrazio per l'autorizzazione alla pubblicazione.

Il linguaggio delle api - di Claudia Pecoraro - parte II



Proseguo nella scoperta dell'incredibile mondo delle api, dopo che ho appreso della loro essenzialità per la nostra esistenza. Non le credevo così importanti ed avevo sommarie conoscenze sulla loro organizzazione di vita che credevo più elementare.
Ringrazio Claudia ( della quale mi sento amico - potenza positiva della rete, se usata bene ) per l'affascinante racconto. Cercandola in rete al sito Terranauta farete scoperte incredibili. Vi invito ad andare...
Io ho già "adocchiato" i suoi scritti sulla vita delle formiche, altri animaletti che mi attirano e che entravano sempre nelle favole che scrivevo ad Erika, mia figlia, quando era piccola e che ora ripropongo alla mia nipotina Bianca. Naturalmente "ruberò" ancora a Claudia...Ringrazio anche il mio amico fraterno Sergio per le foto che accompagnano le mie riproposizioni e che "regaliamo" a Claudia se ha interesse ad utilizzarle...


Il linguaggio delle api

Oggi tale linguaggio è stato decifrato ed è ancora oggetto di nuovi studi. Nel 1973 Karl von Frisch ha ricevuto il premio Nobel proprio per le sue ricerche scientifiche sull'argomento. Si tratta di un linguaggio simbolico con cui l'ape non solo comunica alle compagne l'ubicazione della fonte di cibo, ma anche le difficoltà che si possono incontrare per raggiungerla. Quando un'ape bottinatrice scopre una nuova fonte di nettare, ritorna all'alveare per indicarne la posizione esatta alle altre api, attraverso dei movimenti precisi. Ed il loro modo di esprimersi viene opportunamente paragonato ad una danza. Se la fonte di cibo si trova entro 25 m. di distanza all'alveare, l'ape esegue una danza circolare, alternando un giro in senso orario e uno in senso antiorario. Se essa si trova invece ad una distanza superiore ai 25 m. l'ape esegue una danza diversa: si muove descrivendo un otto e facendo ondeggiare l'addome. Le altre api annusano il nettare sul suo suo corpo e si uniscono alla danza. Quindi prendono il volo per trovare i fiori con lo stesso odore dell'ape messaggera.
...
Altrettanto importante è la velocità dell'esecuzione della danza: maggiore è la distanza del cibo, più la danza è eseguita con lentezza e più marcato sono i movimenti dell'addome.
Ma la danza non è l'unico modo di comunicare delle api. E' stato accertato per esempio, che il ronzio dell'alveare può variare in intensità e frequenza a scopo di comunicazione, ed è stata individuata una frequenza tipica in ogni situaione dell'alveare.
(continua)

sabato 21 marzo 2009

Il linguaggio delle api - di Claudia Pecoraro



Perchè torno a parlare di nuovo delle api, questa volta con un articolo a puntate di Claudia Pecoraro che ho scoperto nel magico mondo delle rete Internet e con una foto del mio amico fraterno Sergio Mori ?
Mi affascinano due cose che mi hanno conquistato, indagando su questi preziosi animaletti. La prima è la loro indispensabilità per l'ecosistema e quindi per il futuro del pianeta Terra. La seconda è il sistema di comunicazione assai raffinato che hanno e che mi fa sentire la presenza di una Forza Superiore ( sulla quale tornerò con un raccontino, tratto dai libricini scritti per la mia nipotina Bianca, che parla delle sue evoluzioni nell'apprendimento - altrettanto magico - del linguaggio, via, via che cresce ).
Riporto la prima parte dell'articolo di Claudia Pecoraro che ringrazio per l'autorizzazione - tratto da Terranauta:


Il linguaggio delle api.

