domenica 31 maggio 2009

LA LIBERTA' - di Giorgio Gaber ( 1972 ) inno del COMUNE DEI CITTADINI


Giorgio Gaber ( Url: goccia.files )
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Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un'avventura,
sempr libero e viale, fa l'amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un'opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l'uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l'entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un'invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Da " Dialogo tra un impegnato e un non so"

LA BUONA POLITICA (4). La questione morale...

I molti giovani e giovanissimi che si sono impegnati nella lista COMUNE DEI CITTADINI ed in appoggio esterno della stessa, mi stimolano ad aggiornare il blog, parlando della buona politica
( che esiste; che deve esistere) richiamando alcuni - per me - punti di riferimento e parlando dell'esperienza personale.
In questa quarta puntata riporto una parte dell'intervista a Enrico Berlinguer ( Repubblica 1981 - Eugenio Scalfari ) " I partiti sono diventati macchine di potere". A seguire il racconto di una mia esperienza politica, al riguardo.

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La passione è finita?
Per noi comunisti la passione non è finita. Ma per gli altri? Non voglio dare giudizi e mettere il piede in casa altrui, ma i fatti ci sono esono sotto gli occhi di tutti. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela; scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi e vaghi, sentimenti e passione civile, zero.
Gestiscono interessi, i più disparati, i più contradditori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune...

Lei mi sta dicendo che la degenerazione dei partiti è il punto essenziale della crisi italiana.
E' quello che io penso.
Per quale motivo?
I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le Università, la Rai TV, alcuni grandi giornali....
Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare o spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le "operazioni" che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un'autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.

Lei fa un quadro della realtà italiana da far accapponare la pelle.
E secondo lei non corrisponde alla situazione ?
Debbo riconoscere che in gran parte è un quadro realistico. Ma vorrei chiederle: se gli italiani sopportano questo stato di cose è segno che lo accettano o che non se ne accorgono. Altrimenti voi avreste conquistato la guida del Paese da un pezzo.
Molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercinomio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi ( magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più...
Veniamo all'altra mia domanda, se permette: dovreste aver vinto da un pezzo, se le cose sanno come lei descrive.
In un certo senso, al contrario, può apparire persino straordinario che un partito come il nostro, che va così decisamente contro l'andazzo corrente, conservi tanti consensi e persino li accresca. Ma io credo di sapere a che cosa lei pensa: poichè noi dichiariamo di essere un partito "diverso" dagli altri, lei pensa che gli italiani abbiano timore di questa diversità.
Sì, è così, penso proprio a questa vostra conclamata diversità. A volte ne parlate come se foste dei marziani, oppure dei missionari in terra di infedeli; e la gente diffida. Vuole spiegarmi con chiarezza in che consiste la vostra diversità? C'è da averne paura?
Qualcuno sì, ha ragione di temerne, e lei capisce subito chi intendo. Per una risposta chiara alla sua domanda, elencherò per punti molto semplici in che consiste il nostro essere diversi, così spero non ci sarà margine all'equivoco. Dunque: primo, noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione; e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l'operato elle istituzioni. Ecco la prima ragione della nostra diversità. Le sembra che debba incutere tanta paura agli italiani?
Veniamo alla seconda diversità.
Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri,che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata...
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Quando nel 1990 fui chiamato a presiedere l'ATM, pur essendo passati 9 anni, io questa intervista l'avevo ben presente ed innestata nel mio DNA politico. Nella prima riunione del Consiglio di Amministrazione ( di nomina partitica, come me, che appartenevo, allora, al PDS appena nato dalla trasformazione del PCI. Iniziava in quegli anni una parabola discendente. Due anni dopo scoppiò "Tangentopoli" che sembrava avesse spazzato via il sistema di degenerazione dei partiti, denunciato, senza troppo ascolto, da Berlinguer ) presentai un decalogo di buona amministrazione alla quale intendevo attenermi rigidamente, durante il mio mandato. Il fulcro di queste dieci proposte stava nella separazione tra politica e gestione. Cercai di far capire ai miei colleghi del Consiglio di Amministrazione ( due anni prima che la questione esplodesse in tutta la sua intensità ) che alla politica spetta l'indirizzo. La gestione deve essere affidata - senza interferenze - ai tecnici,i quali, sottoposti a controllo, debbono esercitarla con competenza e correttezza.
I consiglieri mi guardarono attoniti. Poi capirono che facevo sul serio e durante il mandato apprezzarono il mio lavoro e guadagnai la loro stima.
La prima regola diceva che nè io ( presidente) nè i consiglieri doevano far parte di commissioni di concorso. I concorsi dovevano svolgersi nella massima correttezza, da tecnici che non dovevano subire interferenze e che furono avvisati delle conseguenze di eventuali favoritismi. Tanti sono stati i giovani entrati nell'ATM in quel periodo, spesso increduli per il buon esito del concorso per il quale si erano preparati ma che temevano avesse già dei predestinati.
La seconda riguardava gli appalti. Anche in quel caso fuori i politici. Questo non perchè categoria da mettere all'indice; io mi sarei, naturalmente, fidato tantissimo della mia onestà. Ma occorre eliminare il cordone ombelicale con i partiti di provenienza per non dare adito a possibili interferenze. Fu così che gli appalti si sono svolti all'ATM, nel decennio dlla mia amministrazione. Quando ci fu il grosso appalto a Montecaselli per la costruzione dell'officina ed alcune strutture collegate, il famoso numerino decisivo per determinare il vincitore, lo mise, su mia richiesta, il Direttore. Non volli sapere, naturalmente, nemmeno io qual'era perchè nessuno arrivasse a dubitare. Credo che la ditta che vinse non si aspettasse tale esito,dato come andava il "mondo" degli appalti.
Io credetemi, mi sono sempre sentito orgoglioso, di queste regole che diventarono metodo e furono condivise.
Gli altri otto punti riguardavano la trasparenza, la partecipazione, l'eliminazione degli sprechi, la qualità, la carta dei servizi, l'attenzione verso i portatori di handicap, i rapporti con il sindacato e i lavoratori, l'austerità nel comportamento degli amministratori ( niente partecipazione a convegni dal sapore "turistico"; niente autista - per questo mi "beccai" 'appellativo di Presidente di campagna - rigorosità nell spese amministrative) e in quello dei dirigenti ( aggiunsi pe loro niente viaggi, all'estero, sponsorizzati dalle case costruttrici di autobus ).
Il risultato aggiuntivo fu il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 1998 ultimo anno del mio mandato. Ed avevo preso la guida dell'ATM con miliardi di lire di debito....
Buonanotte, ado