Un viaggio affascinante e sorprendente alla scoperta del linguaggio delle api che, per far sopravvivere la loro complessa organizzazione, hanno sviluppato un sistema di comunicazione assai raffinato, attraverso la danza e l'emissione di sostanze odorose.
L'aspetto più interessante di questi piccoli imenotteri è il loro carattere sociale e gregario che porta ciascuno individuao a vivere in interdipendenza funzionale con gli altri; un'ape separata dal gruppo per più di 2-3 giorni è destinata a morire. All'interno della colonia ogni ape ricopre un ruolo e svolge delle funzioni ben precise, tutte finalizzate al benessere e alla salvaguardia della comunità, anche a costo di perdere la propria vita. Un alveare, per sostenersi nel corso di un anno, ha bisogno di consumare un gran quantitativo di miele, di polline ed acqua, risorse energetiche che non potrebbero essere prodotte se ciascuna dovesse crearsi da sola la fonte nettarifera per far bottino. Proprio per questo le api attivano speciali modi di comunicare attraverso cui si suggeriscono dove andare a cercare il cibo.
( continua)

giovedì 19 marzo 2009

Le api sono tornate



Finalmente un'ottima notizia: in California sono tornate le api. Non è questione di poco conto, come potrebbe sembrare. Grazie all'impollinazione, questi piccoli insetti permettono il mantenimento dell'ecosistema mondiale. Erano tre anni che in California erano scomparse, facendo disperare gli agricoltori delle coltivazioni di mandorle californiane, che rappresentano circa l'80% delle mandorle di tutto il mondo. I motivi della loro sparizione non sono mai stati chiariti nonostante numerose ricerche. Si è parlato degli ogm, dell'inquinamento, dell'effetto serra, dei pesticidi e dei cellulari. Ma l'importante è che sono tornate in massa le api. La fine del mondo è scongiurata.

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Ho voluto pubblicare questi brani, tratti da articoli apparsi su "Repubblica", perchè si inseriscono bene nei temi che come associazioni Arci, Rete Radiè Resch e "Ciao Enrico", da tempo, trattiamo con iniziative riguardanti il futuro del pianeta Terra. Tornerò sull'argomento avvalendomi anche degli spunti interessanti rilevabili da Terranauta, dove ho preso anche la foto di Claudia, che mi ha autorizzato alla pubblicazione.
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domenica 15 marzo 2009

Condivido con il mio amico Mario Lancisi due sue note su temi di grande attualità


Mario Lancisi ( foto lax.rmwebmedia.com )

La mia patria
( dal sito Altrimondi;postato il 9 marzo 2009 ).

A proposito di clandestini riassumo il mio pensiero con una frase ( perdonatemi l'autocitazione ) di don Milani tratta dal mio libro sul priore di Barbiana ( "Don Milani. La vita" . Piemme ). Mi piacerebbe che venisse imparata a memoria e scritta nei luoghi pubblici, nelle bacheche dei giornali, nei nostri cuori.
" Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri".

Il pranzo è servito
( in dialogo n.82. Notiziario della Rete Radiè Resch di Quarrata )

Oggi ho mangiato una fetta di cocomero: 2 euro e 50 centesimi.
Oggi ho scritto un articolo ( sul Tirreno del 10 settembre) sui costi della mensa della Regione. Ad un assessore e ad un consigliere ( che guadagnano lauti stipendi ) un pasto completo ( primo secondo, contorno, frutta, dolce) costa 2 euro e 50 centesimi.
Sui dettagli vi invio all'articolo. Una riflessione: se consiglieri e assessori pagassero per intero il costo del pranzo la Regione risparmierebbe poche centinaia di euro. Un'inerzia per un bilancio di oltre 10 miliardi, ma sarebbe un segnale forte sul piano morale. Mi viene da ripensare a Parri che dormiva in una stanzuccia, a Einaudi che divideva una pera con i suoi commensali, a La Pira che quando andava a Roma come sindaco pranzava ad acqua e limone...
Io aggiungo anche Enrico Berlinguer che lanciò l'austerità come modello per cambiare gli stili di vita e salvare il nostro futuro.

Nota: con Mario Lancisi, giornalista del Tirreno, ho stretto amicizia in occasione di due iniziative pubbliche organizzate da AttivArci e Rete Radié Resch sulla pace ( a Venturina) e su don Milani ( a Suvereto ) presentando due suoi libri.

Energia nucleare? No, grazie - di Alex Zanotelli



Alex Zanotelli è missionario comboniano, vive nel quartiere Sanità a Napoli.

Il governo Berlusconi, grazie al ministro Scajola, ha rispolverato il nucleare civile come soluzione ai problemi energetici. Il fatto grave è che anche l'opposizione, il PD in particolare, condivide questo programma.
Il governo Berlusconi sostiene che il nucleare è l'unica via per risolvere i nostri problemi energetici e salvarci dal disastro climatico.
Noi invece affermiamo che il nucleare civile " è una cinica scommessa dell'industria nucleare per salvare se stessa" ( questa è la conclusione a cui arriva la rivista americana Sojourners).
Per quali ragioni affermiamo tutto questo?
1. Il costo. In questi ultimi 40 anni l'energia prodotta dal nucleare negli Stati Uniti è costata 492 miliardi di dollari. Questo senza contare i costi dell'eliminazione delle scorie atomiche, la chiusura degli impianti atomici e gli incidenti, che richiederebbero altri 375 miliardi di dollari. Nonostante queste cifre incredibili, l'energia nucleare prodotta dagli impianti rappresenta solo l'8 o al massimo il 10% dell'energia usata negli USA.
2. Il pericolo di incidenti. L'agenzia di informazione nucleare ( NIRS ) afferma che: " L'operazione di 2000 reattori ( 1500 nuovi, 440 in funzione) potrebbero causare un incidente nucleare come quello di Cernobyl ogni 5 anni". Oltre agli altri disastri già noti, ricordiamo che il 90% degli 800mila pompieri e incaricati delle pulizie al reattore di Cernobyl( 1986) sono diventati poi invalidi o inabili al lavoro.
3. Il pericolo di attacchi terroristici. Dopo l'11 settembre c'è sempre più paura che gli impianti atomici possono diventare obiettivi di attacchi terroristici con conseguenze drammatiche per le popolazioni.
4. Proliferazione nucleare. La connessione tra energia nucleare e armi nucleari è reale e più reattori atomici verranno costruiti, più difficile sarà controllare la produzione di armi nucleari.
5. I rischi del nucleare. Nessun impianto atomico è completamente sicuro.
6. Scorie atomiche. Ancora oggi le scorie atomiche, dopo 40 anni di nucleare civile, sono semplicemente stoccate nei siti dei reattori, perchè a tutt'oggi non c'è soluzione. Le scorie atomiche durano 200mila anni.
7. Tecnologie non collaudate. Penso abbia profondamente ragione il fisico Angelo Baracca, quando afferma nel suo recente libro " L'Italia torna al nucleare?": " Non è serio promuovere un grandioso programma di rilancio del nucleare civile fondato su una scommessa con il diavolo, cioè confidando interamente su tecnologie nuove non collaudate che si stanno esplorando e che non saranno disponibili prima di 30 anni". Baracca affonda il coltello nella piaga quando sostiene:" La critica più radicale che prima di ogni altra muovo personalmente ai programi di rilancio del nucleare è di alimentare ancora l'illusione che sia possibile continuare a consumare energia e a continuare a crescere. Il pianeta non sarà in grado di reggere ritmi di crescita e di consumo di questo genere". E' chiaro che anche in campo energetico dobbiamo ridurre i consumi. Infatti la prima grande risorsa che abbiamo è il risparmio energetico: no a enormi msprechi e ad usi irrazionali. Gli spechi più ignobili sono le guerre. Le spese militari hanno raggiunto nel mondo i 1200 miliardi di dollari all'anno e la guerra in Iraq da sola costa agli USA 3000 miliardi di dollari.
Dobbiamo invece puntare sulle fonti rinnovabili come il sole e il vento. Questa è oggi una scelta obbligata, la sola che può offrire prospettive nuove e sostenibili. Tutto questo costituisce per me un problema di carattere morale ed etico di enorme importanza. Per questo non condivido la presa di posizione del Cardinale Martino il quale sostiene la validità del nucleare civile.
In un'intervista a Radio Vaticana ( Zenit 12.06.2008) il card. Martino affermava infatti: "(...) Perchè precludere l'applicazione pacifica della tecnologia nucleare? (...) Assicurata la sicurezza degli impianti e dei depositi, regoalti in maniera severa la produzione, la distribuzione e il commercio di energia nucleare, mi sembra vi siano i presupposti per una politica energetica 'integrata' che contempli quindi, accanto alle forme di energia pulita, anche l'energia nucleare".
Dobbiamo aprire in seno alla Chiesa un largo dibattito su questo tema. Chiedo anche che tutti i movimenti italiani per la pace si oppongano unanimemente al rilancio del nucleare. Sono sicuro che otterrebbero un buon appoggio dal popolo italiano, come già espresso nel referendum del 1987.
Per ottenere questo è fondamentale l'unità di tutti i movimenti per la pace in Italia: è in ballo il futuro del pianeta e della vita. Diamoci da fare tutti perchè vinca la vita.