sabato 30 maggio 2009

LA BUONA POLITICA ( 3 ): " L'attenzione all'altro..."


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Nella foto: autobus con pedana per disabili (www.laquerciatrieste.it)
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La libertà è partecipazione dice una canzone di Gaber che Letizia Papi ci ha proposto ( ed è diventato )inno della nostra lista: COMUNE DEI CITTADINI.
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Leido, colpito dalla terribile malattia SLA, ha, con me, un'intensa comunicazione, grazie al suo computer speciale. Ci mandiamo giornalmente e-mail. Ieri era "incazzato" per aver ricevuto una notizia di grave disattenzione nei confronti di una persona che - a Roma - versa nelle sue stesse condizioni. Se non hai vicino la famiglia, le istituzioni, spesso, ti abbandonano o sono fortemente insufficienti...
Mi ha sottolineato - con l'episodio - il grave calo di attenzione verso l'altro che si sta registrando nella nostra, attuale, società malata. Ed anche come, invece, bisogna mettere l'attenzione per l'altro, al centro delle azioni, di un buon modo di amministrare. Alcuni anni fa indicai ad un "amico", candidato a Sindaco ( poi eletto e divenuto tale ) il nominativo di Raffaello Ghisaura per utilizzarlo, al fine di predisporre un piano del Comune per i portatori di handicap. In pratica si trattava di disegnare una mappa con i negozi e gli edifici pubblici e privati che avevano l'accesso per i portatori di handicap. Sarebbe stato uno strumento utilissimo per sollecitare a fare, a rimuovere ostacoli, ad attribuire qualità - come era avvenuto in qualche Comune - a quei negozi che avevano provveduto... Ma qualcuno deve aver detto, al mio "amico" Sindaco, che Raffaello ( allora lavorava con me ) è un
" bastian contrario" ed era meglio non farne di nulla,; come in effetti fu....
Ma i "bastian contrari" - come mi è capitato più volte di dire - sono il sale della democrazia, specie quelli che - portatori di handicap - si battono per rimuovere ostacoli e disagi a coloro che sono in difficoltà...
Qualcuno dirà: "Te cosa hai fatto, quando eri amministratore? ". Ecco io ho sempre messo al centro questo aspetto come uno dei presupposti della buona Politica. Lasciamo i ricordi lontani dei miei dieci anni di assessore. Le mie battaglie su questo fronte, con un grandissimo ascolto ( mantenuto nel tempo ) di Piero Lelli
( recentemente scomparso ) il quale - come ci si diceva sempre scherzando - era divenuto il mio attento consigliere. Quando ho fatto il Presidente dell'ATM - dovendo affrontare i seri problemi per la mobilità - Raffaello Ghisaura, Piero Lelli, Stefania Stefanini, sono stati sempre a me vicini, su questo percorso. Si iniziò con il "Pollicino" un piccolissimo autobus attrezzato allo scopo, che io ho fortemente voluto per la Città di Piombino. Il Direttore disegnò gli itinerari che potevano essere modificati, a richiesta dai portatori di handicap. Il pulmino ha una sua grande utilità anche per le persone anziane anche se è stato sempre concepito come riservato ai portatori di handicap e quindi poco utilizzato. Poco utilizzato anche perchè passava ogni ora ed aveva tempi lenti per le possibili deviazioni. E la gente ha fretta. Non concepisce che si possa rallentare per aiutare a muoversi persone in difficoltà. Con Raffaello lunghe discussioni, nel giusto coinvolgimento che io volli. Ci chiese di allungare la corsa che deviava in via Pacinotti e non passava davanti a casa sua. Cercai di far capire alla parte tecnica che argomentava con i costi e la linearità del percorso, che Raffaello aveva ragione. E così fu. Il Pollicino allungò la sua corsa...