( In dialogo - notiziario della Rete Radié Resch - n.82.2008. Anche io,con un gruppo di persone che si riunisce mensilmente, per azioni di solidarietà ed approfondimenti sugli stili di vita, accompagnati da iniziative pubbliche,faccio parte oltre che di AttivArci della Rete Radié Resch. La foto di Alex Zanotelli tratta da Internet: www.vitatrentina.it)

sabato 14 marzo 2009

la poetessa dei cedri - Joumana Haddad



Interprete del progresso, paladina della "liberazione" nel suo significato più ampio, Joumana Haddad, tra le più importanti poetesse arabe contemporanee, guarda al suo Libano, nel pieno delle tensioni politiche della campagna elettorale, che vive un interessante risveglio della società civile. Non è un risveglio così accentuato come vorrebbe lei, ma in ogni caso è significativo per un paese che nonostante la sua storia insaguinata, pensa di poter costituire un modello sociale e culturale valido per il resto della regione mediorientale. Vincitrice del premio del gfiornalismo arabo nel 2006, Joumana Haddad è responsabile delle pagine culturali del quotidiano an Nahar e da qualche mese capo redattrice di Jassad una rivista specializzata nelle arti è la letteratura del corpo e nell'erotismo, la prima nel suo genere in un paese arabo. Ha pubblicato varie raccolte di poesia tradotte e pubblicate in molti paesi del mondo. Il suo testo più conosciuto in Italia - dove sta per uscire il suo libro "Adrenalina" - è " Il ritorno di Lilith".

( tratto da un articolo di Michele Giorgio - sul Manifesto di oggi. La foto è rilevata da Internet www.festivalletteratura.it )

Riporto due suoi pensieri:

E' il desiderio che fa muovere
le montagne, non la fede
****
Di giorno la mia risata appartiene
agli altri, ma la mia cena segreta
mi appartiene.
Chi comprende il mio ritmo
mi conosce mi segue
ma mai mi raggiunge

Joumana Haddad

Elogio della calvizie



Chi mi conosce sa che ho pochi capelli; sono quasi pelato,come il mio "eroe" Charlie Brown... La mia calvizie ha origini lontane. Mia nipote Camilla, alle elementari, fece un piccolo tema riguardante la richiesta della maestra:" Descrivete una persona a voi cara". Scelse me e mi fece piacere anche perchè usò parole bellissime, compreso la dolcezza dei miei occhi. Ma quando arrivò ai capelli fu devastante. Scrisse:" mio zio è pelaticchio; quei capelli che ha sono castani...". Le feci osservare, con dolcezza, che bastava la parola pelaticchio per descrivere la situazione dei miei capelli. Aggiungere..quei capelli che ha.. rappresentava un rafforzativo che dava veramente il senso delle calvizie che stava prendendo il sopravvento. Ma devo ammettere che la sua descrizione fu efficace. Quando incontrai la sua maestra, che non conoscevo, riconobbe subito che ero suo zio...
Ironia a parte certi difetti, ai quali con il tempo ci si abitua, pesano un pò, anche ad un poeta come me che non dà peso all'aspetto fisico ma all'intelligenza, alla sensibilità, alla forza interiore.
Per questo mi ha fatto piacere il prestito di un libricino dal titolo " Elogio della calvizie" di Sinesio il quale afferma:
"...se è vero, come è vero, che l'uomo è fra tutte le creature la più divina,fra gli uomini che hanno avuto la fortuna di perdere i capelli, l'individuo completamente calvo è in assoluto l'essere più divino sulla terra."
Grazie, amica, per il prestito...
Per rendere ancora più poetica la pagina ho inserito una foto bellissima ( Url dell'immagine: files.splinder.com ) di un albero che perde le foglie....

venerdì 13 marzo 2009

Ancora dal libro: " I tortelli della mì mamma...ed altre ricette"



Per alleggerire un pò gli argomenti del blog, riprendo alcune parti del libro "I tortelli della mì mamma...e altre ricette".
Oggi riprendo la parte delle ricette di nonna Ersilia, raccontata da Daniele che, allora, da bravo cuoco, gestiva il Ristorante "Il peccato", nel centro storico, di fronte alla pizzeria "Tonino".

La minestra della porta accanto

Nelle storie della mia famiglia c'è che la minestra di verdura ( cavolo nero, patate, tanta cipolla, bietola, fagiolini, piselli, carote, fagioli, sedano e, se c'erano, un pò di cotenne) di nonna Ersilia, era di poco gradimento a nonno Lelio.
Mia nonna, che era una buona cuoca ( mi ha insegnato tanti segreti della buona cucina), s'indispettiva. Toglieva, a nonno Lelio, il piatto ancora colmo e, mantenendo il controllo, gli diceva: " Via Lelio, stai calmo. Vado a vedere alla porta accanto se la signora Maria ha fatto la minestra...".
E con il solito piatto, ben girato nella stanza accanto, Ersilia lo riproponeva al nonno. Lelio lo assaggiava e diceva: " Questa sì che è minestra!"...senza pensare minimamente che era la solita.

Daniele

Dalle ricette di nonna Ersilia

L'antipasto: Muscoli marinati

Cuocere i muscoli al vapore; sgusciarli. Preparare, in una terrina, un battuto d'aglio, prezzemolo e peperoncino. Mischiatevi i muscoli, un mezzo limone ed irrorate bene d'olio fino a coprirli. Gustare dopo un'ora di tempo.

Il primo piatto: Tortelli gratinati.

Ingredienti: Tortelli fatti in casa, ragù misto di carne; besciamella un pò liquida ( ogni litro di latte 50 g. farina e 50 g. di burro ) parmigiano, burro, noce moscata.

Preparazione: Imburrare una teglia da forno; fare uno strato di besciamella; posatevi i tortelli molto vicini e ricoprite di besciamella; mettere sopra il ragù quanto basta, una bella spolverata di parmigiano, un pochino di burro fuso e gratinare in forno alto per 25 minuti. Gustare dopo 15 minuti.

Il secondo piatto: Seppie e piselli

Prendere delle belle seppioline vive. Pulitele e lasciatele a pezzi grossi. Stufatele in casseruola con aglio, cipolla (poca), prezzemolo e peperoncino. Una "svinatina" di bianco, sale e pepe. Aggiungetevi i piselli freschi. Lasciare cuocere il tutto per 30 minuti, con un tocco di concentrato di pomodoro e un bel minestrone d'acqua. Lasciatele non troppo asciutte.

La poesia

Voglio nutrirti dei fiori di ghiaccio
in questa finestra d'inverno,
gli aromi di molte zuppe,
il profumo di candele sacre
che in questa casa di cedro mi insegue.
Voglio nutrirti della lavanda
che si sprigiona da certe poesie,
e della cannella delle mele che si cuociono,
e della gioia semplice che vediamo
nel cielo quando ci innamoriamo.

Frammento di James Tipton, 1995

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rimuovibili se coperte da copyright e richiesto.
Url dell'immagine dei fiori: www.4 yougratis.it
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giovedì 12 marzo 2009

Scuola di morte


Una "folle corsa" disseminata di morti fa da trait d'union alle due stragi accadute ieri lungo l'asse Stoccarda-Alabama.
Un ex studente tedesco di diciassette anni in tuta mimetica nera irrompe alle 9,30 in un liceo di Winnenden e a colpi di pistola semiautomatica ammazza nove allievi e tre insegnanti, poi nella fuga uccide altre sette persone prima di essere freddato dagli agenti.Stesso giorno. Un giovane americano di ventisette anni armato di fucile mitragliatore uccide la madre, i nonni, gli zii e poi "strada facendo" - tra le cittadine di Kinston e Geneva - colpisce come il suo "collega" europeo, cinque passanti occasionali, dieci vittime in tutto. Finale con suicidio.
Località distanti una dall'altra, vecchio e nuovo continente, stessa reazione di incredulità disperata. Due avvenimenti casuali, si direbbe, ma le modalità coincidenti non solo temporali - prima si uccidono gli "amici", i parenti, poi gli "altri" - inducono a intrecciarli, a sovrapporli in uno spazio senza confini, lungo quel tragitto di fuga che diventa luogo immaginario. E non solo perchè sono il remake di altri terrori seriali, in Europa e negli USA, o perchè torna alla mente la mattanza nel liceo di Columbine interpretata al cinema da Michael Moore e da Gus Van Sant - l'acquisto facile di armi su Internet e la solitudine dei ragazzi - ma perchè evoca la scuola globale della violenza.
Cosa avrà spinto il ragazzo tedesco e quello americano ad alzarsi la mattina di mercoledì 11 ( una data funesta da cabala) e tingerla di rosso sangue non lo sappiamo, ma riconosciamo nel loro gesto i segnali di una degradazione della vita umana che ci pervade. Associazioni libere. La classificazione di persone e semi-persone, cittadini di serie A e serie Z, declinata tra umano e non umano. Una cultura dell'occidente che guarda con sospetto l'emergenza di chi attenta alla sua superiorità e che crea il nemico.
Sull'asse Stoccarda-Alabama corre il soggetto in "tuta mimetica nera", il guerriero che si specchia in digitale davanti alla Web-cam prima di agire, lascito esemplare per eventuali adepti, intolleranti agli effetti familiari e ai diversi da sè. E' di queste ore la scoperta dell'arsenale del giovane neonazi munito di una "bomba sporca", ossessionato dall'elezione di un nero alla Casa Bianca...quanti ce nesaranno ancora, tantoi che l'FBI si è messa in allerta. E' di queste ore il disegno di legge del governo italiano per fornire ai minorenni i fucili da caccia. Li vediamo già questi ragazzi qualunque puntare il mirino sulle "bestie" e sterminare i fantasmi del loro inferno.