Con Piero Lelli avevamo ideato una corsa speciale da Venturina a Piombino. Voleva essere autonomo ed avere quindi la possibilità, con la sua carrozzina motorizzata di raggiungere Piombino per andare alla Coop o raggiungere altre attrazioni... Fu acquistato un autobus con pedana attrezzato, allo scopo. Il giorno dell'inaugurazione del nuovo autobus al Calidario, c'erano tutti e tre: Raffaello, Stefania e Piero con le loro attrezzatissime e pesantissime carrozzine. Quando Piero fu chiamato a collaudare la pedana, l'autista non riuscì a sollevarla. Doveva essere il "fiore all'occhiello" dell'ATM e si tramutò in delusione. Naturalmente convocai i tecnici della ditta costruttrice dell'autobus e promossi un'accesa riunione con Piero, Stefania, Raffaello ed altri portatori di handicap, per capire e rislvere. I tecnici spiegarono che le pedane possono sollevare solo le carrozzine usuali, spinte a mano e non a motore ( che sono pesantissime e difficilmente bloccabili sull'autobus). E tutti convennero. Ma la discussione avvenne attraverso un diretto confronto con gli interessati. Si chiama Partecipazione. Per venire incontro alle richieste di Piero fu istituita - di seguito - una linea con l'autobus particolare - da utilizzare a richiesta - per le carrozzine leggere, non a motore. Così Piero, accompagnato dalla mamma e da volontari, visitò Piazza Bovio e fece altre uscite che stavano nei suoi desideri.. E l'autobus - chiarite le effettive potenzialità - rimase come possibilità di uso pubblico. Altri ne seguirono, con collaudi reali dei miei tre esperti di riferimento...
Naturalmente li invitai anche alla inaugurazione della nuova sede dell'ATM, davanti al terminal... E Raffaello non perse l'occasione di essere " bastian contrario" segnalandomi, con davanti tutti i presenti, che le porte dell'ascensore si chiudevano troppo velocemente e un utente in carrozzina poteva rimanere bloccato tra le portiere. Interessai il costruttore per la registrazione. Che "rompi" - dirà qualcuno. Che utilità dico, invece, io. E come lo ringraziai delle sue osservazioni sollecitandolo a starmi vicino, con gli altri " rompi" eccezionali, per migliorare la qualità della vita, specie di coloro che sono in difficoltà...
Buonanotte...ado

A scuola per educare alla solidarietà ed alla giustizia


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Nella foto, un disegno di uno dei ragazzi/e delle quinte elementari, ispirato al racconto nel film; "Baba Mandela". Il taglio degli alberi è una delle sequenze, del film, che più ha colpito i ragazzi che hanno lavorato in classe sull'argomento.--------------------------
E' terminato, oggi, il progetto con le quinte classi delle scuole "Altobelli" di Venturina, realizzato dalle associazioni Arci-Arcobaleno ( del quale sono coordinatore ); Rete Radiè Resch ( coordinato da Grazia Viaggi ); "Un bambino, un mondo" ( coordinato da Nerio Busdraghi e supportato da Herman, parroco della Chiesa del Sacro Cuore di Piombino); dalla sezione Soci Coop di Venturina ( con la presenza preziosa di Silvana Pratesi, che ha raccontato la sua esperienza in Burkina Faso). Con i ragazzi abbiamo parlato di solidarietà; degli usi e costumi del popolo africano ( in questo Herman è stato eccezionale, sottolineando anche il concetto chiave da me introdotto, a nome delle associazioni,nel corso: l'importanza della cultura); della giustizia; della necessità di un mondo più uguale.


Nelle due immagini il fronte e retro di un volantino consegnato da Paula (eccezionale il gioco di ruolo della brava animatrice, che ogni anno ci supporta per conto della sezione soci della Coop di Venturina)per rappresentare l'importanza dei prodotti del commercio equo e solidale. Ai ragazzi è stata offerta una colazione, con questi prodotti dalla sezione soci coop di Venturina.

Paula ha regalato a me ed alle maestre che hanno sviluppato il progetto il libro
" Il diario di Yumita", del quale vi parlerò, in dettaglio, nel blog...
Veramente una bella esperienza che i ragazzi hanno seguito con partecipazione... A loro auguri per il futuro impegno alle medie ( Con la speranza che non dimentichino la lezione...). Alla scuola, arrivederci al prossimo anno con nuovi progetti che predisporremo sui temi della slidarietà e della legalità....ado

venerdì 29 maggio 2009

EUROPEE: indicazioni di voto


BLOB BLOG...Il meglio di....

























Indicazioni di voto per le Europee


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Ritengo fondamentale, nell'attuale crisi politica, etica, democratica, VOTARE.
E ritengo importantissimo votare per SINISTRA E LIBERTA' e far superare a questa aggregazione l'ingiusto sbarramento del 4%. Lo ha ben compreso, anche, Sergio Staino ( autore dei fumetti di Bobo e di fulminanti vignette di satira) che ha deciso di candidarsi per SINISTRA E LIBERTA'. Con lui altri nomi importanti e giovani, come appare nell'elenco. Nella nostra zona l'indicazione di voto è per : Claudio Fava ( leader di Sinistra Democratica ); di Giuliana Sgrena
( giornalista liberata in Irak con il costo della vita per Calipari); di Umberto Guidoni ( astronauta ). Ma ampie sono le posssibilità di voto nel Centro-Italia.
C' è Nichi Vendola che io vedo come futuro leader di un auspicabile partito della Sinistra unita. E appunto il coraggioso Sergio Staino. O alcuni giovanissimi. L'importante è non dare più di tre preferenze....ado
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La politica del cemento

Democrazia in pericolo. La frase del giorno....


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FAMOSI NEL MONDO

" Silvio Berlusconi non è un altro Mussolini, ' ma è un pericolo per l'Italia e un maligno esempio'. Lo scrive Financial Times, uno dei giornali più autorevoli, commentando la condizione della politica italiana. Senza timori, senza favori, come recita la massima etica di Financial Times."
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*La frase ( rilevata dall'articolo di Norma Rangeri " Famosi nel mondo" ) e la vignetta di Vauro, sono tratte dal MANIFESTO del 28 maggio.

Aggiorno il blog, ascoltando buona musica...

giovedì 28 maggio 2009

Sognando l'Africa....


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" Sentirti vicino è toccarti"
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"Nessuno è così ricco da poter fare a meno di un sorriso e nessuno è così povero da non poterlo dare "./
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" Insieme è più bello e dolce"

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Le foto e le frasi sono tratte dal Calendario 2009 Progetto Zabrè Burkina Faso promosso dall' associazione " Croce del Sud" Piombino.
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La frase collegata:
" La globalizzazione assumerà un volto umano
il giorno in cui ognuno potrà dire "io" pensando "noi"

Aminata Traorè ( scrittrice e militantealtermondialista del Mali )

Versi poetici... per annegare la mia inquietudine, nella dolcezza....


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" Voglio fare con te
ciò che la primavera
fa con i ciliegi..."

Pablo Neruda

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Url immagine: www.Castelonardi.t/Fiori_ciliegio

mercoledì 27 maggio 2009

Buonanotte, con un consiglio: la lettura di un bel libro d'amore....


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L'esatta sequenza dei gesti in sintesi:
Marta ha 12 anni quando arriva nella comunità alloggio dove lavorano Ascanio ed Elisa, la sua vita ha già reso una piega difficile: una madre alcolizzata ed un padre che se n'è andato. L'esistenza di Corrado non è più semplice. Ha 16 anni,
guarda il mondo facendo il duro e, nella stessa comunità, aspetta che la madre esca finalmente dal carcere. Nella vita quotidiana della casa le esistenze dei due ragazzi
si intrecciano a quelle degli educatori che si prendono cura di loro, tra rabbia, delusioni e piccole felicità, fino a quando Marta e Corrado decidono di prendere in mano il proprio destino. Una grande storia d'amore....

martedì 26 maggio 2009

Altri tempi... IL PONTE DI LUCIANO a Barbiana


(URL: altri tempi_small+ Snoopy.Jpg)
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Introdotto da una riflessione di Snoopy, con l'uccellino suo amico....
Il ponte di Luciano a Barbiana... Storia di altri tempi ... dal libro a cura di Michele Gesualdi...Una storia dolcissima...

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