Un articolo di Mariuccia Ciotta, sul Manifesto del 12 marzo 2009.

mercoledì 11 marzo 2009

Così mi sento stasera...



Così mi sento stasera...
lo descrivo con due brani poetici di Bella Achmadulina, una delle mie preferite.

Che novità ci porta il calendario?
Del resto, per me non ha importanza.
In settembre io vivo come in marzo:
a briglia sciolta, con accanimento..
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Lo sciupio di tenerezze
supera ogni limite...
Questa abbondanza è solo dei miracoli,
della musica,
quando riempe l'anima.

domenica 8 marzo 2009

Tremate,tremate ( da un articolo di Mariuccia Ciotta sul Manifesto 8 Marzo 2009)


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Con questa foto e questo articolo ( molto attinente ) faccio gli auguri a tutte le donne, lettrici del blog...Ado
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L'8 marzo questa volta non è una notizia - rituale e scontata - è "la" notizia e dura più di un giorno. Il terremoto a cui assistiamo, politico, economico, sociale, è riconducibile tutto al protagonismo dello sguardo femminile che non è lì a chiedere più clemenza agli uomini ma a mettere a soqquadro l'ordine maschile.
La paura della perdita di controllo sulle donne scivola nel panico da mancanza di identità culturale e nazionale e moltiplica la violenza sul corpo-simbolo, che sia Eluana o la ragazza per strada e in famiglia o la pensionata secondo direttive UE.
Mentre si dispiega il tentativo di impossessarsi dell'"oggetto del desiederio", ingabbiarlo nelle norme deflagrate del sistema di regole patriarcali, lei - entità di per sè transgender - ha già fondato un mondo diverso, non ritagliato sui "bisogni di noi donne" ma sullo stravolgimento, per esempio, del tempo-lavoro che lasci alle persone lo spazio di piaceri solo apparentemente improduttivi e che ha già contagiato felicemente gli uomini, liberati da sè.
Oggi nessuno potrà dire " povere donne " - neppure il capo dello Stato , seppure mosso dalle migliori intenzioni ("emergenze stupri") - ma " attenti alle donne ", che nessuna ronda potrà impedire di costituirsi agenti del disordine.
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LA FRASE:
Napolitano: " lo stupro è infamia, non importa la nazionalità".

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giovedì 5 marzo 2009

8 marzo 2009, ricordando Solidea...



8 marzo

A te! 8 marzo, che ogni anno torni
dedicato alla festa della donna;
non vale solo un giorno, ma tutti i giorni
perchè è il pilastro di questa colonna
non importa di alloro che si adorni
non sarà santa come una madonna
ma per tutta la vita ha combattuto
per quei pochi diritti che ha ottenuto.


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8 marzo...mandiamolo un saluto
a quelle donne vittime del male,
che tante atrocità hanno vissuto
di violenze in modo criminale.
La solidarietà sarà di aiuto
è la cosa più bella e naturale
è dire al mondo di essere più umano
con tutti in pace...dandoci la mano!


Quest'anno l'8 marzo, a Venturina, sarà festeggiato dal coordinamento donne dello S.P.I. C.G.I.L. con un ricordo particolare: il decennale della morte di Solidea Garosi, per tanti anni impegnata nel sindacato. La poesia riportata all'inizio è una delle tante che Solidea ha scritto. Parte di queste poesie estemporanee è stata racchiusa in un libricino "Poesie" che sarà regalato ai partecipanti alla festa, che si svolgerà alla saletta della musica, in piazza Firenze, domenica alle 15.
Mi è stato chiesto di curare la pubblicazione del libro ed ho raccolto volentieri l'invito scrivendo la seguente nota riportata nel retrocopertina:

" Anche nelle nostre zone rurali, come in gran parte della Toscana di un tempo, non era difficile imbattersi in qualcuno che avesse il dono naturale di 'cantare di poesia', che fosse cioè capace di improvvisare poesie su argomenti di attualità, pensati solo qualche minuto prima, producendo nei casi più felici vere e proprie poesie cantate. Solidea Garosi faceva parte di questa categoria. Sapeva, come indicano gli scritti che abbiamo recuperato per questa raccolta, scrivere poesie estemporanee per le quali, mentre l'argomento cambia di volta in volta, a seconda anche della circostanza in cui avviene l'ispirazione, il metro e la melodia sono sempre gli stessi e ricalcano gli schemi tradizionali tramandati da generazioni. Si tratta di ottave, nella prima parte in rima alternata e con due versi di chiusura baciata. Con la scomparsa della civiltà contadina, l'eredità di queste tradizioni resta oggi patrimonio di pochi e per lo più persone molto anziane. Recentemente si è capito quanto sia importante la conservazione delle testimonianze di questa particolare forma di cultura popolare. Prezioso, in questo contesto, il lavoro di recupero svolto dal coordinamento donne dllo SPI di Venturina, che ha voluto questa piccola pubblicazione per ricordare Solidea nel decennale della sua scomparsa, valorizzando, al di là dei sorprendenti schemi accennati, la sua grande capacità di cogliere eventi importanti, legati al mutare dei tempi.
In particolare le lotte delle donne, per la loro emancipazione.

mercoledì 4 marzo 2009

Il vero amore...



Ho ricevuto una storia che vi ripropongo. Parla di Alzheimer, di amore, dell'attenzione verso l'altro, in difficoltà. Ho inserito all'inizio, di nuovo, la copertina del libro che parla di queste difficili tematiche con fumetti: "RUGHE". E' bellissimo, da leggere. Io quando ho letto il libro e la storia che vi trascrivo, a seguir, mi sono commosso. E non domandatemi perchè ho chiamato il mio blog:
" L'angolo del sognatore"...

" Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di un'ottantina di anni arrivò per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice. Disse che aveva molta fretta perchè aveva un appuntamento alle 9.
Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata oltre un'ora prima che qualcuno potesse vederlo. Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della ferita. Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita. Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico dato che aveva tanta fretta. L'anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie. Mi informai della sua salute e lui mi raccontò che era affetta da tempo dall'Alzheimer.
Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse nel caso facesse un pò tardi. Lui mi rispose che lei non lo riconosceva già da 5 anni. Ne fui sorpreso, e gli chiesi: ' E va ancora a trovarla ogni mattina anche se non sa chi è lei?'.
L'uomo sorrise e mi battè la mano sulla spalla dicendo: ' Lei non sa chi sono ma io so ancora perfettamente chi è lei'. Dovetti trattenere le lacrime...Avevo la pelle d'oca e pensai: ' Questo è il genere d'amore che voglio nella mia vita'.
Il vero amore non è ne fisico, nè romantico. Il vero amore è l'accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà. Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno. Spero condividerete questo messaggio con qualcuno cui vuoi bene, io l'ho appena fatto.
La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia. Sii più gentile del necessario, perchè ciascuna delle persone che incontri sta combattendo qualche sorta di battaglia".

domenica 1 marzo 2009

Vi consiglio il disco: "PRESENTE REMOTO" di Riccardo Tesi


foto tratta da Internet

Uno straordinario disco festeggia i trent'anni di carriera di Riccardo Tesi. Fra gli ospiti Stefano Bollani,Elena Ledda, Ginevra Di Marco, Gianmaria Testa, Daniele Sepe, Gavino Murgia,Patrick Vailant, Gabriele Mirabassi, Banditaliana.
12 brani originali e due riletture di "La città vecchia" di De Andrè e " La musica che gira intorno" di Fossati.
euro 10,00